PRIMIZIE

Il canto segreto dell’Amore: note di Poesia nell’eco del Tempo.

Primizie” si presenta non soltanto come una raccolta poetica, ma come un’opera d’arte che abbraccia l’intima essenza dell’esperienza umana, elevando la parola poetica a strumento privilegiato di esplorazione e di espressione del sentimento. Antonino Marcello Pilia, con l’acume di un Artista consapevole e la delicatezza di un’anima sensibile, intesse una sinfonia di emozioni che trovano la loro culla nel vissuto quotidiano, trasfigurato dalla poesia.

Il titolo stesso, “Primizie”, evoca l’idea di un’offerta, di un dono prezioso che l’autore porge al lettore, un dono che è il frutto primigenio del suo cuore e della sua mente. Le 88 poesie che compongono la raccolta, come i tasti di un pianoforte, disegnano una melodia che è allo stesso tempo complessa e armoniosa, dove ogni nota, ogni verso, è un’esplorazione del sentimento amoroso, inteso nella sua dimensione più vasta e profonda.

Pilia, con una padronanza stilistica che tradisce un rigoroso lavoro di riflessione e di affinamento, riesce a sublimare l’esperienza individuale, trasformandola in un diario lirico che trascende il tempo e lo spazio. Ogni poesia è un frammento di eternità, in cui l’amore, sebbene ormai concluso, continua a vivere e a pulsare, reso immortale dall’arte del verso. Qui l’Amore non è mero oggetto di rappresentazione, ma si fa soggetto attivo, presenza viva che anima l’intera raccolta, conferendo ad essa una tensione emotiva che si rivela in ogni parola.

domattina
non mi sveglierà il tuo bacio,
ma il suo indelebile ricordo:
nei miei versi è rimasto
il tuo rossetto.


velluto
al fianco onorato,
al volto sfiorato,
unguento di vita
tua mano: ristoro.


Nell’ordine cronologico che l’Autore ha scelto per disporre le sue composizioni, si percepisce una chiara volontà di tracciare un percorso, una narrazione che accompagna il lettore lungo le tappe di un viaggio esistenziale. Questo percorso, tuttavia, non è lineare, ma piuttosto un ritorno continuo sul medesimo punto: il cuore dell’esperienza amorosa, che viene rielaborata e ripensata attraverso la lente del presente.

La lingua di Pilia, semplice ma carica di suggestioni, risponde perfettamente alla sua poetica. Egli non cerca l’artificio retorico né la sperimentazione formale fine a sé stessa, ma punta alla verità del sentimento, alla sincerità dell’espressione. Ecco allora che i suoi versi, pur nella loro apparente semplicità, si rivelano densi di significati, capaci di toccare le corde più intime dell’animo umano.

In questa raccolta, Pilia si dimostra un autentico Poeta nel senso crociano del termine: egli è capace di dare forma all’indistinto, di trasformare l’esperienza soggettiva in un’opera d’arte universale, che parla al cuore di ogni lettore. “Primizie” è, dunque, non solo un prezioso scrigno di ricordi e sensazioni, ma una testimonianza della potenza della poesia, che si fa eco del passato e promessa del futuro, in un perpetuo dialogo con l’eterno.

In definitiva, “Primizie” è un’opera che va oltre la mera lettura: è un’esperienza da vivere, un viaggio interiore che invita il lettore a riflettere sul senso della vita, sull’Amore e sul potere redentore della Poesia. Antonino Marcello Pilia, con la sua raccolta, ci regala una vera e propria sinfonia lirica, in cui la parola diventa musica e la Poesia diventa vita.

Primizie
Antonino Marcello Pilia
G.C.L. Edizioni 2024

RICORDI DI VITA, volume 4

RICORDI DI VITA, 4 di Luigi Paternostro (Edizioni Phasar, Firenze 2024) è un affascinante viaggio attraverso le memorie e le tradizioni, molte delle quali quasi dimenticate, di un piccolo borgo calabro, Mormanno, nel cuore del Parco del Pollino.
Anche questo volume, il quarto della serie, è un vero e proprio tesoro culturale; l’Autore esplora e condivide una vasta gamma di emozioni attraverso liriche e racconti.

La sezione “Bolle di sapone” ci regala un’intima raccolta di poesie divisa in due parti: una dedicata ai canti giovanili e l’altra a riflessioni più mature, dove le illusioni spesso cedono il passo a una visione più realistica della vita. Le poesie, a suo tempo commentate anche dal compianto amico prof. Luigi Maradei, risuonano come un canto nostalgico e profondo, che invita alla riflessione.

La seconda parte del libro, “Racconti e memorie del loco natio,” è una raccolta di storie che affondano le radici nella storia del Paese, ricostruendo, con una narrazione vivida e dettagliata, atmosfere e vicende del passato. Qui l’Autore riesce a catturare l’essenza della vita di comunità, trasmettendo un senso di appartenenza e di continuità culturale.

Non manca un’ulteriore sezione, un’appendice al “Vocabolario dialettale,” che arricchisce l’opera di un elemento linguistico prezioso. Questo glossario, iniziato nel 1985 con “Gli alti bruzi e il loro linguaggio,” rappresenta un tentativo appassionato di preservare il dialetto locale. È un ulteriore approfondimento di una ricerca infinita e accurata per raccogliere e documentare parole che altrimenti rischierebbero di perdersi, elevandole a veri e propri monumenti linguistici. Ogni termine registrato diventa una pietra miliare nella conservazione della memoria e dell’identità del territorio.

Infine, la quarta parte del libro offre sei momenti supplementari che completano la serie “Ricordi di vita magistrale,” consolidando il lavoro dell’autore come un archivio di memorie personali e collettive. Questi momenti sono profondamente legati all’esperienza di Luigi Paternostro come insegnante e poi come direttore didattico. Le memorie raccolte riflettono non solo le sue esperienze personali nell’ambito educativo, ma anche le interazioni con Allievi, Colleghi e la Comunità scolastica. Il risultato è un affresco dettagliato e commovente del suo impegno nel mondo dell’istruzione, che offre uno sguardo intimo e significativo sulla vita scolastica e sulla sua evoluzione nel tempo.

Luigi Paternostro riesce con maestria a trasformare le sue esperienze di vita e le memorie raccolte in un’opera che non è solo un documento storico, ma anche un omaggio sentito e sincero alla sua terra e alla sua gente.

RICORDI DI VITA, 4 è un’opera che tocca il cuore, una celebrazione della cultura e delle tradizioni.
È un libro che va oltre il semplice ricordo, diventando una vera e propria dichiarazione d’amore per una comunità.
Consigliato a chiunque voglia scoprire il valore delle proprie radici e assaporare (o riassaporare) l’importanza della Memoria.


Le Tre Età della Donna, Klimt tra Anatomia e Sogno

Le Tre Età della Donna (The Three Ages of Woman) di Gustav Klimt è un’opera del 1905. Rappresenta tre figure femminili che incarnano le diverse fasi della vita: l’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia. Klimt, utilizzando, lamine d’oro e intricati motivi decorativi, conferisce una qualità lussuosa e ricca all’opera, esplorando temi come la bellezza, il tempo e la nostra transitoria natura.
Particolare è l’attenzione ai dettagli anatomici, che integrano lo stile decorativo e simbolista.

La figura della Bambina è rappresentata in una posa di sonno, con il corpo rannicchiato e la testa appoggiata sulla spalla dell’adulta. Il corpo è morbido, piccolo, con braccia e gambe che esprimono l’innocenza e la delicatezza dell’infanzia. Le proporzioni sono realistiche, ma con un tocco di “tenerezza” che enfatizza la vulnerabilità.

La Donna rappresenta il culmine della bellezza e della vitalità. È raffigurata in piedi, con una postura elegante e serena. Le sue braccia sono rilassate lungo il corpo, con una mano che sembra sostenere la testa della bambina. La forma del corpo è snella e aggraziata, fatta di linee morbide che ne delineano i contorni. La pelle è luminosa e liscia, e il viso esprime tranquillità e riflessione. Il collo lungo e i capelli fluenti aggiungono un tocco di grazia e bellezza classica.

La figura dell’Anziana è rappresentata in una posizione curva, con il capo abbassato e le mani che si coprono il volto, esprimendo forse vergogna o tristezza. Il corpo è magro e rugoso, con segni evidenti di invecchiamento: la pelle è olivastra e cadente, le ossa prominenti e le vene superficiali visibili (del piede, della gamba, della mano, dell’avambraccio e del collo). La schiena curva e l’atteggiamento chiuso suggeriscono la fragilità e il peso degli anni. I capelli grigi sono disordinati. È evidente il contrasto tra la freschezza della giovinezza e l’usura della vecchiaia.

Le figure sono immerse in uno sfondo ricco di motivi decorativi, che aggiungono un ulteriore strato di significato e bellezza all’opera, invitando lo spettatore a riflettere sulle connessioni tra la natura e il ciclo vitale.

Nella porzione in alto a destra si possono notare strutture che potrebbero ricordare cellule viste al microscopio: cerchi sovrapposti o adiacenti, con nuclei o strutture interne, grandi e vitali. Klimt era noto per l’inclusione di dettagli ornamentali complessi nei suoi lavori, spesso ispirati a motivi naturali e organici. Questi dettagli possono avere diverse interpretazioni simboliche, come la rappresentazione dell’infinito, della vita, della crescita o della fertilità. Se fossero cellule, base della nostra biologia, potrebbero suggerire una connessione con la nascita o l’inizio della vita, collegando simbolicamente la figura della bambina alla generazione della vita a livello microscopico. Le “cellule”, in basso e a sinistra, cambiano tono di colore, diventano più piccole e invecchiate, prossime alla morte forse, quelle su fondo nero.

Permettete infine tre “voli” pindarici:

  • Le cellule piramidali della corteccia cerebrale furono osservate per la prima volta nel 1875 dal neuroanatomista spagnolo Santiago Ramón y Cajal. Utilizzando la tecnica di colorazione di Golgi, Cajal fu in grado di visualizzarle e descriverle dettagliatamente, contribuendo significativamente alla comprensione della struttura e della funzione del sistema nervoso. Le cellule piramidali della corteccia prerolandica sono alla base del movimento, e per noi il movimento è vita.
    Cosa vedete nella parte in basso a destra del dipinto?
  • Il drappo che avvolge, lievemente, le gambe della Donna e della Bimba è “la spirale della vita”? Questo è un simbolo antico e universale, utilizzato in tutte le epoche per rappresentare la crescita, l’evoluzione e il ciclo continuo dell’esistenza. Spesso simboleggia anche il percorso di sviluppo personale e spirituale, il movimento attraverso le diverse fasi del nostro tempo e l’interconnessione tra tutte le forme di vita.
  • E, infine, mi piace immagina un “codice binario” (alla Matrix, per chi ama il genere) nelle ampie parti destre e sinistre del quadro, che forse non sono un mero riempitivo grafico. Il “volo” è troppo arduo?

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. A Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria , fino al 15 settembre

ANATOMIA FOTOGRAFICA

Le foto che potrete sfogliare in questo libro derivano da miei laboratori di Anatomia settoria (Anatomy Lab) realizzati a Verona presso ICLO, Teaching and Research Center.
Qui è possibile studiare su preparati anatomici fresh frozen grazie al supporto della Nicola’s Foundation Onlus, che da sempre incentiva lo studio e la formazione in ambito medico scientifico.

Sono profondamente grato a tutto lo staff ICLO per la fondamentale ed efficiente disponibilità tecnica, amministrativa e logistica e al Dott. Gianni Sereni che, fin dal suo nascere e con lungimirante intuito, ha esaltato un progetto di formazione nazionale hands on, di alta qualità ma dai costi contenuti, poiché fondamentalmente rivolto a studenti universitari di indirizzo medico-sanitario.

Le immagini immortalate dal Dott. Carlo Benedini sono state realizzate, in questo ambito, con il supporto essenziale della dr.ssa Cristiana Veltro e del dott. Francesco Potenza competenti, appassionati e abili dissettori, che hanno condiviso con me l’esperienza delle prime edizioni di un progetto oggi fecondo anche grazie alla loro bravura e dedizione.

Durante le mie lezioni al tavolo cerco sempre di incrociare ed esplicitare ai discenti concetti di Anatomia palpatoria, topografica e sistematica con quanto il preparato “autonomamente” descrive. Molto spesso, poi, abbiamo la sorte di imbatterci in varianti anatomiche; tale esperienza è di grande valore per l’operatività nelle discipline chirurgiche, unitamente alla dimostrazione delle principali vie di accesso alle singole strutture e agli organi.

Le più moderne tecniche di imaging e le sofisticate metodiche operatorie illustrano con precisione e perizia tanti aspetti dell’Anatomia, ma non possono sostituire l’esperienza diretta sul cadavere, pratica antica ma fondamentale anche oggi nella formazione di studenti, specializzandi, specialisti.

Carlo, egregio fotografo e appassionato anatomista, è riuscito con i suoi scatti a mescolare meraviglia, arte e rigore didattico, che ho provato a chiosare con le didascalie che completano le 516 pagine del libro.

Grazie al Prof. Alessandro Palazzolo per la preziosa e affettuosa presentazione e per gli incoraggiamenti che non sono mai mancati in corso d’opera.
Grazie al Dott. Nicola Piccin che ha creduto nella originalità del nostro lavoro e a tutti coloro che hanno seguito il non semplice iter della realizzazione tipografica.

Felice, orgoglioso e grato per aver realizzato, con Carlo, questo esclusivo e originale volume.


ANATOMIA FOTOGRAFICA
Benedini, Paternostro
2024 Piccin, Padova


Leggi anche:
ANATOMIA … Fotografica e per Tutti… a VARESE!

ATTENZIONE, CONTENUTI DI VIOLENZA ESPLICITA…

“Sembra che tu abbia condiviso o inviato un video (è una foto, in realtà..) che mostra contenuti di violenza esplicita.”

Da anni sto scrivendo post (oltre 800) che spiegano la meravigliosa costruzione del Corpo Umano, con rispetto, stupore e con la voglia di condividere conoscenza…invece secondo gli algoritmi di Instagram, sotto sotto desidero istigare alla violenza e per di più in maniera chiara ed esplicita.

Non ho parole. Sono profondamente amareggiato e deluso.

Non ho bisogno di spiegare ad un “umano” cosa sta facendo un Professore di Anatomia nella foto incriminata (nel contesto di un post in cui l’occasione didattica era più che chiara)…Con le macchine con cui mi sono interfacciato fino ad ora mi è risultato impossibile!

Condividete la pagina, per favore, condividete un post. Forse riusciremo a convincere le intelligenze naturali e artificiali che l’Anatomia (per Tutti) è cosa  seria, importante e apprezzata.

https://www.instagram.com/anatomiapertutti/

ENERGIE E CORRENTI…


Pensieri, battiti di cuore e relazioni tra le cellule.

Mentre viviamo siamo energia, costantemente.
Che si allontana nello spazio e sfugge da noi alla velocità che ha l’energia, ovvero a quella della luce.
Quanti anni fa siete nati? 20, 40, 60 anni fa?
C’è un punto dallo spazio a 20, 40, 60 anni luce dalla Terra dove adesso il cuore sta dando il primo sangue ai polmoni e il fiato lancia il primo vagito. Il cervello è dapprima spaventato dal ritrovarsi in un posto sconosciuto e poi consolato dall’odore, dalla voce e dal battito della madre.

Il mio primo giorno di scuola materna lo stanno vedendo dal Alfa Centauri, con la mano di papà che mi accompagnava, dalla Stella di Barnard stanno guardando le mie fatiche dell’imparare a leggere, scrivere e far di conto.
Dal Cigno si stanno crogiolando del mio primo amore e aspettano con ansia il primo bacio.
Su Altair sono arrivati gli anni dell’Università, le giornate sui libri e le sere con gli amici…

Allora ogni tempo viaggia nello spazio e Noi, io e te, che oramai quaggiù ci siamo persi, in qualche punto dell’Universo che non sappiamo neppure immaginare ci siamo appena conosciuti, ci stiamo abbracciando e ci stiamo cercando. Ancora.

SOPRAFFATTI DAI DISTRATTORI

I Mass Media sono intrisi di notizie di scarso o scarsissimo interesse generale, che occupano la maggior parte degli spazi informativi; i Social media drogano di informazioni a spot il nostro cervello, attutendo la capacità alla concentrazione e alla fatica del pensiero; per questo non tolleriamo più nessuno sforzo mentale, che sta alla base di ogni operoso studio, progettazione o impegno, civile, politico, sociale.

I problemi veri e oramai non procrastinabili…. la natura violentata, il clima impazzito, le minacce nucleari, le ingiustizie sociali, le mani e gli occhi di chi ci chiede aiuto… diventano una poltiglia nel buonismo conformista e di facciata, o peggio problemi da dimenticare con facili slogan o battute ad effetto.

Abbiamo perso l’allenamento al pensare, delegandolo a chi, con concetti facili facili, inonda di nulla le nostre vite. Di questo mellifluo flusso di fandonie che chiamiamo “informazione” ci riempiamo le giornate e di questo (e solo di questo) desideriamo vivere e ragionare.

I Media rincorrono il pensiero comune per vendersi e per vendere. Il pensiero comune è plasmato dai Media… da molto tempo questa (con poche eccezioni) è una spirale al ribasso.

I politici populisti (quelli, a destra e a sinistra, che fanno i politici perché in ogni altro mestiere o professione avrebbero fallito) cavalcano e fomentano i Distrattori, dal momento che è più facile alzare polveroni per bazzecole o impegnarsi in problemi di poco conto, piuttosto che cercare nuove coesioni e sinergie transnazionali che finalmente mettano l’Uomo al centro e salvino il Pianeta.

Alla fine, perciò, nell’immaginario collettivo prevalgono i “distrattori”: gli echi di cronaca gialla, rosa e nera, gli amici degli amici della de Filippi, il derby, la Ferrari, i ceffoni tra gli attori, le pesche, il gossip più becero. Anche la Fede, che avrebbe potuto incidere positivamente per la sfera intima e essenziale nella quale vive, viene ridicolizzata da processioni e campagne contro l’uso del profilattico…. altri Distrattori.

La distruzione dell’ambiente, le guerre, il prevalere delle diseguaglianze dovrebbero essere per il mondo intero considerate alla stregua di una malattia. Prima occorre mettercela tutta per guarire, poi si può pensare ad altro (e magari di serio e costruttivo).

Allora mi chiedo (e Vi chiedo): chi si lascia facilmente “distrarre” è uno stolto, un succube oppure un complice?

IN MEMORIA DEL PROF. GIOVANNI ORLANDINI

Il Prof. Giovanni Orlandini è stato per me Maestro di formazione e professione. Il chiarissimo e appassionante Docente di Anatomia, sulla cui cattedra sostenni l’esame. Il Preside per tutti gli anni del percorso Universitario. Quando divenni ricercatore fu il “mio” Direttore di Dipartimento e il “mio” Presidente della Società Italiana di Anatomia e Istologia, oltre che Consigliere Comunale della città in cui vivo e Consigliere dell’Ordine dei Medici a cui sono iscritto.

Ho avuto l’onore di coadiuvarlo nella stesura della riedizione del Trattato di Splancnologia  del Chiarugi (Piccin 2017) e di avere la mia firma nella sua ultima pubblicazione “The anatomical representation of the human body: from epistemological examples deriving from medical history to morphometric imaging performed with the laser scanner technique”.

Al termine di una vita piena e serena, circondato dagli affetti più cari, ci ha lasciato il 5 marzo del 2022.

La Sua eredità scientifica, culturale, organizzativa, didattica all’Università Italiana e alla Società Anatomica e Istologica internazionale è incommensurabile; il Professore è ancora oggi per tutti i Suoi allievi un insuperato e luminoso riferimento.

Ho scritto di Lui un ricordo che è stato pubblicato sull’ultimo numero dell’Italian Journal of Anatomy and Embryology.

Waist-to-height ratio (WHtR )

La misura raccomandata dall’OMS per la circonferenza del girovita è di un massimo di 80 cm per le donne e 94 cm per gli uomini . Per approfondire il il valore clinico della misurazione della circonferenza vita come marker di rischio di malattia cardiovascolare questo è un articolo estremanente utile.
Chi ha una circonferenza vita superiore a 88 cm (per le donne) o a 102 cm (per gli uomini) viene considerato obeso viscerale con un rischio cardiovascolare elevato.

L’indice di massa corporea (BMI), la circonferenza vita (WC), il rapporto vita-fianchi (WHR) e il rapporto vita-altezza (WHtR) sono diverse misure utilizzate per stimare il contenuto di grasso corporeo.

Il BMI o Indice dui Massa Corporea è facile da eseguire, ma non distingue le masse magre da quelle grasse. Il WC è fortemente correlato al BMI per quanto riguarda la previsione del rischio cardiovascolare e metabolico. L’utilità clinica della misurazione del WHR è diminuita negli ultimi anni a causa della sua più debole associazione con i fattori di rischio cardiovascolare e metabolico rispetto ad altre misure di adiposità clinica. I valori di riferimento universali per BMI, WC e WHR non sono adatti a essere utilizzati in tutto il mondo e ogni parametro dovrebbe essere adattato a livello etnico. Il waist-to-height ratio (WHtR) è l’indicatore di salute che misura la circonferenza della vita divisa per l’altezza di una persona, consentendo di utilizzare un cutoff unificato e dimostrandosi efficace come le misure precedenti, se non di più (Alaa Youssef Ahmed Ahmed Baioumi, Comparing Measures of Obesity: Waist Circumference, Waist-Hip, and Waist-Height Ratios, Ronald Ross Watson 2019).

Attualmente la misura del girovita in rapporto all’altezza viene considerato il metodo più preciso ed efficace nella pratica clinica per identificare le persone a rischio obesità. Secondo il protocollo dell’OMS la circonferenza della vita dovrebbe essere misurata nel punto medio tra l’ultima costa palpabile e la sommità della cresta iliaca, utilizzando un metro a nastro resistente all’allungamento. In pratica, le misure vengono solitamente appena sopra l’ombelico.

Il risultato del rapporto tra circonferenza addominale e altezza non dovrebbe superare 0,52 negli uomini e 0,48 nelle donne.

Un’alterazione del WHtR è fattore di rischio per malattie cardio vascolari, diabete mellito tipo 2, ipertensione arteriosa, steatosi epatica, aterosclerosi e indebolimento del sistema immunitario.

Tra gli altro, questo (www.omnicalculator.com/) è un ottimo sito per il calcolo di numerosissimi parametri antropometrici.
Diffidate dell’incerto “fai-da-te” !