T, T, T…


Terapie, testing (tamponi), tracciamento.

Il vaccino non è dietro l’angolo, il rischio di una seconda ondata di contagi e ammalati si.

La APP IMMUNI tutela la privacy molto di più e molto meglio di tante applicazioni che usiamo con disinvoltura, non traccia la nostra posizione ma è in grado di metterci in allarme se siamo stati in contatto ravvicinato e continuo con positivi al COVID e consente, in caso di nostra positività, di inviare allarme alle persone con cui siamo stati a distanza di possibie contagio.

Dall’essere allertati per tempo ne possiamo ricevere solo grossi vantaggi: se necessarie, potremo avere cure più tempestive e mirate e riusciremo, isolandoci cautelativamente, proteggere i nostri cari, soprattutto i più deboli .

Se allertiamo per tempo, compiamo un dovere umano e civico essenziale, segno di reale e forte solidarietà.

Tutti dovremmo utilizzarla da subito .. alcune categorie dovrebbero non solo averla attiva ma spiegare convintamente le buone ragioni del suo utilizzo … farsi “testimonial“.
Penso a tutto il Personale sanitario, tutti i Politici e gli Amministratori, tutto il Personale della scuola e dell’Università, ai Commercianti e gli Artigiani che sono esposti al pubblico, agli Autisti, alle Forze armate, ai Vigili urbani.

Da noi deve partire il buon esempio e la spiegazione chiara e convincente sulla urgente necessità del tracciamento.

IMMUNI assieme alle mascherine correttamente usate, il distanziamento e l’igiene delle mani, può consentire una vigile convivenza col maledetto Virus fino al vaccino.

…e per favore spiegatemi perché non volete utilizzarla… 😉

https://www.immuni.italia.it/

Finalmente riaprono le Scuole e l’Università

(ma non sono mai state “chiuse”)

Sono intimamente convinto che la ripresa della didattica in presenza fosse (e sia) necessaria e improcrastinabile.
Leggo spesso sui social esternazioni del tipo “era l’ora che questi fannulloni ricominciassero a lavorare”.

Quasi sempre queste esternazioni escono dalla penna di uno stolto italiota che intende la Scuola esclusivamente come un parcheggio per i propri figli e che generalmente è così assente dal quotidiano dei ragazzi, da non essersi accorto che proprio nel periodo del lockdown la Scuola e l’Università hanno dato una straordinaria risposta di efficienza, organizzando rapidamente e con profitto la didattica a distanza e gli esami, consentendo una regolare chiusura dell’anno scolastico e accademico e non lasciando indietro nessuno.

Quello stesso Personale docente e tecnico amministrativo sta lavorando dall’inizio dell’estate alla stesura di accuratissimi protocolli sui comportamenti interni di quanti frequenteranno le Scuole e l’Università, protocolli non solo complicati da ideare e mettere su carta ma altrettanto complessi, poi, da mettere in pratica e far rispettare.
Il lavoro per tutto coloro che operano nella Scuola è raddoppiato, ma lo spirito di servizio che tutti anima fa meno clamore di tante semplicistiche e inopportune contestazioni.

La Scuola riaprirà e finalmente, in maniera capillare, le regole del distanziamento dell’uso corretto della mascherina e dell’igiene delle mani e delle superfici comuni saranno esplicitate in una sede didattica.
Sara cioè un Maestro, un Insegnante, un Professore (ovvero persona vicina agli Studenti e di loro fiducia) a spiegare ex-cathedra che queste norme di comportamento sono le uniche possibili per rallentare la diffusione della pandemia.

Proprio questa “didattica diffusa” è mancata fin dalle prime fasi della crisi, quando si è delgato alla televisione e agli altri media il compito di sensibilizzare ed informare.
Abbiamo tutti visto, fin da subito, che l’ informazione ha assunto connotazioni di parte e ciò ha alla fine ingenerato una diffusa sfiducia nella Scienza e nelle Istituzioni.

Tutti gli Studenti di ogni età e di buon senso, che nei luoghi dell’apprendimento dovranno sottostare alle regole anticontagio, sicuramente dopo poco si chiederanno come mai le medesime norme non vengono rispettate dai loro genitori, dei loro fratelli più grandi e da loro stessi in situazioni diverse rispetto a quelle scolastiche e universitarie.
Spero per questo che ancora una volta dalla Scuola derivi quella “educazione diffusa” che tanto bene fa ad ogni società moderna e civile.
I Docenti per primi, ovviamente, dovranno dare in ogni occasione il buon esempio.

Sostengo infine, allineandomi al pensiero espresso da Scienziati che profondamente stimo, che la mascherina andrebbe usata diffusamente, anche nelle situazioni statiche di aula.

Auguri a Tutti, per la Scuola e per l’Università che riparte in presenza.

CORONAVIRUS: LETTERA 150, “Bisogna usare mascherine certificate e saperle usare”

Mi onoro di far parte di “Lettera 150” https://www.lettera150.it/

CORONAVIRUS: LETTERA 150, ‘BISOGNA USARE MASCHERINE CERTIFICATE E SAPERLE USARE’ = Documento firmato da Crisanti, Condorelli e Valditara Roma, 20 ago. (Adnkronos) –

“Con settembre riprenderanno molte attività lavorative e la scuola riaprirà i battenti dopo mesi di stop. Milioni di persone dovranno tornare a muoversi ad orari determinati, utilizzando mezzi pubblici e frequentando luoghi affollati. Fattori che rischiano di avere, se non gestiti correttamente, un forte impatto sulla diffusione del coronavirus. Ecco perché è decisivo che si rispettino le regole di base per prevenire il contagio. A partire dall’uso della mascherina. Le mascherine proteggono. Occorre usarle e saperle usare”. A dirlo sono gli esperti di Lettera 150, il think tank composto da circa 250 accademici di diverse discipline, nato il 2 aprile scorso per proporre soluzioni efficaci per un’uscita in sicurezza dal lockdown. In un documento firmato da Andrea Crisanti, ordinario di virologia, università di Padova, Gianluigi Condorelli, ordinario di Cardiologia, Università Humanitas, Giuseppe Valditara, ordinario di Diritto romano, Università di Torino, coordinatore di Lettera 150, si fissano cinque punti chiave. “I decisori pubblici devono dare un’informazione massiccia e diffusa sull’uso corretto della mascherina, che non può essere lasciato alla libera interpretazione dei cittadini – sottolineano – Occorre chiarire che solo quelle certificate proteggono, quelle fatte artigianalmente non sono sicure e anzi producono in chi le indossa un fallace senso di sicurezza“. “Si deve far rispettare rigorosamente l’obbligo di indossare mascherine certificate sui mezzi di trasporto, in tutti i luoghi chiusi o particolarmente frequentati (mercati, bar etc.) – aggiungono – Bisogna prevedere l’obbligo delle mascherine chirurgiche a scuola, sia per il personale scolastico che per gli studenti, precisando che le stesse vanno sostituite dopo ogni utilizzo”. “Si devono installare all’ingresso di stazioni e scuole scanner per misurare la temperatura e verificare che la mascherina sia indossata correttamente – proseguono – Cosa accadrà a settembre sarà determinante per l’evoluzione dell’epidemia nel prossimo autunno-inverno. Tenere sotto controllo i contagi, a partire dallo strumento più economico e sicuro qual è la mascherina, è doveroso“.