Pensieri, battiti di cuore e relazioni tra le cellule.
Mentre viviamo siamo energia, costantemente.
Che si allontana nello spazio e sfugge da noi alla velocità che ha l’energia, ovvero a quella della luce.
Quanti anni fa siete nati? 20, 40, 60 anni fa?
C’è un punto dallo spazio a 20, 40, 60 anni luce dalla Terra dove adesso il cuore sta dando il primo sangue ai polmoni e il fiato lancia il primo vagito. Il cervello è dapprima spaventato dal ritrovarsi in un posto sconosciuto e poi consolato dall’odore, dalla voce e dal battito della madre.
Il mio primo giorno di scuola materna lo stanno vedendo dal Alfa Centauri, con la mano di papà che mi accompagnava, dalla Stella di Barnard stanno guardando le mie fatiche dell’imparare a leggere, scrivere e far di conto.
Dal Cigno si stanno crogiolando del mio primo amore e aspettano con ansia il primo bacio.
Su Altair sono arrivati gli anni dell’Università, le giornate sui libri e le sere con gli amici…
Allora ogni tempo viaggia nello spazio e Noi, io e te, che oramai quaggiù ci siamo persi, in qualche punto dell’Universo che non sappiamo neppure immaginare ci siamo appena conosciuti, ci stiamo abbracciando e ci stiamo cercando. Ancora.
Categoria nugae
CLOSE TO YOU
E’ dall’inizio che questa non mi è sembrata una serata normale: i due sassofonisti sono arrivati in teatro in perfetto orario e Paolo, il batterista, per la prima volta nella sua vita, è in scena con la cravatta annodata.
La sala è finalmente gremita e sul palco non c’è neanche più lo spiffero dell’altro ieri, anzi… fa quasi caldo.
Mentre canto la mente si svuota…meglio, se penso mi scordo le parole… la prossima è “Close to you”: due giri di batteria, poi entra il piano ed basso “Why do birds suddenly appear, ev’ry time you are near?”… il cuore pulsa sincrono al rullante. “That is why all the boys in town follow you all around. Just like me , they long to be close to you”.
Ecco la pausa, l’orchestra tace all’unisono, due battute a vuoto, anche la batteria si ferma e con lei…(cosa mi succede) i miei battiti!
Il tempo i m p r o v v i s a m e n t e s i d i l a t a.
E’ notte e giorno; inverno ed estate; sono bambino e vecchio, bianco e nero, uno e tanti, uomo e donna. Davanti a me il Maestro, immobile; la bacchetta vuole scendere, disegnare il gesto ma resta lì, ferma a mezz’aria…
Non ho paura .. sembra la fine ma tutto è così… profumato, armonioso…. tutto al posto giusto.
MI – FA, la tromba, poi la ritmica e il pianoforte; la bacchetta cala roteando con la solita sapienza “Just like me, they long to be close to you”… respiro a fondo…
SONO VIVO,
e questo, del Destino, è forse il mio regalo di Natale.
DOMANDE IMPOSSIBILI
D. …ma dimmi, quale parte del tuo lavoro ti piace di più, quale di meno?
F. Che domanda difficile, quasi come chiedere a novembre cosa farai a Capodanno … a proposito che facciamo a Capodanno?
D. Non cambiare argomento…troppo facile svicolare
F. Mi piace tutto, a dirti il vero… alcune cose sono più semplici, altre più complesse. Fare lezione, dissecare, se ti prepari bene, alla fine sono semplici e di grande soddisfazione; la ricerca è più complessa perché la devi pensare, curare, negarla e riconoscerla di nuovo, accompagnarla nel suo sviluppo e renderla nota alla comunità scientifica, con coerenza, umiltà e onestà intellettuale
D. E la cosa più difficile di tutti?
F. Fare gli esami …
D. Ma dici? Se sei tu a fare le domande …
F. Vero, ma intanto le domande non devono essere mai uguali… l’Anatomia è così vasta che per fortuna c’è abbondanza di argomenti. Devi essere sempre attento a seguire l’esposizione di concetti, devi indurre al ragionamento e devi essere estremamente chiaro in quello che suggerisci o domandi, perché l’esame non è una gara di fioretto sul filo aguzzo dei tuoi pensieri, ma una nuotata fianco a fianco in un mare che spaventa per la sua immensità ma che dopo accoglie, incanta, meraviglia, rende lievi… e alla fine rende migliori entrambe le persone sedute dai due lati della cattedra.
D. Fammi una domanda difficile …
F. Aspetta, me la devo preparare
D. Non prendermi in giro …
F. No, te ne ho fatte tante oggi a cui non hai saputo rispondere e, siccome sono convinto che sei molto preparata, credo di aver sbagliato io, nel modo di porgerle o forse proprio a farle.
LA LUNA SUI MURI
F.: Allora stasera parliamo del nostro Amore..
D: Ah ah ah ah ah ah
F.: Perché ridi?
D: Ma se ci siamo visti in tutto per due ore…
F.: Quasi tre ..ma ci siamo baciati tutto il tempo !
D: Si … lo spritz lo abbiamo trangugiato, ricordi il taxi ci aspettava… non sarà stato quello ?
F.: Forse, ma non solo .. soprattutto da quella sera ci siamo pensati e, io nel tuo cuore e tu nel mio, abbiamo lasciato un pezzetto di noi…
D: È vero e in questi giorni te l’ho sempre detto e scritto …
F.: E con quel pezzetto dell’altro abbiamo continuato a parlare, non parlandoci addosso ma costruendo un dialogo vero, fatto però più di brividi e di occhi sbarrati all’improvviso che di parole che si possono ridire o scrivere…
D: Va bene, mi hai convinta… parliamo del nostro amore..(sorridendo) .. cosa mi vorresti dire?
F.: Una sera di tanto tempo fa con due amici nottambuli e razionali cercammo di farci uno schema delle differenze del modo di amare tra uomo e donna, per quel poco che nel frattempo avevamo capito …
D: Come gli schemi e gli appunti per studiare …
F.: Sì qualcosa del genere… non volevamo farci trovare impreparati!
D: E cosa vi siete … schematizzati?
F.: Per prima cosa semplificammo il modo di amare, maschile e femminile …. dicendo che il primo è concreto il secondo ideale.
D: Cosa vuol dire?
F.: L’uomo che ama vuol fare delle cose per l’amata. Regala fiori, oggetti, prima magari banali per non sbagliare, poi sempre più adatti alla persona che li riceve. Cerca di capire le situazioni. si prodiga per risolvere problemi… insomma c’è, concretamente.
D: E per la donna?
F.: L’amore, quando arriva, è un orgasmo irrefrenabile, un knock down improvviso, quando lei sovrappone l’idea del suo principe azzurro con quello che vede o vuole vedere nella persona che ha di fronte.
D: E quindi è un tutto nulla… come l’eccitazione dei neuroni !
F.: I tuoi mi pare sono sempre attivi … sul TUTTO…
D: (sorride)
F.: Un tutto che resta tutto e dà l’idea dell’infinito, per tutto il tempo in cui la donna ama.
D: È una semplificazione… lo sai ?
F.: Lo so ma eravamo giovani e razionali… o meglio ci sforzavamo di esserlo
D: Giovani?
F.: Razionali… scema… guarda, se immagini la cosa come un grafico, vedi per l’uomo una linea che cresce e per la donna una linea altissima e parallela all’asse delle x…
D: Chiarissimo… ammettiamo che tutto ciò sia vero, tutto o in parte, dove vuoi andare a parare?
F.: Aspetta, devo aggiungere la seconda considerazione… quella che a me Attilio e Giuseppe fu chiara verso le tre di notte … quando si alzò da est una palla di luna prima gialla di polenta, poi sempre più limpida e splendente….quando oramai ci era passato il sonno e potevamo parlare appoggiati ai muri delle nostre case senza timore di essere ascoltati dai “grandi” … arrivammo alla conclusione che l’uomo quasi sempre ama con spirito paterno e protettivo … bada bene, non è una questione di eventuale differenza di età.
Questo è un modo istintivo, riflesso forse o emulato; chi sentiamo di poter amare diventa quasi nostra figlia… Non mi fraintendere, sto parlando soltanto di attributi di relazione, per altro assolutamente paritaria.
D: Non parlare difficile… quindi vorresti dire, al contrario, che sotto sotto nell’amore di una donna per un uomo c’è una sorta di riflesso dell’amore verso il padre ?
F.: Alla fine si, ed è anche per questo che vi fate meglio e prima una ragione per un amore che finisce… Perdere un padre è doloroso ma tutto sommato naturale, perdere una figlia non lo è affatto.
D: E quelli che si invece amano come fratelli? E tra persone dello stesso sesso ?
F.: I fratelli alla fine sono due amici, forse fin dall’inizio… e se si lasciano la cosa viene accettata, perché spesso è normale che crescendo i fratelli prendano strade diverse, ma il legame resta …
Invece alla tua seconda domanda non so rispondere bene… forse si creano le stesse dinamiche o forse no. Potrebbe esserci una alternanza dei “ruoli” e così ciascuno può vedere meglio il punto di vista dell’altro e dal punto di vista dell’altro.
D: È un ragionamento affascinante… Ma con noi che ci azzecca ?
F.: Centra, perché quel bacio inaspettato e repentino ci ha messo subito su un livello di verità imprevisto, straordinario, su una strada senza maschere o inganni, su una meravigliosa alternanza di ruoli, insomma una situazione che sarebbe un vero peccato non poter vedere come continuerà a colorarsi; una storia che non era negli schemi di Attilio e Giuseppe, ai quali ti giuro, vorrei raccontarlo, quel bacio… se solo ci fossero i muri e la luna di allora.
D: Non racconterai i fatti nostri in giro?
F.: No, ti giuro, non li saprà nessuno….
SOPRAFFATTI DAI DISTRATTORI
I Mass Media sono intrisi di notizie di scarso o scarsissimo interesse generale, che occupano la maggior parte degli spazi informativi; i Social media drogano di informazioni a spot il nostro cervello, attutendo la capacità alla concentrazione e alla fatica del pensiero; per questo non tolleriamo più nessuno sforzo mentale, che sta alla base di ogni operoso studio, progettazione o impegno, civile, politico, sociale.
I problemi veri e oramai non procrastinabili…. la natura violentata, il clima impazzito, le minacce nucleari, le ingiustizie sociali, le mani e gli occhi di chi ci chiede aiuto… diventano una poltiglia nel buonismo conformista e di facciata, o peggio problemi da dimenticare con facili slogan o battute ad effetto.
Abbiamo perso l’allenamento al pensare, delegandolo a chi, con concetti facili facili, inonda di nulla le nostre vite. Di questo mellifluo flusso di fandonie che chiamiamo “informazione” ci riempiamo le giornate e di questo (e solo di questo) desideriamo vivere e ragionare.
I Media rincorrono il pensiero comune per vendersi e per vendere. Il pensiero comune è plasmato dai Media… da molto tempo questa (con poche eccezioni) è una spirale al ribasso.
I politici populisti (quelli, a destra e a sinistra, che fanno i politici perché in ogni altro mestiere o professione avrebbero fallito) cavalcano e fomentano i Distrattori, dal momento che è più facile alzare polveroni per bazzecole o impegnarsi in problemi di poco conto, piuttosto che cercare nuove coesioni e sinergie transnazionali che finalmente mettano l’Uomo al centro e salvino il Pianeta.
Alla fine, perciò, nell’immaginario collettivo prevalgono i “distrattori”: gli echi di cronaca gialla, rosa e nera, gli amici degli amici della de Filippi, il derby, la Ferrari, i ceffoni tra gli attori, le pesche, il gossip più becero. Anche la Fede, che avrebbe potuto incidere positivamente per la sfera intima e essenziale nella quale vive, viene ridicolizzata da processioni e campagne contro l’uso del profilattico…. altri Distrattori.
La distruzione dell’ambiente, le guerre, il prevalere delle diseguaglianze dovrebbero essere per il mondo intero considerate alla stregua di una malattia. Prima occorre mettercela tutta per guarire, poi si può pensare ad altro (e magari di serio e costruttivo).
Allora mi chiedo (e Vi chiedo): chi si lascia facilmente “distrarre” è uno stolto, un succube oppure un complice?
SEI
Descrivere con emozioni e sentimenti chi si ama può essere una sfida, perché spesso ciò che si prova è così profondo e intimo che risulta difficile da esprimere in parole.













RIFRAZIONI ROTAZIONISTE
Dopo Cromatismi in Rotazione (Apollo Ed. 2020) di cui ho già scritto alla sua uscita, il Maestro Rocco Regina torna a stupirci con Rifrazioni rotazioniste (Apollo Ed. 2023).
Dodici quadri di ispirazione astrattista sono “fisicamente“ ribaltabili e interpretabili dai quattro lati in modi e maniere non finite.
Sul gioco del limite tra noto e inesplorato ho scritto per il Maestro e Amico questi dodici componimenti che ho il piacere di farVi leggere avulsi dal contesto del Volume, a cui tuttavia rimando per una immersiva esperienza pentadimensionale: larghezza, lunghezza, altezza, tempo e … Arte!
“Rifrazioni Rotazioniste si presenta come un’opera elegante e di piacevole lettura. Opera affollata e ricca: oltre all’autore dei quadri troviamo ben dieci artisti tra poetesse e poeti: Anilha Dahriu, Stanislao Donadio, Grazia Dottore, Rosanna Filomena, Gerardo Melchionda, Pasquale Montalto, Antonella Multari, Ferdinando Paternostro, Michele Pochiero ed Antonia Tursi. Ad arricchire l’opera pubblicata da Apollo Edizioni di Bisignano, la prefazione di Aurelio Pace e la postfazione di Giovanni Pistoia. In appendice, come sigillo sull’opera il Manifesto del Rotazionismo.” (Francesco Aronne, Faronotizie – N° 203 – Marzo 2023).












CI VOLEVA IL RULLO
Lavori e lavoretti domestici, fai da te e bricolage: se fatti in clima vacanziero diventano piacevoli incombenze; se devono essere poi realizzati non dentro ma sull’uscio di casa, sono una fantastica occasione di socializzazione.
Le case della Costa si ripopolano d’estate e via Rossi ti si rianima.
La Costa.. si.. Mormanno pur a 840 m ha un Faro, il quartiere Costa e perfino via Marinella.
Se gli oceani si innalzeranno ancora la nostra toponomastica è già aggiornata.
Dicevo dei lavoretti fatti fuori dal portone. Chi passa e, attivando i neuroni specchio, si immedesima in un compito piacevolmente faticoso, si sente in obbligo di salutare (è il minimo) o di fermarsi a fare due chiacchiere.
Ve ne riporto alcune, in ordine sparso.
- Attento, stai gocciolando (premuroso).
- La lunghezza del pennello non fa la perizia del pittore (allusivo… ma vale anche al contrario?…).
- Anch’io sto imbiancando casa… guarda ho ancora i segni della vernice sulle braccia (partecipe).
- Quando finisci da te vieni anche a risistemare il miei stipiti (opportunista).
- Mi hanno portato un cesto di zucchine, te ne lascio due (generoso).
- Hai finito? Lavori anche oggi che è domenica (sindacalista).
- Vado a mangiare … pasta e fagioli, se vuoi sei mio gradito commesale (ospitale).
- Quando sei venuto..e quanto resti ? (la frase più pronunciata nella settimana di ferragosto).
- Mi piace, potresti proseguire con gli stessi colori per i portoni della strada (esperto di decoro urbano)
- Tu sei il Dott… Ti ho visto in televisione! (multimediale).
- Bel lavoro ma qui si riconoscono le pennellate. Ci voleva il rullo…(definitivo e… tombale).


LUIGI PATERNOSTRO: una vita di studio, ricerca e condivisione
Prima insegnante dal 1950 al 1969 a Mormanno (CS) e poi Direttore didattico.
Dopo una lunga esperienza calabrese, si trasferisce a Firenze ove opera dal 1975 al 1992 in varie scuole del Quartiere 2: Pilati, Diaz e Giotto.
Funzionario fortemente impegnato e stimato, è stato insignito dal presidente della Repubblica del titolo di Cavaliere Ufficiale al merito.
In quiescenza, ha continuato ad occuparsi soprattutto della sua terra, dedicando al Natio Loco una inesauribile serie di scritti.

MORMANNO FAVOLA DI UNA REALTA’
Tipografia Stella, Firenze (1981)
GLI ALTI BRUZI E IL LORO LINGUAGGIO VOCABOLARIO
Tipografia Stella, Firenze (prima edizione 1985)
IL VOCABOLARIO DIALETTALE DEGLI ALTI BRUZI
IL COSCILE, Castrovillari (seconda edizione 1995)
DIZIONARIO DIALETTALE ETIMOLOGICO MORMANNESE
Edito a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Mormanno. (Terza edizione 2009)
GLI ALTI BRUZI E IL LORO LINGUAGGIO
Dizionario etimologico del dialetto di Mormanno corredato da storia e tradizioni.
PHASAR Firenze. (Quarta edizione 2019)
Consultabile su ARCHIVE.ORG
Quinta edizione (2025)
PHASAR Firenze
MORMANNO UN PAESE…NEL MONDO
IL COSCILE, Castrovillari (prima edizione 1999)
MORMANNO UN PAESE…NEL MONDO
PHASAR Firenze. (Seconda edizione 2007)
Consultabile su ARCHIVE.ORG
UOMINI, TRADIZIONI, VITA E COSTUMI DI MORMANNO
PHASAR Firenze. (Prima edizione 2000)
RICORDI DI VITA MAGISTRALE
PHASAR Firenze. (Prima edizione 2001)
RICORDI DI VITA MAGISTRALE
PHASAR Firenze, (seconda edizione 2019)
Consultabile su ARCHIVE.ORG
NOTABILI ED INTELLETTUALI SUL PONENTE DELLA CALABRIA CITRA
Grafiche Zaccara, Lagonegro 2010
POVERI E RICCHI DEL SETTECENTO MORMANNESE
PHASAR Firenze. (Prima edizione 2015)
LA PLEGGIARIA GRATUITA A FAVORE DEI CITTADINI DI MORMANNO
PHASAR Firenze. (Prima edizione 2015)
PASSEGGIANDO PER IL POLLINO
PHASAR Firenze. (Prima edizione 2015)
Consultabile su ARCHIVE.ORG
MORMANNO ATTRAVERSO I SECOLI
PHASAR Firenze. (Prima edizione 2019)
Il volume contiene quattro testi già editi, riveduti e corretti
a) Poveri e ricchi del ‘700 mormannese
b) La pleggiaria gratuita a favore dei cittadini di Mormanno
c) Uomini di Mormanno
d) Mormanno …un paese nel mondo carrellata su opere e uomini di chiesa Ediz. Phasar Firenze (2019)
RICORDI DI VITA VOLUME 1
PHASAR Firenze. (2019)
Consultabile su ARCHIVE
RICORDI DI VITA VOLUME 2
PHASAR Firenze. (2022)
RICORDI DI VITA VOLUME 3
PHASAR Firenze. (2023)
RICORDI DI VITA VOLUME 4
PHASAR Firenze. (2023)
RICORDI DI VITA VOLUME 5
PHASAR Firenze. (2025)
BOLLE DI SAPONE
Poesie. Con introduzione-presentazione del compianto Amico prof. Luigi Maradei
Inedito 2020
IL CIRCOLO CACCIATORI DI MORMANNO
Più di un secolo di storia del sodalizio
PHASAR Firenze, (2020)

- Tutti i Testi sono in dotazione della Biblioteca Civica di Mormanno e alla Biblioteca Nazionale di Firenze
- Le Edizioni Phasar sono in vendita sul sito dell’Editore, Amazon, IBS, La Feltrinelli.
- Alcuni volumi sono liberamente consultabili su Archive.org .
- Molti testi sono anche “post” su Facebook.

“MO’ ME LO SEGNO”
Con la morte finisce tutto. Il corpo smette di produrre energia e si spegne.
Il talamo, al centro dell’encefalo, costantemente raggiunto da tutte le stimolazioni sensoriali e dai feedback motori, fin tanto che è acceso ci dà la sensazione costante dell’hic et nunc, del nostro lunghissimo presente, della vita, insomma.
Quando il talamo si spegne l’anima immanente si dissolve, come i bagliori delle parole sullo schermo di un computer a cui si scarica la batteria.
Dopo la morte, il nulla. Si può avere paura …del nulla ?
La promessa di paradisi illude di un tempo eterno, nel quale continuare a procrastinare l’inizio del nostro diventare Uomini. Uomini lo si è da vivi, non da morti.
Il corpo, con la morte, ha valore solo se è donato (in parte) per la sopravvivenza di un nostro simile, (in toto) per lo studio di chi su di esso possa fare pratica ed esperienza per meglio giovare ad altri corpi ammalati.
Dalla morte nessuno è tornato, se non in mitologici e indimostrabili racconti. La promessa del dopo è stata costruita ad arte da chi, approfittando della nostra più intima paura, ha diviso gli Uomini e per sé ha accumulato, nei secoli, privilegi e ricchezze.
Chi dice di essersi risvegliato dalla morte e ha raccontato di tunnel e luci, di ricordi tumultuosamente rievocati, riferisce in realtà di un sistema di correnti e di memorie che vanno in tilt per poi riprendersi, inspiegabilmente (o forse per il motivo dell’attaccamento pervicace di ogni singola cellula alla vita).
La nostra data di scadenza è scritta nel segreto della lunghezza dei telomeri, quelle parti estreme del filamento di DNA che ad ogni replicazione si accorciano un po’, fino a scomparire; questo impedisce ulteriori duplicazioni, decretando prima lo scadimento e poi la fine degli organi.
Una volta espletate le funzioni a cui imperiosamente il DNA ci spinge (mangiare e procreare, attivando col cibo e il sesso i circuiti neurologici della intrinseca ricompensa) il nostro destino di Uomini non può che realizzarsi nel farsi rete con gli altri, Prossimo col nostro Prossimo.
Sentire i pensieri e bisogni dell’altro sappiamo farlo perché l’evoluzione del DNA ci ha regalato i mirror neurons, con cui non solo impariamo un gesto vedendolo fare ma anche, nel gesto altrui, riusciamo a riconoscere la componente limbica, emozionale di chi lo fa.
L’Empatia è insita nella nostro essere.. durante la vita abbiamo il dovere di esercitarla e ricavarne Bene, per Noi e per gli Altri.
“Ricordati che devi morire” … “ mo’ me lo segno”… rispondeva al fratone quel grande di Massimo Troisi!
