#1000coseinvecedisanremo

1. Ripassare le “vie non piramidali”
2. Imparare a cucinare la Sacher Torte
3. Leggere un bel libro di poesie
4. Riappaiare i calzini estivi e ritrovarci due cravatte
5. Fare un ritratto, farsi un autoritratto
6. Imparare 100 parole a sera di una lingua straniera
8. Leggere la Costituzione della Repubblica
9. Contattare su Facebook la più  bella (il più  bello) del Liceo e con la scusa di un libro prestato e mai restituito provare a invitarlo/a a pranzo
10. Buttare dall’armadietto i farmaci scaduti e non ricomprarli per ottimismo
11. Riaccordare la chitarra
12. Cercare l’attualità dei filosofi presocratici
13. Cambiare la guarnizione al rubinetto del bagno
14. Imparare a fare per bene lo squat
15. Aspirare i tappetini della macchina
16. Imparare i nomi delle strade che si percorrono ogni giorno
17. Travasare la stella di Natale
18. Lucidare gli scarponcini
19. Srotolare  le cravatte
20. Pensare alla meta di un viaggio
21. Cercare un nome per la voce del coccodrillo… Come fa ?
22. Imparare a stirare il colletto della camicia
23. Cercare sul proprio partner tre nuovi punti erogeni
24. Entrare in un bar a caso e chiedere il solito
25. Depilarsi i tragi
26. Fare monoporzioni sottovuoto di ‘nduja
27. Cancellarsi dai gruppi di Facebook dove ti hanno infilato proditoriamente (Terrapiattisti anonimi, La teoria del digiuno delle ore dispari, Cosa si nasconde dietro la pratica quadriennale dell’anno bisestile)
28. Hackerare il server della banca del seme per avere notizie della tua progenie
29. Comunicare con l’alfabeto Morse e una pila con il tuo dirimpettaio di codominio…
30. Chiedere il segreto di una buona maionese fatta in casa agli amici psichiatri
31. Memorizzare la targa dell’auto (moto)
32. Finire di montare (con immane fatica) la libreria dell’Ikea, appellando i vari pezzi in finnico-partenopeo… strunz, piezzemmrd, chitemuort.
33. Telefonare a numeri a caso e chiedere come sta zia Adele
34. Invitare a casa il dimostratore del Folletto e vendergli il Bimbi usato
35. Calcolare a mente fino alla ventottesima cifra del pi-greco
36. Imparare a sbucciare le arance con coltello e forchetta.
37. Convincere diplomaticamente le zanzare che hanno svernato in casa ad andare altrove… senza spargimento di sangue
38. Usare ago e filo per i bottoni penduli delle giacche
39. Imparare a memoria le tre o quattro principali tavole optometriche per fare poi un figurone con l’oculista.
40. Pulire il tostapane
41. Scavare un buco in cantina alla ricerca di reperti Etruschi.
42. Farsi una tecar
43. Citofonare ai vicini di casa chiedendo se è passato Salvini.
44. Scrivere tre parole che fanno rima con “mulo” .
45. Insegnare a un migrante Ghanese la Calabrisella, per integrarlo gradualmente al Nord.
46. Elencare tutte le funzioni del pavimento pelvico e farne una a caso
47. Definire una volta per tutte se la propria cucina è componibile o scomponibile.
48. Finire il puzzle di Rocco Siffredi in posa da Uomo Vitruviano e ricalcolare i parametri di Leonardo.
49. Cambiare tutte le password con la data di nascita dell’ex.
50. Verificare se hai i denti del giudizio.
51. Uscire in accappatoio sul balcone, spalancare le braccia al cielo e cantare a squarciagola “We are the champions”.
52. Recensire con 5 stelle su Google l’idraulico, sperando che la prossima volta non ti salassi.
53. Controllare il livello dell’olio della macchina, dei peperoncini piccanti e della sardella.
54. Provare a vendere su eBay la serie completa dei film di Alvaro Vitali.
55. Fare una partita scacchi da solo ed esultare per lo scacco matto.
56. Mangiare l’ultimo panettone della scorta natalizia.
57. Scoprire che il papà di Cappuccetto si chiamava Stefano Rosso e che il cacciatore era l’amante della nonna.
58. Aggiornare le volontà testamentarie e chiedere agli eredi di aggiungere sulla lapide il QR code con il link al profilo Facebook e Instagram.
59. Riscrivere la saga di Harry Potter ambientandola a Poggibonsi.
60. Rispondere all’ultima email della cartella “posta in arrivo” datata ottobre 2008…”mi scuso per il ritardo nella risposta. Ho trovato questo messaggio nello spam..”
61. Inventare una serie completa di esercizi posturali da supino e da prono da eseguire prima e dopo l’amplesso.
62. Imparare ad imitare le voci dei politici per fare scherzi telefonici…mi consenta !
63. Aprire una partita IVA a nome di tuo cognato.
64. Mettere a bagno i fagioli per il giorno dopo.
65. Incollare un cartone tagliato a cerchio sul vetro della finestra per vedere tutte le sere l’eclissi di luna
66. Scrivere un trattato breve sulle differenze tra il palo della lap dance e palo della cuccagna.
67. Fare una storia su Instagram con le foto di tutto quello che hai mangiato dal 1987 ad oggi, compreso l’arrosto di Bisonte che ti cucino’ il pronipote di Buffalo Bill.
68. Delineare il profilo psicologico dei tuoi vicini conoscendo soltanto il nome della loro WiFi (se_ti_attachi_ti_sdrumo; farlallina_amorosa36; jack_il_trapano…)
69. Lo dice la parola stessa
70. Chiedere ai tuoi amici di continuare l’elenco…

Una foto…

Sabato a Milano per lavoro. In pizzeria quasi litighiamo per avere un tavolo appena distanziato.

Nella sala adiacente una trentina di sedicenni ben accalcati festeggiano il compleanno del loro compagno di classe.
Fuori ci sono 10°, ma loro sono vestiti per far serata come al mare. Entrano ed escono dal locale senza mascherina.
Qualche colpo di tosse…

Nei locali attorno a Porta Ticinese si balla dopo aver cenato o bevuto.
Qui ci sono ragazzi più grandi, universitari o lavoratori fuori sede. Dai loro accenti intuisco che pochi sono nati all’ombra della Madunìna. Da alcuni pub la calca straborda sulla strada. Distanze e mascherine irrise.
Nei giardinetti effluvi di erbe aromatiche abbrustolite e condivise.

Penso a domani, quando tutti torneranno nelle scuole o sui posti di lavoro a rispettare fariseicamente regole che sono costate soldi e fatica a chi le ha dovute implementare e rendere possibili… quasi sempre persone più responsabili di loro.
Il Covid cammina sempre, di giorno e di notte.. ma siccome per molti è solo un problematico fastidio di regole imposte (nessuno ha fatto in questi mesi pacata ma seria educazione sanitaria), appena è possibile si irridono le regole infrante, sentendosi eroi esplorati un pericoloso confine di incoscienza.

Penso così alla curva dei contagi inequivocabilmente in salita, ai sapientoni da Tv che minimizzando coi distinguo hanno dato il via libera allo sbraco, al freddo che sta tornando e ai vaccini che sono già un terreno di guerra fredda e di disuguaglianza.

Volevo scattare qualche foto… meglio se scrivo.
Adesso Vi saluto perché sto entrando in un supermercato a fare scorta di lievito.

Finalmente riaprono le Scuole e l’Università

(ma non sono mai state “chiuse”)

Sono intimamente convinto che la ripresa della didattica in presenza fosse (e sia) necessaria e improcrastinabile.
Leggo spesso sui social esternazioni del tipo “era l’ora che questi fannulloni ricominciassero a lavorare”.

Quasi sempre queste esternazioni escono dalla penna di uno stolto italiota che intende la Scuola esclusivamente come un parcheggio per i propri figli e che generalmente è così assente dal quotidiano dei ragazzi, da non essersi accorto che proprio nel periodo del lockdown la Scuola e l’Università hanno dato una straordinaria risposta di efficienza, organizzando rapidamente e con profitto la didattica a distanza e gli esami, consentendo una regolare chiusura dell’anno scolastico e accademico e non lasciando indietro nessuno.

Quello stesso Personale docente e tecnico amministrativo sta lavorando dall’inizio dell’estate alla stesura di accuratissimi protocolli sui comportamenti interni di quanti frequenteranno le Scuole e l’Università, protocolli non solo complicati da ideare e mettere su carta ma altrettanto complessi, poi, da mettere in pratica e far rispettare.
Il lavoro per tutto coloro che operano nella Scuola è raddoppiato, ma lo spirito di servizio che tutti anima fa meno clamore di tante semplicistiche e inopportune contestazioni.

La Scuola riaprirà e finalmente, in maniera capillare, le regole del distanziamento dell’uso corretto della mascherina e dell’igiene delle mani e delle superfici comuni saranno esplicitate in una sede didattica.
Sara cioè un Maestro, un Insegnante, un Professore (ovvero persona vicina agli Studenti e di loro fiducia) a spiegare ex-cathedra che queste norme di comportamento sono le uniche possibili per rallentare la diffusione della pandemia.

Proprio questa “didattica diffusa” è mancata fin dalle prime fasi della crisi, quando si è delgato alla televisione e agli altri media il compito di sensibilizzare ed informare.
Abbiamo tutti visto, fin da subito, che l’ informazione ha assunto connotazioni di parte e ciò ha alla fine ingenerato una diffusa sfiducia nella Scienza e nelle Istituzioni.

Tutti gli Studenti di ogni età e di buon senso, che nei luoghi dell’apprendimento dovranno sottostare alle regole anticontagio, sicuramente dopo poco si chiederanno come mai le medesime norme non vengono rispettate dai loro genitori, dei loro fratelli più grandi e da loro stessi in situazioni diverse rispetto a quelle scolastiche e universitarie.
Spero per questo che ancora una volta dalla Scuola derivi quella “educazione diffusa” che tanto bene fa ad ogni società moderna e civile.
I Docenti per primi, ovviamente, dovranno dare in ogni occasione il buon esempio.

Sostengo infine, allineandomi al pensiero espresso da Scienziati che profondamente stimo, che la mascherina andrebbe usata diffusamente, anche nelle situazioni statiche di aula.

Auguri a Tutti, per la Scuola e per l’Università che riparte in presenza.

Luigi Paternostro. Una vita di studio, ricerca e condivisione.

Prima insegnante dal 1950 al 1969 a Mormanno (CS) e poi Direttore didattico. Dopo un’esperienza calabrese di cinque anni passa a Firenze ove opera dal 1975 al 1992 in varie scuole del Quartiere 2: Pilati, Diaz e Giotto.
Funzionario fortemente impegnato e motivato, è stato insignito dal presidente della Repubblica del titolo di Cavaliere Ufficiale al merito.
Da Pensionato, ha continuato ad occuparsi soprattutto della sua terra, dedicando al natio loco una inesauribile serie di scritti.

MORMANNO FAVOLA DI UNA REALTA’
Tipografia Stella, Firenze (1981)

GLI ALTI BRUZI E IL LORO LINGUAGGIO VOCABOLARIO
Tipografia Stella, Firenze (prima edizione 1985)

IL VOCABOLARIO DIALETTALE DEGLI ALTI BRUZI
Tipografia IL COSCILE, Castrovillari (seconda edizione 1995)

MORMANNO UN PAESE…NEL MONDO
Tipografia il COSCILE, Castrovillari (prima edizione 1999)

UOMINI, TRADIZIONI, VITA E COSTUMI DI MORMANNO
Phasar Firenze, (prima edizione 2000)

RICORDI DI VITA MAGISTRALE
Phasar Firenze, (prima edizione 2001)

MORMANNO UN PAESE…NEL MONDO
Phasar Firenze, (seconda edizione 2007)
Consultabile su ARCHIVE.ORG

DIZIONARIO DIALETTALE ETIMOLOGICO MORMANNESE
Edito a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Mormanno. (terza edizione 2009)

NOTABILI ED INTELLETTUALI SUL PONENTE DELLA CALABRIA CITRA
Grafiche Zaccara, Lagonegro 2010

POVERI E RICCHI DEL SETTECENTO MORMANNESE
Phasar Firenze, (prima edizione 2015)

LA PLEGGIARIA GRATUITA A FAVORE DEI CITTADINI DI MORMANNO
Phasar Firenze, (prima edizione 2015)

PASSEGGIANDO PER IL POLLINO
Phasar Firenze, (prima edizione 2015)
Consultabile su ARCHIVE.ORG

MORMANNO ATTRAVERSO I SECOLI
Il volume contine quattro testi gia editi, riveduti e corretti
a) Poveri e ricchi del ‘700 mormannese
b) La pleggiaria gratuita a favore dei cittadini di Mormanno
c) Uomini di Mormanno
d) Mormanno …un paese nel mondo carrellata su opere e uomini di chiesa Ediz. Phasar Firenze (2019)

GLI ALTI BRUZI E IL LORO LINGUAGGIO
Dizionario etimologico del dialetto di Mormanno corredato da storia e tradizioni
Phasar Firenze, (quarta edizione 2019)
Consultabile su ARCHIVE.ORG

RICORDI DI VITA
Phasar Firenze, (2019)
Consultabile su ARCHIVE

RICORDI DI VITA MAGISTRALE
Phasar Firenze, (seconda edizione 2019)
Consultabile su ARCHIVE.ORG

BOLLE DI SAPONE
Con introduzione-presentazione del compianto amico prof. Luigi Maradei Inedito 2020

IL CIRCOLO CACCIATORI DI MORMANNO
Più di un secolo di storia del sodalizio
Phasar Firenze, (2020)

Tutti i testi, tranne i due ultimi, sono in dotazione della Biblioteca Civica di Mormanno.

Ritratto del Maestro Fedele Barletta