Il Pene: un viaggio sorprendente tra corpo e immaginario

Il pene è uno degli organi più studiati e al tempo stesso più fraintesi del corpo. Apparentemente semplice nella forma, racchiude in realtà una complessità strutturale e funzionale che ha consentito alla specie umana di perpetuarsi e, al contempo, di costruire un immaginario simbolico senza pari. La sua funzione primaria – permettere la riproduzione attraverso il coito – è inscindibile dalla possibilità di trasmettere la vita, rendendolo protagonista assoluto di un processo biologico universale.
Ma il pene non è solo strumento della procreazione: è anche organo dell’escrezione urinaria, sede di meccanismi neurovascolari finemente orchestrati e bersaglio di patologie che spaziano dalle malformazioni congenite alle disfunzioni acquisite, fino alle neoplasie.
A queste dimensioni fisiologiche e cliniche si affianca un’altra, non meno potente: il valore culturale. Nessun altro elemento anatomico ha ispirato, turbato e affascinato così a lungo la mente umana. Dal culto fallico delle civiltà antiche alle rappresentazioni idealizzate dell’arte classica, fino alle tensioni iconografiche della modernità, il pene ha attraversato millenni come simbolo di virilità, forza e fertilità.

Un organo, dunque, complesso crocevia di biologia, simbolismo e cultura: questo è il punto di partenza dell’ e-book Il Pene. Anatomia, mito, scienza, arte e cultura (Youcanprint, 2025), firmato da Immacolata Belviso, Raffaele Pastore, Ferdinando Paternostro, Maria Paternostro e Andrea Romano.

Il libro affronta il pene nella sua interezza: struttura anatomica e fisiologia, patologie e chirurgia, ma anche storia delle idee, rappresentazioni artistiche e linguaggi popolari. Un approccio multidisciplinare che unisce la precisione della scienza alla libertà dell’immaginario collettivo.

Dalla spermatogenesi alla dinamica dell’erezione, dalla disfunzione erettile ai tumori, passando per la circoncisione, i trapianti e le questioni di bioetica, il testo guida il lettore attraverso un percorso che non si limita alla medicina. Ampio spazio è infatti dedicato al simbolismo antico, all’arte rinascimentale, alla cultura popolare e persino ai cento modi di dire “pene” nella tradizione italiana.

Gli autori hanno scelto una didattica particolare: quasi totale assenza di immagini, per stimolare lo studio parallelo con atlanti anatomici e sviluppare così un atteggiamento critico e attivo. Una sfida contro l’ipervisualizzazione contemporanea, che restituisce valore al testo scritto e invita a un dialogo più profondo con la conoscenza.

Il Pene si rivolge non solo a studenti e professionisti della salute, ma anche a chiunque voglia comprendere come un organo biologico sia diventato, nei secoli, potente icona sociale, artistica e culturale.

Un’opera capace di intrecciare medicina e umanesimo, scienza e mito, clinica e filosofia, restituendo al lettore una visione completa di uno dei temi più affascinanti e controversi dell’esperienza umana.

Gli Autori

Immacolata Belviso
Professoressa Associata di Anatomia Umana, Università Telematica Pegaso
Raffaele Pastore
Ricercatore, Università del Molise, Campobasso
Ferdinando Paternostro
Professore Associato di Anatomia Umana, Università degli Studi di Firenze
Maria Paternostro
Giornalista, Direttore Informacittà Firenze
Andrea Romano
Specializzando in Urologia, Università degli Studi di Firenze

IL PENE. ANATOMIA, MITO, SCIENZA, ARTE E CULTURA
ISBN | 9791224030140 Prima edizione digitale: 2025
https://store.youcanprint.it/il-pene-anatomia-mito-scienza-arte-e-cultura/b/ba9fb6b2-b5b3-5297-a126-4d0f561ed334

ANATOMIA per le Scienze Motorie …(ma non solo)

F. Bucchieri – G. Gobbi – G. Musumeci, et al., F. Paternostro
ISBN: 9788836232161 EDISES 2025

Questa nuova edizione rappresenta l’evoluzione del volume Anatomia dell’Apparato Locomotore, curato da Felicia Farina, e si propone come strumento di studio aggiornato e completo per gli studenti delle scienze motorie e per chi si occupa professionalmente di movimento e riabilitazione.

A differenza del testo originario, che limitava l’analisi all’apparato locomotore, questa versione estende la trattazione a tutti gli apparati e sistemi del corpo umano, integrando costantemente la dimensione funzionale e pratica. L’Anatomia non è quindi presentata come semplice descrizione morfologica, ma come base indispensabile per comprendere il movimento, l’attività fisica e la performance.

La prima parte del volume conserva l’impianto sistematico dedicato all’apparato locomotore, mentre la principale innovazione è costituita dall’inserimento di capitoli dedicati alla Biomeccanica e agli altri apparati corporei, con particolare attenzione ai risvolti motori e clinici. In questo contesto, ho contribuito alla stesura del capitolo sulla Biomeccanica e dell’approfondimento relativo all’arto superiore, ambiti fondamentali per il legame tra teoria anatomica e applicazione pratica.

L’apparato iconografico, già punto di forza dell’opera originale, è stato arricchito con nuove illustrazioni pensate per facilitare la comprensione immediata delle strutture e dei rapporti funzionali.

Si tratta quindi di un testo utile non solo per gli studenti di Scienze motorie, ma anche per i Fisioterapisti, che troveranno in queste pagine un supporto concreto alla loro formazione e pratica professionale.

Felice ed orgoglioso di aver contribuito alla realizzazione di questa Opera insieme a tanti, stimatissimi Colleghi.

ANATOMIA PER LE SCIENZE MOTORIE
F. Bucchieri – G. Gobbi – G. Musumeci, et al., F. Paternostro
ISBN: 9788836232161 EDISES 2025
https://www.edises.it/default/f-bucchieri-anatomia-per-le-scienze-motorie-i-ed.html

Il Peritoneo

L’architettura invisibile che sorregge l’addome

C’è una parte del corpo che risulta, a chi studia, sempre difficile e complicata: il peritoneo. Questa sottile membrana sierosa riveste la cavità addominale e pelvica, avvolge gli organi viscerali, li sostiene e li protegge, regola fluidi e movimenti, partecipa alla difesa immunitaria e influenza la diffusione di infezioni e metastasi. Sottile, onnipresente nell’addome, il peritoneo rappresenta una delle architetture più complesse e raffinate dell’organismo umano.

A tale struttura è dedicato il volume Il Peritoneo: Architettura invisibile dell’addome”, scritto insieme a Immacolata Belviso, Carlo Benedini e Alessandro Palazzolo. Si tratta di un’opera che dona dignità e centralità a un organo non marginale, che anche la ricerca più recente ha portato al centro della fisiologia e della clinica.

Una scelta editoriale controcorrente

Le-book colpisce per una decisione radicale: non contiene illustrazioni. In un’epoca in cui lo studio dell’Anatomia è dominato da immagini tridimensionali, modelli digitali e rendering sofisticati, questa assenza non è una mancanza, ma una scelta deliberata. Abbiamo voluto proporre un metodo didattico differente, che invita il lettore a non fermarsi alla visione immediata ma a ricostruire mentalmente la complessità anatomica, servendosi dell’Atlante come strumento complementare. In questo modo lo studio diventa attivo, critico, creativo, e permette di sviluppare capacità di orientamento spaziale tridimensionale che sono indispensabili nella pratica medica e chirurgica.
Sono presenti, in realtà, alcune spendide immagini scattate da Carlo Benedini (Anatomia Fotografica) ai tavoli settori di ICLO Teaching and Research Center, struttura che per questo sentitamente ringrazio.

Una membrana dinamica

Il peritoneo, spesso descritto come un semplice rivestimento, è in realtà un sistema dinamico. È costituito da due foglietti – parietale e viscerale – che delimitano la cavità peritoneale, al cui interno scorre una minima quantità di fluido lubrificante, indispensabile per permettere il movimento dei visceri durante la digestione e la respirazione. Da queste pieghe derivano strutture complesse come i mesenteri, che sospendono l’intestino e ne veicolano vasi e nervi; gli omenti, che agiscono come veri “tutori immunologici” isolando focolai infettivi; i legamenti, che fissano e stabilizzano organi vitali come fegato, stomaco e milza.

La sua funzione non si esaurisce nel sostegno meccanico. Il peritoneo regola la distribuzione dei fluidi corporei, contribuisce alla risposta immunitaria locale, circoscrive infezioni e processi infiammatori attraverso la formazione di aderenze, e rappresenta una superficie di scambio e assorbimento di enorme rilevanza clinica.

Un protagonista della clinica moderna

La conoscenza del peritoneo è fondamentale non solo per l’anatomista, ma anche per il chirurgo, l’oncologo e il radiologo. Le sue pieghe e i suoi recessi determinano vie di diffusione delle infezioni e delle metastasi, e condizionano gli esiti degli interventi chirurgici. La pratica clinica quotidiana mostra quanto sia determinante comprenderne i comportamenti: basti pensare alla dialisi peritoneale, che utilizza la membrana come filtro naturale per depurare il sangue in pazienti con insufficienza renale; oppure alle aderenze post-operatorie, responsabili di dolore cronico e occlusioni intestinali; o ancora alle metastasi peritoneali, una delle complicanze più gravi dei tumori addominali.

Negli ultimi anni il peritoneo è divenuto bersaglio di strategie terapeutiche innovative, come la chemioterapia intraperitoneale, che consente di somministrare farmaci direttamente nella cavità addominale, aumentando l’efficacia locale e riducendo la tossicità sistemica. Questo approccio ha aperto prospettive nuove nel trattamento delle neoplasie gastriche e ovariche, e mostra quanto il peritoneo sia un territorio attivo della medicina di oggi e di domani.

Tra scienza e cultura del corpo

Il Peritoneo: Architettura invisibile dell’addome non è soltanto un manuale tecnico. È anche una riflessione sulla cultura del corpo e sul valore dello studio anatomico come esercizio di immaginazione e di pensiero critico. L’opera invita a superare l’idea di un sapere immediatamente disponibile e consumabile, per recuperare invece il tempo lento dell’apprendimento, in cui il testo scritto e l’immagine si integrano attraverso lo sforzo attivo dello studente.

Il libro parla a Studenti e a Specialisti, ma può interessare anche un pubblico più ampio, curioso di scoprire come funziona quell’architettura nascosta che, silenziosamente, rende possibile la vita di ogni giorno, non è un semplice rivestimento ma un attore protagonista dell’Anatomia, della Fisiologia e della Clinica.

IL PERITONEO
Architettura invisibile dell’addome
ISBN: 9791224026556
YOUCAN PRINT Ebook (pdf) 2025

Immacolata Belviso
Professoressa Associata di Anatomia, Umana Università Telematica Pegaso 

Carlo Benedini 
Osteopata e Fisioterapista

Alessandro Palazzolo
Osteopata e Fisioterapista

Ferdinando Paternostro
Professore Associato di Anatomia Umana, Università degli Studi di Firenze

OLTRE L’ANATOMIA

Il Corpo femminile raccontato come spazio biologico, fisiologico e relazionale


Immacolata Belviso, Jacopo Junio Valerio Branca, Ferdinando Paternostro, Ciro Sommella

Il Corpo della Donna è da sempre oggetto di studio, di rappresentazione, di cura e, troppo spesso, di controllo. L’Anatomia ce lo restituisce nei suoi dettagli strutturali, nei suoi cicli fisiologici, nelle sue trasformazioni. Ma una descrizione puramente morfologica, per quanto precisa, non basta a raccontarne la complessità.

Questo libro nasce dall’esigenza di andare oltre: oltre la nomenclatura, oltre lo schema, oltre la visione frammentata. Qui, il corpo femminile viene esplorato come spazio biologico, nella sua realtà concreta di tessuti, organi e funzioni e come spazio relazionale, cioè luogo di percezione, identità, piacere, vulnerabilità e incontro.

Per troppo tempo il Corpo femminile è stato osservato da fuori, studiato, giudicato, persino disegnato da mani che non gli appartenevano. Eppure, la conoscenza più profonda non viene dallo sguardo esterno, ma da quello interno: dal sentire, dall’esplorare, dal riconoscersi. Conoscere l’Anatomia del proprio corpo significa, prima di tutto, restituirgli voce. Significa capire come è fatto, come funziona, e perché alcune parti, da sempre trascurate o nominate con imbarazzo, sono in realtà centrali per il benessere, il piacere e la salute.

Prendiamo la clitoride. Per molti, per troppo tempo, è stato solo un punto, un piccolo rilievo sotto le pieghe della vulva. In realtà, è un organo complesso, profondo, ramificato, con una struttura tridimensionale che si estende lateralmente e inferiormente lungo il perineo. È formato da corpi cavernosi, crura, bulbi del vestibolo, e da un glande visibile solo in parte. È l’unico organo umano con la sola funzione di dare piacere. Non produce ormoni, non serve alla riproduzione, non si apre su nessun canale. Eppure è lì, centrale, sensibile, ricco di migliaia di terminazioni nervose, pronto a raccontare una verità: il piacere è fisiologico, sano, naturale.

E il piacere, nel Corpo femminile, non si localizza in un solo punto. Vive in una rete: nel muscolo pubococcigeo, che si contrae involontariamente nell’eccitazione; nella lubrificazione vaginale, che facilita la penetrazione e protegge la mucosa; nella vasodilatazione dei tessuti genitali, che amplifica la sensibilità. Tutto questo è regolato da un dialogo costante tra cervello, sistema nervoso autonomo e tessuti periferici. Il piacere non è “tutto nella testa”, ma non è nemmeno tutto nei genitali: è un sistema integrato, che coinvolge ormoni, neurotrasmettitori, emozioni, contesto.

La sessualità non è un atto da compiere, ma una parte dell’identità da esplorare. È relazione con sé stessi, con il proprio corpo e con l’altro. Può esprimersi in mille modi, cambiare nel tempo, adattarsi a ciò che siamo e a ciò che scegliamo di essere. In questa prospettiva, conoscere la propria Anatomia non è solo utile: è fondativo.

  • aiuta a riconoscere cosa è normale e cosa no.
  • permette di distinguere tra dolore che va accolto e dolore che va curato.
  • insegna a chiedere, a proteggerti, a scegliere.

Parlare di genitali, ormoni, utero, ovaie, mestruazione, gravidanza o menopausa non significa dunque descrivere soltanto processi fisiologici. Significa riconoscere un sapere incarnato, spesso trascurato o deformato, che riguarda la salute, l’autonomia, la sessualità e la dignità.

Anche la Medicina sta lentamente cambiando: si parla sempre più di disfunzioni sessuali femminili, di riabilitazione del pavimento pelvico, di sessualità in menopausa, di dolore vulvare, di anorgasmia, non più come difetti da correggere, ma come esperienze da comprendere e accompagnare. E tutto parte da qui: da una mappa del corpo chiara, corretta, libera da tabù.

Il linguaggio utilizzato in questo testo è rigoroso e chiaro. Le parole sono scelte per spiegare, chiarire e restituire potere alla conoscenza del corpo, senza cadere né nella semplificazione né nel tecnicismo sterile.

Il Lettore, qualunque sia il suo genere e la sua età, troverà in queste pagine una guida: non solo per sapere com’è fatto il corpo femminile, ma per capire come funziona, cosa comunica, cosa cambia, e perché tutto questo ha valore.

Conoscere il Corpo, infatti, non è mai un atto neutro: è una forma di cura, un gesto di rispetto, un esercizio di libertà.

OLTRE L'ANATOMIA
Il Corpo femminile raccontato come spazio biologico, fisiologico e relazionale

OLTRE L’ANATOMIA
Il Corpo femminile raccontato come spazio biologico, fisiologico e relazionale
Youcanprint – Ebook
ISBN: 9791224026563

Gli Autori
Immacolata Belviso
Professoressa Associata di Anatomia, Umana Università Telematica Pegaso 

Jacopo Junio Valerio Branca
Ricercatore, Università degli Studi di Firenze

Ferdinando Paternostro
Professore Associato di Anatomia Umana, Università degli Studi di Firenze

Ciro Sommella
Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Direttore UOC Ginecologia e Ostetricia Arezzo


Il doppio volto di Leonardo: il segreto della Gioconda

Tra il celebre ritratto della Monna Lisa, custodito al Louvre, e il presunto autoritratto di Leonardo da Vinci, conservato nella Biblioteca Reale di Torino, esiste un’affascinante e misteriosa corrispondenza che sta alimentando nuovi studi sull’opera del genio fiorentino.

L’autoritratto in questione, realizzato a sanguigna su carta intorno al 1515, raffigura un uomo anziano con una folta barba e un’espressione intensa e riflessiva. Nonostante sia spesso considerato una rappresentazione di Leonardo negli ultimi anni della sua vita, alcuni studiosi hanno messo in dubbio l’autenticità di questo autoritratto. Tuttavia, la recente scoperta della sovrapposizione perfetta con il volto della Monna Lisa ha riacceso l’interesse su questa ipotesi.

Effettuando una semplice operazione grafica – ribaltando orizzontalmente il disegno e sovrapponendolo al ritratto della Monna Lisa – si osserva una coincidenza sorprendente: i contorni dei due volti, incluse le proporzioni del naso, degli occhi e delle labbra, combaciano quasi in modo speculare. Questo dettaglio rafforza l’idea che Leonardo abbia volutamente progettato le due opere come elementi complementari di un unico messaggio visivo.

La Monna Lisa, realizzata tra il 1503 e il 1519, è nota per il suo enigmatico sorriso e per il suo sguardo che sembra seguire l’osservatore da qualsiasi angolazione. La donna ritratta ha ispirato infinite interpretazioni, alcune delle quali suggeriscono che dietro il suo volto si celi proprio un autoritratto velato di Leonardo stesso. La sovrapposizione con il disegno senile sembra confermare questa teoria e aggiunge un ulteriore strato di complessità simbolica.

Il risultato di questa fusione va oltre la semplice coincidenza artistica. Il volto della Monna Lisa, unendosi a quello dell’uomo anziano, sembra subire una metamorfosi temporale: la giovane donna diventa un uomo maturo, suggerendo un passaggio inevitabile dal femminile al maschile, dalla giovinezza alla vecchiaia. Questa trasformazione non è solo fisica, ma anche simbolica, poiché evoca il concetto di fluidità delle identità e la coesistenza delle energie opposte.

Leonardo potrebbe aver nascosto, attraverso queste due opere, un messaggio che trascende il tempo e le categorie sociali: il genere, l’identità e il tempo sono costruzioni illusorie, percezioni superficiali che nascondono una verità più profonda. Maschile e femminile, giovane e anziano, vita e morte sono semplicemente polarità estreme della stessa realtà.

Questo pensiero si collega direttamente ai principi dell’ermetismo, corrente filosofica che Leonardo conosceva bene. Secondo questi insegnamenti, ogni dualismo apparente è un’illusione: gli opposti non esistono in forma separata, ma sono solo variazioni dello stesso principio universale. Maschile e femminile coesistono in ogni individuo, così come luce e ombra, e insieme garantiscono l’equilibrio dell’intero universo.

Attraverso il suo duplice capolavoro, Leonardo sembra volerci invitare a guardare oltre le divisioni e le etichette, per riconoscere che tutte le polarità fanno parte di un’unità essenziale. Quella che percepiamo come separazione è solo un’illusione della mente e la vera saggezza sta nel riscoprire l’armonia nascosta dietro le apparenze.

📹 / robertedwardgrant (Instagram)

Chronic mastitis or breast cancer in The Charity by Francesco Salviati? An educational discussion

In questo articolo, il dipinto La Carità di Francesco de Rossi, noto come Salviati (1510-1563), viene studiato attraverso una prospettiva multidisciplinare che unisce Anatomia umana, Paleopatologia e Storia dell’Arte.
Sebbene non sia possibile formulare una diagnosi definitiva a causa della natura artistica dell’opera, le anomalie anatomiche rappresentate nel dipinto sono esaminate considerando due ipotesi principali: mastite cronica o tumore al seno.
Questo studio evidenzia ancora una volta come l’incontro tra Medicina e Arte possa offrire un prezioso contributo sia alla comprensione delle malattie del passato sia all’educazione dei futuri Medici, aiutandoli a sviluppare un più attento occhio clinico.

Paternostro, F., Lippi, D., Zucchini, E., Nori, J., Galassi, F.M., Nerlich, A.G., & Bianucci, R. (2024).
Italian Journal of Anatomy and Embryology 128(2): 55-60.
https://doi.org/10.36253/ijae-15580

ANATOMIA FOTOGRAFICA

Le foto che potrete sfogliare in questo libro derivano da miei laboratori di Anatomia settoria (Anatomy Lab) realizzati a Verona presso ICLO, Teaching and Research Center.
Qui è possibile studiare su preparati anatomici fresh frozen grazie al supporto della Nicola’s Foundation Onlus, che da sempre incentiva lo studio e la formazione in ambito medico scientifico.

Sono profondamente grato a tutto lo staff ICLO per la fondamentale ed efficiente disponibilità tecnica, amministrativa e logistica e al Dott. Gianni Sereni che, fin dal suo nascere e con lungimirante intuito, ha esaltato un progetto di formazione nazionale hands on, di alta qualità ma dai costi contenuti, poiché fondamentalmente rivolto a studenti universitari di indirizzo medico-sanitario.

Le immagini immortalate dal Dott. Carlo Benedini sono state realizzate, in questo ambito, con il supporto essenziale della dr.ssa Cristiana Veltro e del dott. Francesco Potenza competenti, appassionati e abili dissettori, che hanno condiviso con me l’esperienza delle prime edizioni di un progetto oggi fecondo anche grazie alla loro bravura e dedizione.

Durante le mie lezioni al tavolo cerco sempre di incrociare ed esplicitare ai discenti concetti di Anatomia palpatoria, topografica e sistematica con quanto il preparato “autonomamente” descrive. Molto spesso, poi, abbiamo la sorte di imbatterci in varianti anatomiche; tale esperienza è di grande valore per l’operatività nelle discipline chirurgiche, unitamente alla dimostrazione delle principali vie di accesso alle singole strutture e agli organi.

Le più moderne tecniche di imaging e le sofisticate metodiche operatorie illustrano con precisione e perizia tanti aspetti dell’Anatomia, ma non possono sostituire l’esperienza diretta sul cadavere, pratica antica ma fondamentale anche oggi nella formazione di studenti, specializzandi, specialisti.

Carlo, egregio fotografo e appassionato anatomista, è riuscito con i suoi scatti a mescolare meraviglia, arte e rigore didattico, che ho provato a chiosare con le didascalie che completano le 516 pagine del libro.

Grazie al Prof. Alessandro Palazzolo per la preziosa e affettuosa presentazione e per gli incoraggiamenti che non sono mai mancati in corso d’opera.
Grazie al Dott. Nicola Piccin che ha creduto nella originalità del nostro lavoro e a tutti coloro che hanno seguito il non semplice iter della realizzazione tipografica.

Felice, orgoglioso e grato per aver realizzato, con Carlo, questo esclusivo e originale volume.


ANATOMIA FOTOGRAFICA
Benedini, Paternostro
2024 Piccin, Padova


Leggi anche:
ANATOMIA … Fotografica e per Tutti… a VARESE!

ANATOMIA … Fotografica e per Tutti… a VARESE!

Lo scorso 19 gennaio sono stato ospite del Dipartimento di Medicina dell’Università Insubria di Varese.
L’occasione era l’inaugurazione di una mostra permanente realizzata con una serie di splendide fotografie dell’Amico Dott. Carlo Benedini.
Carlo, mosso da comune passione per l’Anatomia, ha avuto la pazienza di seguirmi in numerose dissezioni svolte presso ICLO, Verona (Anatomy Lab), durante le quali ha realizzato un numero infinito di bellissimi scatti. Da questa immensa mole di immagini ha distillato quelle più significative, che sono diventate prima la colonna portante di una pagina Instagram di successo (Anatomia Fotografica), la mostra di Varese e infine un volume di oltre duecentoquaranta tavole commentate che uscirà, con la prefazione del Prof. Alessandro Palazzolo, per i tipi di Piccin.

Voglio di cuore ringraziare la Prof.ssa Marina Protasoni, appassionata Docente e fine Anatomista, che ha voluto fortemente l’esposizione e ha organizzato la giornata di presentazione della stessa.

Grazie al Prof. Giulio Carcano, Direttore DIMIT (Dipartimento di Medicina e Innovazione Tecnologica) e al Prof. Alberto Passi, Presidente della Scuola di Medicina, ai Colleghi presenti, Prof. ssa Marcella Reguzzoni, il Prof. Pier Antonio Zecca. Grazie ai numerosi, attenti e partecipi Studenti del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, ai quali ho raccontato di come l’evoluzione ha modellato il nostro corpo e in particolare Sistema Nervoso Centrale.
Il titolo della relazione era “L’uomo è un animale addomesticato?” La risposta è “sì…” ma se volete sapere da chi venite a scoprirlo ai prossimi appuntamenti con Anatomia per Tutti!

DYNAMIC CORRELATIONS AND DISORDER IN THE MASTICATORY MUSCULATURE NETWORK

Nuove scoperte nel campo dei disturbi dell’Articolazione Temporo Mandibolare con l’uso di un Modello di Rete Anatomica.

Molte persone in tutto il mondo soffrono di disturbi dell’articolazione temporomandibolare (TMJ), ma diagnosi accurate e trattamenti efficaci rimangono sfuggenti e talvolta dipendono da decisioni soggettive. Questo articolo presenta una nuova metodologia non invasiva per valutare lo stato fisiologico del sistema masticatorio e identificare indicatori di rischio per una diagnosi precoce dei disturbi TMJ.
Attraverso lo studio della biomeccanica e delle proprietà viscoelastiche, i risultati rivelano l’importanza del tono muscolare e delle connessioni tra nodi specifici nel modello di rete anatomica composto da 20 nodi e 17 collegamenti.
La ricerca offre un approccio sistemico e quantitativo che arricchisce la comprensione di questi disturbi, andando oltre le osservazioni cliniche e i sintomi dei pazienti.

Campi, G.; Ricci, A.; Costa, N.; Genovesi, F.; Branca, J.J.V.; Paternostro, F.; Della Posta, D. Dynamic Correlations and Disorder in the Masticatory Musculature Network. Life 2023, 13, 2107. https://doi.org/10.3390/life13112107

Abstract

Background: Temporomandibular joint (TMJ) disorders, which affect millions of people worldwide, have multiple etiological factors that make an accurate diagnosis and effective treatments difficult. As a consequence, the gold standard diagnostic criteria for TMJ disorders remain elusive and often depend on subjective decisions.
Aim: In this context, the lack of a non-invasive quantitative methodology capable of assessing the functional physiological state and, consequently, identifying risk indicators for the early diagnosis of TMJ disorders must be tackled and resolved. Methodology: In this work, we have studied the biomechanics and viscoelastic properties of the functional masticatory system by a non-invasive approach involving 52 healthy subjects, analysed by statistical–physics analysis applied to myotonic measurements on specific points of the masticatory system designing a TMJ network composed of 17 nodes and 20 links.
Results: We find that the muscle tone and viscoelasticity of a specific cycle linking frontal, temporal, and mandibular nodes of the network play a prominent role in the physiological functionality of the system. At the same time, the functional state is characterised by a landscape of nearly degenerated levels of elasticity in all links of the network, making this parameter critically distributed and deviating from normal behaviour.
Conclusions: Time evolution and dynamic correlations between biomechanics and viscoelastic parameters measured on the different cycles of the network provide a quantitative framework associated with the functional state of the masticatory system. Our results are expected to contribute to enriching the taxonomy of this system, primarily based on clinical observations, patient symptoms, and expert consensus.

OPEN ACCESS ARTICLE

VARIAZIONI MORFOLOGICHE DEL POLMONE: SCISSURE E LOBI ACCESSORI


Jacopo Junio Valerio Branca, Cristiana Veltro, Giulia Guarnieri, Alessandra Pacini, Ferdinando Paternostro

https://onlinelibrary.wiley.com/share/6WGIJERGHGVSSXEGNHFS?target=10.1111/ahe.12958

Le varianti anatomiche rivestono un’importanza fondamentale nel campo della medicina, poiché la comprensione accurata della variabilità strutturale del corpo umano è essenziale per la diagnosi accurata e il successo delle procedure mediche. Queste varianti possono influenzare la posizione degli organi, la disposizione dei vasi sanguigni, la morfologia dei tessuti e molto altro ancora. La conoscenza delle varianti anatomiche è cruciale per evitare errori diagnostici e complicazioni durante interventi chirurgici e procedure invasive.

La dissezione anatomica è uno dei mezzi principali attraverso cui vengono scoperte e studiate queste varianti. La dissezione coinvolge la separazione accurata dei tessuti corporei per esaminarne la struttura interna. Durante questo processo, i medici e gli studenti di medicina possono identificare le variazioni individuali rispetto alla struttura anatomica standard. Questa pratica fornisce un’opportunità unica per esplorare la diversità anatomica e comprendere come queste variazioni possano influenzare la funzione e la patologia.

Inoltre, l’avanzamento delle tecnologie diagnostiche come la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) e l’ecografia ha ampliato ulteriormente la nostra capacità di rilevare e studiare le varianti anatomiche in modo non invasivo. Questi strumenti consentono ai medici di ottenere immagini dettagliate del corpo umano da diverse prospettive, facilitando la visualizzazione e l’analisi delle strutture anatomiche in modo tridimensionale.

Il riconoscimento e lo studio delle varianti anatomiche svolgono un ruolo cruciale nell’ambito medico. La dissezione anatomica e le moderne tecnologie diagnostiche contribuiscono in modo significativo alla nostra comprensione di queste varianti, consentendo ai professionisti di affrontare le sfide diagnostiche e terapeutiche con maggiore consapevolezza e precisione.

Per questi motivo presento con particolare piacere una ricerca sulle varianti macroscopiche dell’Anatomia polmonare, reperite durante gli Anatomy Lab che svolgo presso ICLO Teaching and Research Center di Verona e catalogate con l’ausilio di alcuni valenti colleghi dell’Ateneo Fiorentino.

MORPHOLOGICAL VARIATIONS OF THE LUNG: ACCESSORY FISSURES AND LOBES
https://onlinelibrary.wiley.com/share/6WGIJERGHGVSSXEGNHFS?target=10.1111/ahe.12958

Anatomical variants hold paramount importance in medicine. A thorough understanding of the human body’s structural variability is essential for accurate diagnosis and the success of medical procedures. These variations can impact the position of organs, the arrangement of blood vessels, tissue morphology, and much more. Knowledge of anatomical variants is crucial to avoid diagnostic errors and complications during surgical interventions and invasive procedures.

Anatomical dissection is one of the primary ways these variants are discovered and studied. Dissection involves the careful separation of bodily tissues to examine their internal structure. During this process, physicians and medical students can identify individual variations from the standard anatomical structure. This practice provides a unique opportunity to explore anatomical diversity and understand how these variations can influence function and pathology.

Furthermore, advancing diagnostic technologies such as computed tomography (CT), magnetic resonance imaging (MRI), and ultrasound have further expanded our ability to detect and study anatomical variations non-invasively. These tools allow medical professionals to obtain detailed images of the human body from various perspectives, facilitating three-dimensional visualisation and analysis of anatomical structures.

The recognition and study of anatomical variations play a crucial role in the medical field. Anatomical dissection and modern diagnostic technologies significantly contribute to understanding these variants, enabling medical professionals to approach diagnostic and therapeutic challenges with greater awareness and precision.

I am particularly pleased to present research on macroscopic variants of pulmonary Anatomy found during the Anatomy Labs that I carried out at the ICLO Teaching and Research Centre in Verona and catalogued with the help of some talented colleagues at the University of Florence.

Branca, J. J. V., Veltro, C., Guarnieri, G., Pacini, A., & Paternostro, F. (2023). Morphological variations of the lung: Accessory fissures and lobes. Anatomia, Histologia, Embryologia, 52, 983–988. https://doi.org/10.1111/ahe.12958