La vena che i manuali non avevano previsto

Una variante delle vene polmonari, scoperta durante una dissezione didattica, dimostra perché l’Anatomia non è affatto una scienza conclusa

Branca, J. J., Fagni, N., Guarnieri, G., Morelli, A., Pacini, A., Paternostro, F., & Belviso, I. (2026).
Unusual pulmonary vein variations: A new case report and its clinical significance.
Italian Journal of Anatomy and Embryology, 130(1), 13–17. https://doi.org/10.36253/ijae-17036

Il cuore e i polmoni sono organi già completamente conosciuti. Li abbiamo disegnati, fotografati, ricostruiti in tre dimensioni, osservati con la tomografia computerizzata e studiati in milioni di immagini.
Eppure basta aprire un corpo reale per scoprire che la natura non ha alcun obbligo di rispettare i nostri schemi.

Un recente lavoro pubblicato sull’Italian Journal of Anatomy and Embryology descrive una variante delle vene polmonari osservata in una donna di 75 anni durante una normale attività di dissezione toracica presso l’ICLO Teaching and Research Center di Verona.

L’anatomia più comune prevede quattro vene polmonari: due destre e due sinistre. Queste vene trasportano al cuore il sangue ossigenato proveniente dai polmoni e si aprono nell’atrio sinistro attraverso osti distinti.

Nel caso descritto, il polmone destro presentava invece tre vene polmonari. Nell’atrio sinistro erano visibili tre osti destinati al drenaggio delle vene polmonari destre. Una vena soprannumeraria, dunque: un vaso in più rispetto alla configurazione considerata abituale.

Non una curiosità da collezionisti dell’anatomia, ma una lezione.

Il corpo reale non coincide con il disegno dell’atlante

L’atlante anatomico è indispensabile. Tuttavia, l’atlante rappresenta soprattutto una configurazione prevalente, una forma media, una soluzione ricorrente. Il corpo umano, invece, è variabile.

Le arterie possono avere origini diverse, i nervi possono seguire percorsi inattesi, i muscoli possono essere duplicati o accessori, le fasce possono presentare piani diversi, le vene possono essere più numerose, fondersi, dividersi o raggiungere il cuore attraverso osti diversi. La parola “variante” non implica automaticamente una malattia. Una variante anatomica può essere perfettamente compatibile con la vita e con una funzione normale. Diventa clinicamente rilevante se altera la funzione, ma viene ignorata.

Il problema, infatti, non è che esista una vena polmonare in più. Il problema è che quella vena, se non conosciuta, può non essere prevista da chi deve operare, interpretare un’immagine o eseguire una procedura. Alcuni studi citati dagli autori riportano variazioni dell’anatomia venosa polmonare fino a circa il 36% dei casi. Questo dato dovrebbe essere sufficiente a farci capire che la configurazione “classica” non è una certezza assoluta, bensì una probabilità.

In medicina, però, le probabilità non possono diventare un alibi per ignorare ciò che è possibile.

Una vena in più può cambiare un intervento

Durante una lobectomia, il chirurgo deve isolare e sezionare con precisione i peduncoli vascolari e bronchiali del polmone. Una vena soprannumeraria può drenare un territorio specifico e stabilire rapporti diversi con i bronchi e le arterie.

Se non viene riconosciuta, può essere lesionata, provocare sanguinamento, compromettere il drenaggio venoso o comportare una resezione incompleta. Non è una sottigliezza accademica: è la differenza tra un intervento pianificato e un imprevisto intraoperatorio. Nella chirurgia dei trapianti, la conoscenza dei rapporti venosi è ancora più delicata. Il polmone deve essere collegato correttamente ai vasi del ricevente. Una configurazione venosa inattesa può rendere più complessa l’anastomosi e aumentare il rischio di drenaggio inadeguato, trombosi o compromissione del graft.

Anche la cardiologia interventistica deve tenere conto di questa variabilità. Le vene polmonari e i loro osti sono centrali nelle procedure di ablazione della fibrillazione atriale. Un ostio soprannumerario può modificare la mappatura, la strategia di trattamento e la ricerca dei foci di attività elettrica anomala.

Qualcuno potrebbe obiettare che oggi la dissezione non sia più indispensabile, poiché disponiamo di tomografia, angiografia, risonanza magnetica e ricostruzioni tridimensionali. È un’obiezione incompleta.

Le immagini sono straordinarie, ma vanno interpretate e, per farlo, bisogna sapere che cosa il corpo può contenere. Una vena polmonare soprannumeraria può essere scambiata per una struttura patologica, per una massa vascolare o per un reperto anomalo. Un decorso inatteso può essere interpretato come un’alterazione, quando invece si tratta semplicemente di una variazione individuale. La radiologia non sostituisce l’anatomia: la rende ancora più importante e necessaria.

La scoperta è avvenuta durante una lezione

Questo è il significato più profondo della nostra ricerca: la scoperta è stata fatta durante una normale attività di dissezione toracica per studenti. Non in un laboratorio di ricerca, né dopo una sofisticata procedura sperimentale, ma nel corso di un’attività didattica.

Questo è il punto che dovrebbe far riflettere tutti coloro che considerano la dissezione un residuo del passato. La sala settoria non è soltanto il luogo in cui si ripetono nozioni già scritte sui libri. È il luogo in cui il corpo può integrare il libro. È il luogo in cui una configurazione inattesa obbliga a fermarsi, osservare, discutere, verificare e comprendere.

In quella sala lo studente scopre che il corpo non è costruito secondo capitoli ordinati. Non esiste prima “il nervo”, poi “il vaso”, poi “il muscolo”, come nelle pagine di un manuale. Esistono strutture che si incrociano, si sovrappongono, si proteggono, si dividono e talvolta seguono percorsi che nessuna tavola aveva previsto. La dissezione insegna a ragionare in tre dimensioni. Insegna a riconoscere i piani. Insegna a distinguere ciò che è frequente da ciò che è possibile. Insegna soprattutto che l’incertezza non è un difetto della medicina: è una sua caratteristica strutturale.

L’anatomia settoria è fondamentale per lo specialista

Per lo specialista, l’anatomia non può restare generica. Il chirurgo toracico deve conoscere l’ilo polmonare nella sua complessità reale, non soltanto nella sua rappresentazione più comune. Il cardiologo interventista deve conoscere gli osti venosi e le possibili variazioni. Il radiologo deve saper riconoscere le configurazioni alternative nelle immagini. Il chirurgo dei trapianti deve tenere conto che il peduncolo vascolare possa non essere identico in tutti i pazienti.

Lo stesso vale per chi lavora sul volto, sul collo, sulla pelvi, sulla mano, sul ginocchio o sul piede.
Per gli infermieri, i tecnici radiologi, i fisioterapisti, gli osteopati, gli scienziati motori. L’anatomia settoria consente di vedere la continuità tra le strutture, di seguire i loro rapporti lungo l’intera regione, di riconoscere le varianti e di capire quali elementi possono risultare vulnerabili durante una procedura.

A cosa serve la dissezione per lo studente di medicina?

Non tutti gli studenti diventeranno anatomisti. Non tutti eseguiranno interventi chirurgici. Ma tutti diventeranno medici e dovranno confrontarsi con corpi reali. La dissezione contribuisce a sviluppare una competenza che nessuna immagine bidimensionale può trasmettere appieno: la competenza spaziale.

Lo studente impara a orientarsi, a formulare ipotesi, a seguire un vaso, a identificare un nervo, a riconoscere un piano fasciale, a comprendere la profondità e la continuità delle strutture. Impara anche a lavorare in gruppo, a comunicare, a rispettare un protocollo e a riconoscere i propri limiti.

Soprattutto, impara che il corpo non è sempre prevedibile. Questa consapevolezza è una forma di sicurezza. Un medico che ha studiato soltanto configurazioni ideali può essere sorpreso dalla variante. Un medico educato alla variabilità saprà invece fermarsi, osservare e modificare il proprio ragionamento.

La tecnologia integra la dissezione. Non la cancella.

La realtà virtuale, i modelli tridimensionali, le piattaforme digitali e le immagini radiologiche sono strumenti straordinari. Possono e devono essere utilizzati, valorizzati e integrati nella didattica. I modelli digitali mostrano una forma, una ricostruzione tridimensionale che può essere ruotata sullo schermo. La tecnogia parte spesso dal tavolo settorio e come la dissezione insegna che il corpo è qualcosa da comprendere attraverso piani, profondità, consistenze e continuità.

La vera alternativa dunque non è tra tradizione e modernità. È tra una didattica ricca, che utilizza tutti gli strumenti disponibili e una didattica impoverita, che rinuncia al corpo reale.

A chi sostiene che la dissezione sia inutile, superata o troppo difficile da organizzare, bisognerebbe porre una domanda elementare: quale Anatomia devono conoscere i Professionisti della salute ? Quella del corpo umano o quella del manuale?

Il manuale ordina, il corpo mescola. Il manuale semplifica, ma il paziente obbliga a osservare. La scoperta di una vena polmonare soprannumeraria durante una lezione dimostra che la sala settoria non è un museo. È un laboratorio di ricerca, un luogo di formazione clinica e uno spazio in cui l’anatomia continua a produrre conoscenza.


Branca, J. J., Fagni, N., Guarnieri, G., Morelli, A., Pacini, A., Paternostro, F., & Belviso, I. (2026).
Unusual pulmonary vein variations: A new case report and its clinical significance.
Italian Journal of Anatomy and Embryology, 130(1), 13–17. https://doi.org/10.36253/ijae-17036

Quando l’arte apre il corpo: un miracolo, una dissezione, una lezione di Anatomia

Zucchini, E., Ribatti, D., Paternostro, F., Belviso, I., & Lippi, D. (2025).
An anatomical interpretation of Pesellino’s Miracle of St. Anthony of Padua.
Italian Journal of Anatomy and Embryology 129(2): 29-31. doi: 10.36253/ijae-16623


Ci sono opere d’arte che non si limitano a essere guardate: chiedono di essere lette. Letta è, in questo caso, la predella dipinta da Francesco di Stefano detto Pesellino, raffigurante il Miracolo del cuore dell’avaro di Sant’Antonio da Padova, oggi conservata alla Galleria degli Uffizi. Ma letta non solo con gli occhi dello storico dell’arte: con quelli dell’anatomista, del medico, dello storico della scienza.

L’articolo An anatomical interpretation of Pesellino’s Miracle of St. Anthony of Padua, pubblicato sull’Italian Journal of Anatomy and Embryology, nasce proprio da questa esigenza: restituire profondità a un’immagine che, dietro la veste agiografica, cela una rappresentazione sorprendentemente precisa di una pratica medica medievale: la dissezione anatomica.

Un miracolo che parla il linguaggio della medicina

Il racconto è noto: Sant’Antonio da Padova afferma che il cuore di un uomo avaro non si trova nel petto, ma là dove egli ha posto il suo tesoro. Il miracolo si compie quando, aperto il torace, il cuore non c’è. Pesellino sceglie però di soffermarsi non sul prodigio in sé, bensì sul gesto che lo rende visibile: l’apertura del corpo, l’ispezione della cavità toracica, lo sguardo concentrato del medico.

È qui che l’interpretazione anatomica diventa rivelatrice. Il pittore non improvvisa: mette in scena una vera e propria autopsia “testimoniale”, con figure, ruoli e posture coerenti con la prassi universitaria tardo-medievale. Il medico indossa il lucco rosso, simbolo di rango e di sapere; i presenti assistono come a una lezione; il santo, elevato sul pulpito, assume il ruolo del lector che guida e legittima l’atto conoscitivo.

Anatomia prima di Vesalio

L’articolo mostra con chiarezza come questa scena si collochi in un momento cruciale della storia dell’Anatomia: quando la dissezione è praticata, ma non ancora emancipata dal dogma dei testi antichi. Il corpo viene aperto, ma per verificare un segno, non per esplorare sistematicamente la struttura umana. È l’anatomia prima della rivoluzione vesaliana, prima che Andreas Vesalius scenda dalla cattedra e unisca in sé le figure di Lector, Ostensor e Sector (Professore, Tutor e Dissettore).

Pesellino documenta così una fase intermedia, spesso trascurata: quella in cui l’Anatomia è già visibile, già praticata, ma ancora sospesa tra l’autorità religiosa, la tradizione galenica e l’osservazione diretta nascente.

Perché questo articolo è importante

Il valore del lavoro non sta solo nell’analisi iconografica, ma anche nel metodo. Storici dell’arte, anatomisti e storici della medicina dialogano sullo stesso oggetto, mostrando come un dipinto del Quattrocento possa diventare una fonte per la storia delle pratiche mediche. È un esempio virtuoso di didattica interdisciplinare, nato anche dall’esperienza diretta delle visite museali con studenti di medicina, in cui l’opera d’arte diventa un atlante anatomico “altro”, ma non meno rigoroso.

In un’epoca in cui l’Anatomia rischia di essere percepita come pura tecnica o come immagine digitale, questo studio ci ricorda che il corpo umano è sempre stato anche un fatto culturale, simbolico, narrativo. E che talvolta, per capire davvero la storia della medicina, bisogna tornare davanti a un dipinto e chiedersi non solo che cosa rappresenta, ma anche come e perché lo rappresenta così.

Un cuore mancante, un torace aperto, uno sguardo medico concentrato: nel silenzio della tavola di Pesellino, l’Anatomia comincia già a parlare.

Dove il corpo prende forma: Anatomia del dorso e del torace

Scrivere questo libro ha significato raccontare un percorso di conoscenza costruito nel tempo, tra studio, dissezione, insegnamento e confronto continuo.
Dorso e Torace: Anatomia, Dissezione, Biomeccanica e Movimento è nato come un progetto didattico condiviso con Phisiovit, ma si è poi trasformato in qualcosa di più profondo: una narrazione anatomica capace di unire rigore, esperienza e visione.

Ho avuto il privilegio di realizzare quest’opera insieme alla Professoressa Immacolata Belviso, collega di grande competenza e sensibilità scientifica. Il suo contributo è stato essenziale nel conferire equilibrio, chiarezza e profondità al testo. La stima professionale che nutro nei suoi confronti si riflette in ogni capitolo, nel metodo condiviso e nella cura con cui abbiamo costruito l’intero percorso didattico.

L’Anatomia del dorso e del torace rappresenta uno dei cardini fondamentali per comprendere la postura, la respirazione e la protezione degli organi vitali. In questo lavoro abbiamo voluto restituire al lettore una visione integrata del tronco umano, capace di connettere forma e funzione, struttura e movimento, superficie e profondità. Il nostro intento è stato guidare chi studia attraverso un percorso coerente e progressivo, che partisse dalla cute per giungere alle strutture ossee, muscolari e viscerali, senza mai perdere il legame con la dimensione clinica e funzionale.

Il volume ha accompagnato il lettore nel percorso di studio della colonna vertebrale, analizzata nelle sue componenti ossee, articolari e legamentose, per poi approfondirne i movimenti nei diversi segmenti. La dissezione del dorso è stata descritta in modo sistematico, seguendo i piani anatomici e valorizzando ogni passaggio come momento di comprensione tridimensionale. Ampio spazio è stato dedicato alla muscolatura posteriore del tronco, organizzata in strati funzionali, e allo studio del torace, dalla parete muscolo-scheletrica alla biomeccanica respiratoria.

La trattazione degli organi toracici – mediastino, cuore e polmoni – ha completato il percorso, offrendo una base solida per la pratica clinica, riabilitativa e chirurgica. L’integrazione di contenuti multimediali e video di dissezione ha reso l’esperienza formativa ancora più immersiva, consentendo di osservare ciò che spesso resta solo immaginato.

Questo e-book ECM è stato pensato per studenti di Medicina, Fisioterapisti, Osteopati, Chinesiologi e professionisti del movimento, ma anche per tutti coloro che desiderano comprendere il corpo umano in modo profondo, strutturato e consapevole. Non si è trattato soltanto di trasmettere nozioni, ma di costruire un metodo di lettura del corpo, capace di unire osservazione, interpretazione e applicazione clinica.

Ogni pagina riflette il desiderio di comprendere il corpo come una struttura viva, dinamica e profondamente relazionale.
Dorso e Torace: Anatomia, Dissezione, Biomeccanica e Movimento non intende solo trasmettere conoscenze, ma offrire anche un metodo di lettura consapevole della forma e della funzione; un percorso pensato per accompagnare lo studio dell’Anatomia come atto di conoscenza, di responsabilità e di rispetto per la vita.

Ferdinando Paternostro, Immacolata Belviso
Dorso e Torace: Anatomia, Dissezione, Biomeccanica e Movimento
PhisioVit Srl 2025
ISBN: 9791224315339
Pagine: 141

IL COLLO

Anatomia topografica, Clinica e Chirurgica della regione cervicale

Il collo è un territorio sospeso, un ponte fragile e possente al tempo stesso. È il tratto che unisce la testa al corpo, il cervello al cuore, il respiro alla voce. In esso confluiscono funzioni vitali e segni identitari: qui passano le arterie che irrorano il pensiero, le vene che restituiscono al cuore il sangue ossigenato, i nervi che modulano parola e movimento, gli organi che custodiscono il respiro e il canto. Il collo non è dunque soltanto una regione anatomica: è un crocevia di vita, dove il ritmo del battito e quello della parola si incontrano.

Raccontare il collo significa entrare in un labirinto di piani, fasce e logge, apparentemente complesso ma governato da un ordine nascosto. Questo volume si propone come guida in tale viaggio, adottando uno sguardo topografico e clinico insieme. La descrizione procede dall’esterno all’interno: dalla superficie palpabile, con i suoi reperi ossei e muscolari, fino alle profondità invisibili, dove gli spazi fasciali nascondono percorsi segreti di diffusione patologica. Ogni strato è descritto con attenzione al dettaglio anatomico ma anche alle sue implicazioni pratiche, chirurgiche e radiologiche.

La chirurgia trova qui una mappa sicura: dai piani per una tracheotomia alle dissezioni linfonodali in oncologia testa-collo, dagli accessi vascolari per le endoarteriectomie alle delicate operazioni sulla tiroide e sulle paratiroidi. La radiologia aggiunge un linguaggio complementare: ecografia, TAC e RMN vengono presentate come strumenti di lettura in vivo degli stessi piani anatomici descritti in sala settoria.
Ne emerge un vero e proprio atlante narrato, capace di accompagnare il lettore dal tavolo anatomico allo schermo radiologico, senza soluzione di continuità.

Accanto alla precisione scientifica, il testo conserva un respiro più ampio. L’anatomia del collo non è solo una mappa di strutture: è anche la chiave per comprendere il valore umano di una regione che porta in sé voce, respiro, sguardo e identità. Ogni fascia che avvolge, ogni muscolo che sostiene, ogni nervo che innerva è parte di una sinfonia sottile, che rende possibile la parola, il canto, il gesto di voltare la testa verso l’altro.

Il libro è pensato per studenti e professionisti ma anche per chiunque desideri comprendere in profondità una delle regioni più delicate e affascinanti del corpo umano. È un invito a guardare il collo con occhi nuovi: non solo come sede di patologie e di gesti operatori, ma come luogo dell’incontro tra Anatomia e umanità, tra funzione e significato.

IL COLLO
Immacolata Belviso, Niccolò Fagni, Marco Mandalà, Ferdinando Paternostro
YOUCANPRINT 2025 E-book (pdf)
ISBN: 9791224029083
https://store.youcanprint.it/il-collo/b/8de137e9-9851-5424-9f14-1a1ad407eefd

ANATOMY LAB. Questions & Answers

Unica esperienza in Italia di Dissezione “hands on” aperta a tutti gli Studenti di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Infermieristica, Fisioterapia, Scienze Motorie, Professioni Sanitarie.

Un giorno di Anatomia dal vero, topografica, chirurgica e settoria.
Per conoscere le date dei nuove esercitazioni in programma cerca sulla pagina ICLO la locandine con la Gioconda

Questions & Answers ⁉️

⁉️ Come è strutturato l’Anatomy Lab
Si svolge tutto in un giorno e ne sono programmati svariati all’anno, di tre tipi: Tronco, Arti e Testa.

⁉️ Dove si svolge?
Presso ICLO, Teaching and Research Center di Verona.

⁉️ Posso andare e tornare in giornata?
Sì, il corso si tiene dalle 10.00 alle 18.00
L’ICLO dista 10 minuti di taxi dalla Stazione di Verona Porta Nuova (20 con l’autobus n°61).

⁉️ Posso farlo anche se non ho ancora dato l’esame di Anatomia?
Sì, puoi farlo in qualsiasi momento del tuo percorso di studi, ma qualche base di Anatomia macroscopica è consigliata.

⁉️ Posso solo guardare?
Certo! Ma il corso è pensato per toccare e dissecare con le tue mani, guidato per comprendere a pieno tutti gli organi e apparati nella loro forma, consistenza, posizione, peso, rapporti, innervazione e vascolarizzazione.

⁉️ E se non sono preparato? Faccio una brutta figura?
Assolutamente no. Non è una interrogazione e nessuno fa domande per valutare la tua preparazione.

⁉️ Cosa devo portare?
La voglia di imparare e la curiosità. In loco ti verrà fornita la tuta, gli zoccoli, il materiale monouso per la dissezione (guanti, camici, cuffia, mascherina), pranzo e un attestato di partecipazione, alla fine.

⁉️ E se sono da solo?
Puoi partecipare comunque! È un’esperienza bellissima ed associativa, un ottimo modo di fare amicizia con i Colleghi.

⁉️ Altre info ? info@iclo.eu


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MED LAB

Con grande soddisfazione e con la speranza sorprendere, arricchire ed emozionare attraverso lo studio dell’Anatomia Settoria, vi presento MED LAB … un giorno in sala settoria.

Studieremo, HANDS-ON, i muscoli del dorso, il torace, l’addome e la pelvi.
Qui il programma completo (analogo per tutte le edizioni in calendario).

L’attività è rivolta, in primis, a Studenti di Medicina e Chirurgia e Infermieristica.

Grazie a ICLO VERONA e ANATOMIA PER TUTTI.

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INFO: https://iclo.eu/categoria-calendario-corsi/

Una testimonianza: Aurora Verrilli Lapenna

La locandina si riferisce al primo corso, poi rimandato ad aprile