Il mollettone

Carissimo Jeff,
l’altra sera sono entrato nel tuo negozietto perché cercavo un telo copri tavolo, che in gergo ho imparato si chiama “mollettone”.


Di solito sei ben fornito, ma per il mio mollettone non avevi le dimensioni che cercavo.


A dire il vero sono uscito dalla tua bottega senza neanche salutare ed è forse per questo che i tuoi commessi elettronici, tutti i giorni da due settimane a questa parte sempre alle ore 9.15, mi ripropongono con una email  l’acquisto famigerato  mollettone.


D’altra parte non ho trovato sulle schermate che ho navigato il tasto “GRAZIE CI PENSO”, la frase di rito che si dice uscendo da un negozio vero nel quale non si è trovato l’oggetto o la convenienza cercata.
Siccome non ho altri modi per comunicare con te,  caro Jeffrey, volevo dirti che il mollettone l’ho comprato sotto casa ed è già disteso sul tavolo.

Entrando nel negozio di tessuti  ho respirato odori e colori antichi, che mi hanno riportato bambino quando accompagnavo  mamma o nonna alla Putía di Sampaulo… (rag. Nicola Cersosimo); la commessa mi ha spiegato come lavare il mollettone in lavatrice e mi ha accomiatato con un sorriso, forse formale ma assai gradito.


Caro Jeff, oltre al mollettone queste sono le altre cose che ti mancano e che sta a noi ritrovare.

Con il cuore in mano …

come solo gli Anatomisti sanno fare!

IV Florence International Symposium on Advances in CARDIOMyopathies
Fondazione Menarini – Firenze 9-10 settembre 2021

Three-dimensional reconstructions of anatomical specimens, made through three different technologies combined together: a new potential resource in cardiomyopathies study


Giacomo Gelati, Ferdinando Paternostro
Department of Clinical and Experimental Medicine, University of Florence, Florence, Italy



Magnetic Resonance Imaging (or alternatively Computerized Tomography scanning, depending on the characteristics of the tissue), non-contact surface scanning and high resolution photography can be used to obtain three different types of images of the same anatomical specimen. After that, a process of scale superimposition of the 3D rendering from MRI/CT images, of the 3D model coming from the non-contact surface scanning and of the high resolution photos, leads to an interactive three-dimensional model of the anatomical specimen. The model is rotatable, observable both on the surface and in depth, measurable, corresponding in colours, light and in morphology, both in the macroscopic aspect as well as under the millimetre.


The three technologies complement each other in their potentialities and characteristics. MRI/CT images show the anatomical preparation in depth, while the 3D model from non-contact surface scanning offers a very precise reproduction (±25μm in accuracy) just of the surface of the same object, but they both lack real colour and real light. High resolution photos are static and two-dimensional, but the scale superimposition with the 3D geometrical model, gives volume and dynamism to the photographic information.


The result is a digital reproduction of a real anatomical structure, absolutely corresponding in colours, in light and in morphology, obtained through an objective instrumental data acquisition process, and so not falsifiable. The 3D models allow the observer to analyse the macroscopic aspect of the original specimen with no limits of time, overcoming the physiological processes of decomposition of biological matter. It is possible to measure diameters, thicknesses, angles, volumes and surface areas with precision (±25μm in accuracy), authenticity, and repeatability. Printing out the models it is possible to obtain very high quality replicas of the original specimens: the graphic characteristics of the digital reconstructions deeply influence the printing quality.


With this work we present the 3D reconstruction of a fresh-frozen human heart (provided by Nicola’s Foundation Onlus at Iclo Teaching and Research Center – Verona, Italy), in order to show the full potential of the models described above, which may represent important tools for sharing and preserving anatomical specimens.
The process of combination of technologies is conceived by the first of the present authors and protected by a patent.

Ingorgo a Papasidero

Il pullman parte da Mormanno all’alba… i due bar della piazza sono aperti, non ci sono
avventori ma forse non faccio in tempo a prendere un caffè.
Salpiamo in orario, io e l’autista, che conosce a memoria le curve tortuose che da 840 metri sul Poĺllino portano “alla marina”,  dove ho un treno alle 10.00.


Il cartello recita…”non parlare all’autista” ma in realtà è  lui che sbraita al telefono con un collega e parla all’unico, assonnato passeggero.
Fino ad Avena conosco quasi tutto del mio Caronte, amori, reddito, orientamento politico e convinzioni parapandemiche.


Prima di Papasidero incrociamo la vettura di linea che fa il tragitto opposto.. vuota. La strada è stretta e tortuosa e negli unici 20 metri di rettifilo  i due autisti si scambiano saluti e informazioni.
“A Papasidero c’è una Clio nera nella solita strettoia.. a salire ce l’ho fatta, perché la strada è  più  diritta, tu a scendere avrai enormi difficoltà perché esci da una curva”.
Comincio allora a confortare il mio nocchiero e lo carico come prima una gara. Arriviamo in paese e Caronte ci prova convinto e motivato, ma per la legge della impenetrabilità dei corpi le fiancate non passano tra la Clio e la balaustra.


Scendo allora per fare manovra ma è oggettivamente impossibile. L’autista chiama i Cabinieri. “Prima di un’ora non riusciamo ad arrivare”.
Provo, da abitante di città, a suggerire l’intervento di un carro attrezzi ma sono guardato con sufficienza.
Il bar è aperto… faccio colazione intanto.
La signora batte qualcosa sui tasti della cassa ma lo scontrino non esce. Se fossi stato un finanziere in borghese mi  sarei fidato della momentanea empasse dello strumento.


Esco e la situazione è ancora in stallo. Il bus è  indietreggiato in uno slargo per dare transito alle rarissime macchine, l’autista fa una sonora clacsonata che alle 7.00 sveglia mezzo paese. Un ragazzone in canottiera e tatuaggi esce dal bar, qualcuno si affaccia in mutande dai balconi. Ecco di buon passo un giovane carico di valigie e una borsa da cui escono appaiate due scarpe da tennis… bagagli fatti di corsa. Oltrepassa l’ostacolo, ha fretta e fa finta di ignorare il nostro problema. Il canottiere lo blocca chiamandolo per nome “sai di chi è questa Clio ?” e il giovane, categorico, girandosi senza fermarsi “di Giuseppe, il figlio di  XXX.. sicuro al 100 %”
Allora una signora inciabattata e spettinata dal terrazzo del secondo piano dice “ho il suo numero di cellulare” e lo detta al canottiere, che lo chiama, lo sveglia e gli spiega la gravità  del caso… “fai presto, tra poco arrivano  i Carabinieri”.


Per fortuna ho quasi due ore di comporto per il treno e quindi mi gusto la scena e la frescura.
Dopo un quarto d’ora arriva Giuseppe in mutande e con gli occhi di sonno…”non ho preso neanche il caffè”, confida al telefonista, che nel frattempo si congratula col ragazzo delle scarpe il quale a sua volta scende in macchina direzione mare (“bravo… stai a Londra ma ti ricordi a memoria di tutte le auto del paese !”).
Finalmente ripartiamo.
Dopo qualche curva i Carabinieri richiamano l’autista “dalla targa che ci ha dato la vettura risulta intestata a Giuseppe XXX” … ma oramai il caso è stato brillantemente risolto.

Ingorgo a Papasidero

Punti di vista

In Piazza dei Miracoli, a Pisa, centinaia di turisti ogni giorno si fanno immortalare nell’atto di sostenere la Torre pendente. Scegliendo la giusta prospettiva l’effetto è assicurato.

Se si consentisse soltanto la divulgazione delle foto con la “Torre sorretta”, potrebbe presto diffondersi la convinzione che a Pisa il monumento non crolla per merito di una ben organizzata cordata di “reggenti” i quali, alternandosi indefessi giorno e notte, ne impediscono la caduta.

Se poi, per assurdo, restasse solo l’ immagine di John Smith da Cincinnati, più volte immortalato nell’atto si ostacolarne il crollo, avremmo, in un tempo pieno di gente comune, un Eroe, del quale dovrebbe andar fiera l’intera umanità.

Se infine dalle foto sparisse la Torre, tutte quelle braccia alzate farebbero forse pensare ad un evento miracoloso, proprio in quella piazza dove da tempo non ne vede alcuno.

In bianco e nero

Nonostante le apparenze, il luogo dove sono nella foto è stato uno tra i posti più vivi e vitali che abbia mai frequentato, prima da studente e poi da universitario.

Qui  ho imparato e raccontato a in migliaia di visitatori l’Anatomia umana, suscitando stupore attraverso la bellezza dei preparati, ammirazione per il fascino e l’importanza storica della collezione, curiosità, emozione e rispetto per le incredibili meraviglie del Corpo umano.

Spero che questo luogo unico e per me straordinario, possa tornare presto ad essere fruito da tutti.

MUSEO ANATOMICO FIORENTINO
https://www.dmsc.unifi.it/vp-92-ll-museo-anatomico-fiorentino.html

VIDEO SU YOUTUBE

Le foto sono di Anastasia Chaikovskaia




Una foto…

Sabato a Milano per lavoro. In pizzeria quasi litighiamo per avere un tavolo appena distanziato.

Nella sala adiacente una trentina di sedicenni ben accalcati festeggiano il compleanno del loro compagno di classe.
Fuori ci sono 10°, ma loro sono vestiti per far serata come al mare. Entrano ed escono dal locale senza mascherina.
Qualche colpo di tosse…

Nei locali attorno a Porta Ticinese si balla dopo aver cenato o bevuto.
Qui ci sono ragazzi più grandi, universitari o lavoratori fuori sede. Dai loro accenti intuisco che pochi sono nati all’ombra della Madunìna. Da alcuni pub la calca straborda sulla strada. Distanze e mascherine irrise.
Nei giardinetti effluvi di erbe aromatiche abbrustolite e condivise.

Penso a domani, quando tutti torneranno nelle scuole o sui posti di lavoro a rispettare fariseicamente regole che sono costate soldi e fatica a chi le ha dovute implementare e rendere possibili… quasi sempre persone più responsabili di loro.
Il Covid cammina sempre, di giorno e di notte.. ma siccome per molti è solo un problematico fastidio di regole imposte (nessuno ha fatto in questi mesi pacata ma seria educazione sanitaria), appena è possibile si irridono le regole infrante, sentendosi eroi esplorati un pericoloso confine di incoscienza.

Penso così alla curva dei contagi inequivocabilmente in salita, ai sapientoni da Tv che minimizzando coi distinguo hanno dato il via libera allo sbraco, al freddo che sta tornando e ai vaccini che sono già un terreno di guerra fredda e di disuguaglianza.

Volevo scattare qualche foto… meglio se scrivo.
Adesso Vi saluto perché sto entrando in un supermercato a fare scorta di lievito.

CROMATISMI QUADRITEMPORALI … E ILLUSIONI ANATOMICHE

Prendi un grande Artista figurativo (Rocco Regina) che, dall’incontro con immortale e profondo Poeta (Francesco Maria Tarantino) cambia il suo stile e lo trasforma in un astratto dell’anima.

Prendi la straordinaria intuizione del Nostro che, dipingendo quadrati perfettamente ed emozionalmente quadrisimmetrici, chiede ai suoi estimatori di “cercare, raccontare e raccontarsi qualcosa” in ciascuna delle quattro possibili viste spazio-animo-temporali.

Prendi poi quattro amici (Rosanna Filomena, Gerardo Melchionda, Antonella Multari e chi vi scrive) a cui stimolare una lettura poetica di venti di queste meraviglie pittoriche, assegnando a ciascuno un lato da cui partire e lasciando libera penna e fantasia.

Prendi infine una illuminata casa editrice (Apollo Edizioni) che crede nel progetto e uno straordinario catalizzatore (Francesco Aronne) di intuizioni, meraviglie e sentimenti condivisi che sprona e incoraggia.

Cosi è nato CROMATISMI IN ROTAZIONE di cui vi invito a leggere il lancio su Faronotizie dello stesso Aronne, che è anche l’autore della prefazione.

Ho scritto per i “miei” venti lati ho scritto altrettante “illusioni” anatomiche.

Il Maestro Rocco Regina tra le sue “creature”.

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