Per festeggiare i 10.000 Amici …

… che onorano della loro attenzione la pagina Instagram di Anatomia per tutti e grazie alla generosità del Dott. Martino Longo, valente Collega e Divulgatore, siamo lieti (con la dott.ssa Cristiana Veltro che con me cura il portale) di condividere con Tutti Voi un utilissimo file interattivo, che consente lo studio e la agevole memorizzazione di tutti i Muscoli del Corpo umano.

Grazie 1.000……ehm …10.000 !

Con il cuore in mano …

come solo gli Anatomisti sanno fare!

IV Florence International Symposium on Advances in CARDIOMyopathies
Fondazione Menarini – Firenze 9-10 settembre 2021

Three-dimensional reconstructions of anatomical specimens, made through three different technologies combined together: a new potential resource in cardiomyopathies study


Giacomo Gelati, Ferdinando Paternostro
Department of Clinical and Experimental Medicine, University of Florence, Florence, Italy



Magnetic Resonance Imaging (or alternatively Computerized Tomography scanning, depending on the characteristics of the tissue), non-contact surface scanning and high resolution photography can be used to obtain three different types of images of the same anatomical specimen. After that, a process of scale superimposition of the 3D rendering from MRI/CT images, of the 3D model coming from the non-contact surface scanning and of the high resolution photos, leads to an interactive three-dimensional model of the anatomical specimen. The model is rotatable, observable both on the surface and in depth, measurable, corresponding in colours, light and in morphology, both in the macroscopic aspect as well as under the millimetre.


The three technologies complement each other in their potentialities and characteristics. MRI/CT images show the anatomical preparation in depth, while the 3D model from non-contact surface scanning offers a very precise reproduction (±25μm in accuracy) just of the surface of the same object, but they both lack real colour and real light. High resolution photos are static and two-dimensional, but the scale superimposition with the 3D geometrical model, gives volume and dynamism to the photographic information.


The result is a digital reproduction of a real anatomical structure, absolutely corresponding in colours, in light and in morphology, obtained through an objective instrumental data acquisition process, and so not falsifiable. The 3D models allow the observer to analyse the macroscopic aspect of the original specimen with no limits of time, overcoming the physiological processes of decomposition of biological matter. It is possible to measure diameters, thicknesses, angles, volumes and surface areas with precision (±25μm in accuracy), authenticity, and repeatability. Printing out the models it is possible to obtain very high quality replicas of the original specimens: the graphic characteristics of the digital reconstructions deeply influence the printing quality.


With this work we present the 3D reconstruction of a fresh-frozen human heart (provided by Nicola’s Foundation Onlus at Iclo Teaching and Research Center – Verona, Italy), in order to show the full potential of the models described above, which may represent important tools for sharing and preserving anatomical specimens.
The process of combination of technologies is conceived by the first of the present authors and protected by a patent.

ANATOMIA UMANA – EDISES

Con grande soddisfazione festeggio, assieme a tanti, autorevoli e stimatissimi Colleghi, l’uscita del trattato in tre volumi della Edises “Anatomia Umana”, assolutamente nuovo nella impostazione didattica e correlato dalle imprescindibili immagini del Prometheus.

Le basi anatomiche per la Semeiotica presentano un approccio regionalistico e forniscono una trattazione principalmente topografica delle varie regioni corporee.

Le basi anatomiche per la Fisiopatologia hanno un approccio sistematico, attraverso una trattazione approfondita dei vari apparati e sistemi.

Il terzo volume, le basi anatomiche delle Neuroscienze, illustra in maniera completa la Neuroanatomia.

Ringrazio l’Editore per la fiducia e auguro all’Opera il miglior successo in termini di gradimento da parte dei nostri Studenti.

https://www.edisesuniversita.it/area_scientifica/prometheus-anatomia-umana-ita.html

NB: Sono riconoscente all’Amico Nicola Garibaldi per la contemporanea esposizione, nella sua vetrina di via Paolo Fabbri 1 a Bologna, delle mie due passioni… l’Anatomia e la Poesia !

Ingorgo a Papasidero

Il pullman parte da Mormanno all’alba… i due bar della piazza sono aperti, non ci sono
avventori ma forse non faccio in tempo a prendere un caffè.
Salpiamo in orario, io e l’autista, che conosce a memoria le curve tortuose che da 840 metri sul Poĺllino portano “alla marina”,  dove ho un treno alle 10.00.


Il cartello recita…”non parlare all’autista” ma in realtà è  lui che sbraita al telefono con un collega e parla all’unico, assonnato passeggero.
Fino ad Avena conosco quasi tutto del mio Caronte, amori, reddito, orientamento politico e convinzioni parapandemiche.


Prima di Papasidero incrociamo la vettura di linea che fa il tragitto opposto.. vuota. La strada è stretta e tortuosa e negli unici 20 metri di rettifilo  i due autisti si scambiano saluti e informazioni.
“A Papasidero c’è una Clio nera nella solita strettoia.. a salire ce l’ho fatta, perché la strada è  più  diritta, tu a scendere avrai enormi difficoltà perché esci da una curva”.
Comincio allora a confortare il mio nocchiero e lo carico come prima una gara. Arriviamo in paese e Caronte ci prova convinto e motivato, ma per la legge della impenetrabilità dei corpi le fiancate non passano tra la Clio e la balaustra.


Scendo allora per fare manovra ma è oggettivamente impossibile. L’autista chiama i Cabinieri. “Prima di un’ora non riusciamo ad arrivare”.
Provo, da abitante di città, a suggerire l’intervento di un carro attrezzi ma sono guardato con sufficienza.
Il bar è aperto… faccio colazione intanto.
La signora batte qualcosa sui tasti della cassa ma lo scontrino non esce. Se fossi stato un finanziere in borghese mi  sarei fidato della momentanea empasse dello strumento.


Esco e la situazione è ancora in stallo. Il bus è  indietreggiato in uno slargo per dare transito alle rarissime macchine, l’autista fa una sonora clacsonata che alle 7.00 sveglia mezzo paese. Un ragazzone in canottiera e tatuaggi esce dal bar, qualcuno si affaccia in mutande dai balconi. Ecco di buon passo un giovane carico di valigie e una borsa da cui escono appaiate due scarpe da tennis… bagagli fatti di corsa. Oltrepassa l’ostacolo, ha fretta e fa finta di ignorare il nostro problema. Il canottiere lo blocca chiamandolo per nome “sai di chi è questa Clio ?” e il giovane, categorico, girandosi senza fermarsi “di Giuseppe, il figlio di  XXX.. sicuro al 100 %”
Allora una signora inciabattata e spettinata dal terrazzo del secondo piano dice “ho il suo numero di cellulare” e lo detta al canottiere, che lo chiama, lo sveglia e gli spiega la gravità  del caso… “fai presto, tra poco arrivano  i Carabinieri”.


Per fortuna ho quasi due ore di comporto per il treno e quindi mi gusto la scena e la frescura.
Dopo un quarto d’ora arriva Giuseppe in mutande e con gli occhi di sonno…”non ho preso neanche il caffè”, confida al telefonista, che nel frattempo si congratula col ragazzo delle scarpe il quale a sua volta scende in macchina direzione mare (“bravo… stai a Londra ma ti ricordi a memoria di tutte le auto del paese !”).
Finalmente ripartiamo.
Dopo qualche curva i Carabinieri richiamano l’autista “dalla targa che ci ha dato la vettura risulta intestata a Giuseppe XXX” … ma oramai il caso è stato brillantemente risolto.

Ingorgo a Papasidero

MA.MU. (Multisensory Maieutic Method) methodology and laboratory activities of the radiographer.


Prioreschi T., Coriasco MG, Francioni S, Paternostro F, Del Moro M.
2021JOURNAL OF BIOMEDICAL PRACTITIONERS – ISSN:2532-7925 n° 1 vol 5 , 53-75


Questo lavoro presenta un progetto di un metodo didattico per l’apprendimento delle tecniche radiologiche basato sull’applicazione del metodo Maieutico Multisensoriale® (metodo Ma.Mu.), così denominato perché il disegno sperimentale è stato strutturato per dare fondamento scientifico ad una tecnica pedagogica basata su stimoli sensoriali, in accordo ad un metodo didattico maieutico –multisensoriale.


Gli autori intendono mostrare come questo metodo supporti ed incentivi la formazione delle capacità professionali nelle tecniche radiologi che, confrontando i risultati di attività di laboratorio basate su questo nuovo approccio che si fonda su lezioni ricche di stimoli sensoriali, con quelle di un approccio classico, applicato con metodi tradizionali, che di tali stimoli è solitamente privo. Nel corso del testo, quando si farà riferimento ad un metodo didattico “tradizionale” o basato sulla semplice “didattica frontale”, si intenderà dunque il metodo di insegnamento “classico”, nel quale la fonte del sapere risiede nel docente e nella sua capacità di farsi comprendere nel trasmettere i contenuti e di stimolare l’interesse dei discenti. Il metodo Ma.Mu.® trae fondamento dall’attribuire maggiore importanza agli aspetti legati alla conoscenza intuitiva degli studenti-tirocinanti, aspetto dal ruolo marginale o comunque non preponderante sia nei sistemi sanitari sia nella didattica dei relativi corsi di laurea.


Il processo di costruzione dell’apprendimento, solo apparentemente intuitivo, sottoposto a decostruzione, mostra un importante ruolo della programmazione neuro-linguistica (PNL), suggerendo che la costruzione di un efficace apprendimento debba fondarsi anche su abilità apprese passate alla competenza inconscia. In tale contesto, le tecniche maieutiche del Metodo Ma.Mu.® possono agevolare la loro migrazione ad un livello consapevole.

https://www.ojs.unito.it/index.php/jbp/article/view/5938/5184

ANATOMIA PER TUTTI …

Nel 2013 attivai quasi per celia una pagina Facebook con questo nome perché, ricevendo costantemente da tanti Studenti richieste di spiegazioni o chiarimenti sui più disparati argomenti di Anatomia Umana, pensavo (e oggi ne sono ancora più convinto) di condividere con tutti le risposte, gli approfondimenti e, soprattutto, la passione per questa fondamentale disciplina biomedica.

Molti considerano l’Anatomia una materia preclinica e infatti all’Università viene studiata sempre nei primi anni di corso. Personalmente la ritengo “trans-clinica”, perché permea di sé tutto il sapere medico-scientifico. Lo permea in maniera “spirale”, ovvero con sempre maggiore capacità e necessità di approfondimento, durante la formazione prima e la carriera poi di tutto il personale Sanitario.

L’Anatomia è lo studio delle strutture di un organismo e dei rapporti tra le sue parti. La parola deriva dal greco e vuol dire “per mezzo della dissezione”, che per secoli è stata la sola tecnica utilizzata per isolare e studiare le singole parti del corpo umano. Ma la dissezione, per quanto fondamentale, non è l’unica chiave di lettura di questa disciplina.

Infatti oltre all’Anatomia macroscopica, che studia strutture sufficientemente grandi da essere osservabili ad occhio nudo, c’è l’Anatomia di superficie, che valuta la forma generale ed esterna delle varie aree anatomiche e riconosce le strutture attraverso le tecniche palpatorie, l’Anatomia topografica o regionale, chesi occupa degli organi in relazione alla loro posizione nel corpo e ai loro reciproci rapporti, l’Anatomia sistematica, che scompone l’organismo in sistemi e apparati e, nell’ambito di essi, studia ciascun organo. Dalla sistematica, in genere, si parte per un primo approccio alla materia.

Attraverso l’Anatomia microscopica si valutano le strutture non visibili ad occhio nudo, che spesso consentono di riconoscere e distinguere le diverse porzioni dello stesso organo (parlare di Anatomia microscopica-topografica sembra un ossimoro … ma a pensarci bene non lo è !).  
A questo livello si apprezza la “consustanziazione” della Microscopica con le discipline sorelle dell’Istologia (lo studio dei tessuti) e della Citologia (lo studio della cellula).

L’Anatomia dello sviluppo di occupa delle modificazioni morfologiche che avvengono tra il concepimento e la maturazione fisica. La disciplina che studia i processi dello sviluppo è l’Embriologia. L’ Anatomia radiologica si focalizza sulla nomenclatura e sull’aspetto delle singole parti del corpo umano così come appaiono alla radioscopia, alla radiografia, all’ecografia e alle più recenti tecniche di diagnostica per immagini (TC, RMN, PET). L’Anatomia chirurgica studia i problemi anatomici relativi a malattie che ottengono risoluzione con metodi chirurgici, ai loro sintomi e agli interventi corrispondenti. L’Anatomia clinica segue le modificazioni anatomiche durante lo sviluppo delle patologie. L’Anatomia comparata evidenzia similitudini e differenze di forma e di struttura in organismi diversi fra loro; appartiene alle Scienze Naturali.

ANATOMIA PER TUTTI è una Community virtuale di Studiosi, Studenti e appassionati di Anatomia Umana. Non è più soltanto una pagina Facebook, ma anche un canale ricco di contenuti su Youtube, una pagina su Instagram e un canale Telegram. Ha anche tanti e qualificati redattori che con me condividono la passione della comunicazione scientifica e dell’insegnamento. Tra tutti voglio citare e ringraziare la Dr.ssa Cristiana Veltro.

Con sempre nuovi contenuti, ogni giorno sul web studiamo e approfondiamo insieme le bellezze del Corpo, lo strumento più prezioso che abbiamo, da tutelare, conoscere e far crescere in salute.

Nel nostro Corpo quotidianamente ogni singola cellula racconta la storia dell’evoluzione, ogni Organo l’armonia della vita, ogni Apparato il valore delle sinergie. La nostra Community è il luogo virtuale dove condividere sapere e meraviglia per l’incommensurabile bellezza dell’Anatomia umana.


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Le mie dissezioni

La Dissezione Anatomica si basa sulla separazione dei diversi piani e la visualizzazione dei rapporti tridimensionali tra le singole strutture, studiate con criterio prevalentemente topografico, clinico e chirurgico.

Nell’attuale formazione medica si presta spesso molta più attenzione alle analisi passive, all’acquisizione impersonale dei dati, alla diagnostica e alle terapie, piuttosto che al contatto diretto con il corpo. La dissezione può essere vista come parte dell’essenziale arte medica del “toccare” o meglio ancora, come un’azione medica di “studio e ricerca” organizzata in gruppo.

Le strategie della dissezione sono sempre pianificate; le azioni, che si svolgono passo dopo passo al tavolo settorio, vengono esplicitate e discusse in anticipo e, in ultimo, l’Anatomia viene ricostruita anche dopo la dissezione. Il materiale cadaverico (morbido e malleabile) utilizzato nel corso della dissezione, viene smembrato e scomposto sapientemente, in modo tale da poter essere, alla fine, ricomposto. In effetti, non c’è niente di più istruttivo e utile che cercare di ricostruire i preparati sezionati di visceri e di organi nelle loro posizioni originarie.

Durante le mie esperienze al tavolo cerco sempre di incrociare ed esplicitare ai discenti concetti di Anatomia palpatoria, topografica e sistematica con quanto il preparato “autonomamente” descrive.

Molto spesso, poi, ci si imbatte in varianti anatomiche; tale esperienza è di grande valore per l’operatività nelle discipline chirurgiche, unitamente alla dimostrazione delle principali vie di accesso alle singole strutture e agli organi.

Neppure le più moderne tecniche di imaging o le sofisticate metodiche operatorie possono sostituire l’esperienza diretta sul cadavere, pratica antica ma fondamentale nella formazione di studenti, specializzandi, specialisti.

Grazie al Centro ICLO San Francesco di Sales, che ha ospitato tutti gli eventi.

Punti di vista

In Piazza dei Miracoli, a Pisa, centinaia di turisti ogni giorno si fanno immortalare nell’atto di sostenere la Torre pendente. Scegliendo la giusta prospettiva l’effetto è assicurato.

Se si consentisse soltanto la divulgazione delle foto con la “Torre sorretta”, potrebbe presto diffondersi la convinzione che a Pisa il monumento non crolla per merito di una ben organizzata cordata di “reggenti” i quali, alternandosi indefessi giorno e notte, ne impediscono la caduta.

Se poi, per assurdo, restasse solo l’ immagine di John Smith da Cincinnati, più volte immortalato nell’atto si ostacolarne il crollo, avremmo, in un tempo pieno di gente comune, un Eroe, del quale dovrebbe andar fiera l’intera umanità.

Se infine dalle foto sparisse la Torre, tutte quelle braccia alzate farebbero forse pensare ad un evento miracoloso, proprio in quella piazza dove da tempo non ne vede alcuno.

In bianco e nero

Nonostante le apparenze, il luogo dove sono nella foto è stato uno tra i posti più vivi e vitali che abbia mai frequentato, prima da studente e poi da universitario.

Qui  ho imparato e raccontato a in migliaia di visitatori l’Anatomia umana, suscitando stupore attraverso la bellezza dei preparati, ammirazione per il fascino e l’importanza storica della collezione, curiosità, emozione e rispetto per le incredibili meraviglie del Corpo umano.

Spero che questo luogo unico e per me straordinario, possa tornare presto ad essere fruito da tutti.

MUSEO ANATOMICO FIORENTINO
https://www.dmsc.unifi.it/vp-92-ll-museo-anatomico-fiorentino.html

VIDEO SU YOUTUBE

Le foto sono di Anastasia Chaikovskaia




Alcohol-Induced Blood-Brain Barrier Impairment: An In Vitro Study

Donatello Carrino, Jacopo Junio Valerio Branca, Matteo Becatti, Ferdinando Paternostro, Gabriele Morucci, Massimo Gulisano, Lorenzo Di Cesare Mannelli, and Alessandra Pacini

In recent years, alcohol abuse has dramatically grown with deleterious consequence for people’s health and, in turn, for health care costs. It has been demonstrated, in humans and animals, that alcohol intoxication induces neuroinflammation and neurodegeneration thus leading to brain impairments. Furthermore, it has been shown that alcohol consumption is able to impair the blood–brain barrier (BBB), but the molecular mechanisms underlining this detrimental effect have not been fully elucidated. For this reason, in this study we investigated the effects of alcohol exposure on a rat brain endothelial (RBE4) cell line, as an in vitro-validated model of brain microvascular endothelial cells. To assess whether alcohol caused a concentration-related response, the cells were treated at different times with increasing concentrations (10–1713 mM) of ethyl alcohol (EtOH). Microscopic and molecular techniques, such as cell viability assay, immunofluorescence and Western blotting, were used to examine the mechanisms involved in alcohol-induced brain endothelial cell alterations including tight junction distribution, apoptosis, and reactive oxygen species production. Our findings clearly demonstrate that alcohol causes the formation of gaps between cells by tight junction disassembly, triggered by the endoplasmic reticulum and oxidative stress, highlighted by GRP78 chaperone upregulation and increase in reactive oxygen species production, respectively. The results from this study shed light on the mechanisms underlying alcohol-induced blood–brain barrier dysfunction and a better understanding of these processes will allow us to take advantage of developing new therapeutic strategies in order to prevent the deleterious effects of alcohol.

Keywords: alcoholism; alcohol abuse; oxidative stress; blood–brain barrier; tight junction

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https://www.mdpi.com/1660-4601/18/5/2683