Anatomia e Bellezza alla Biblioteca delle Oblate di Firenze, tra ricerca, insegnamento, arte e innovazione

Nella suggestiva cornice della Biblioteca delle Oblate di Firenze, si è svolta la presentazione del libro Anatomia Fotografica, realizzato con Carlo Benedini e con il prezioso imprimatur di Alessandro Palazzolo, mentore dell’intero progetto. Serata resa speciale dal Pubblico attento e affettuosamente partecipe e dalla presenza di Ester Andrieri e Alessandro Castelli, in rappresentanza della Casa Editrice Piccin, che ha da sempre e convintamente creduto nel progetto.

L’evento è stato molto più di una semplice presentazione editoriale: è stato un racconto di passione, ricerca e amicizia, i tre pilastri che hanno reso possibile la realizzazione di quest’opera. Abbiamo condiviso con i nostri ospiti, l’avventurosa storia della nascita del libro, un volume che unisce la fotografia d’arte alla descrizione didattica dell’Anatomia settoria, offrendo un antico ma attualissimo punto di vista sulla complessità del corpo umano.

La guida ideale del nostro racconto è stato Leonardo da Vinci, il cui genio si avvertiva tra le sale della biblioteca. A soli cinquanta metri dalle Oblate infatti, presso l’Ospedale di Santa Maria Nuova, Leonardo conduceva le sue dissezioni, costruendo la fondamenta di conoscenze che ancora oggi sono alla base dell’arte, della didattica e della ricerca biomeccanica.

L’Anatomia macroscopica non è solo una disciplina descrittiva, ma un campo in cui la ricerca e la didattica si intrecciano continuamente. Il dettaglio delle strutture del corpo è essenziale per la Medicina e la Chirurgia ma è anche un affascinante territorio di esplorazione per chi, come gli autori di Anatomia Fotografica, vuole raccontarla attraverso nuove prospettive visive e narrative.

Da secoli, lo studio del corpo umano si basa sull’osservazione diretta, sulla riproduzione e sulla condivisione di conoscenze. Oggi, grazie a strumenti innovativi come la fotografia ad alta definizione e le nuove tecnologie digitali, è possibile portare questa esperienza oltre i confini delle aule, rendendola accessibile a un pubblico sempre più ampio e trasmettendo emozioni e saperi.

Un libro per un progetto: Visceral Room

Alla base di questo lavoro non c’è solo un interesse scientifico e culturale, ma anche un profondo sodalizio tra chi scrive, Carlo e Alessandro. Questa feconda collaborazione ha dato vita non solo a Anatomia Fotografica, ma anche a Visceral Room, un progetto innovativo che esplora nuove modalità di rappresentazione e insegnamento dell’Anatomia clinica, topografica e settoria, unite alla teoria e alla pratica degli atti manipolativi in ambito osteopatico e fisioterapico.

La serata alle Oblate è stata quindi la celebrazione di una passione condivisa, di un sapere che si rinnova, si tramanda e che ha reso possibile la realizzazione di un’opera (mi permetto di definire) assolutamente unica nel suo genere.

Una copia del libro è da oggi disponibile in consultazione e prestito presso la Biblioteca fiorentina.

Valutazione delle proprietà biomeccaniche e viscoelastiche dei muscoli masticatori nei disturbi temporo-mandibolari. Approccio centrato sul paziente utilizzando le misure di MyotonPRO

Della Posta, D.; Paternostro, F.; Costa, N.; Branca, J.J.V.; Guarnieri, G.; Morelli, A.; Pacini, A.; Campi, G. Evaluating Biomechanical and Viscoelastic Properties of Masticatory Muscles in Temporomandibular Disorders: A Patient-Centric Approach Using MyotonPRO Measurements. 
Bioengineering 202512, 97.
https://www.mdpi.com/2306-5354/12/2/97

L’articolazione temporo-mandibolare (ATM) è essenziale per le funzioni di masticazione e di fonazione, oltre che per la realizzazione delle espressioni facciali. Tuttavia, questa articolazione può essere colpita da disturbi, noti come disordini temporomandibolari (TMD), indotti da cause complesse che portano a limitazioni nelle attività quotidiane.
Basandosi sulla metodologia e sui risultati del nostro precedente studio sulla funzione dell’ATM, la nostra ricerca si propone di applicare i criteri e le norme stabiliti ai pazienti con TMD. L’obiettivo primario è valutare l’applicabilità e la rilevanza clinica di queste norme di riferimento nel predire la gravità e la progressione dei disturbi dell’ATM in una popolazione clinica.
Utilizzando misurazioni miotoniche non invasive, abbiamo valutato 157 soggetti, tra cui individui non affetti da TMD e affetti da TMD. Per ottenere risultati ottimali, cinque parametri primari (frequenza, rigidità, decremento, tempo di rilassamento e creep) sono stati analizzati con strumenti statistico-fisici, fornendo gradi di funzionalità quantitativa tra i diversi gruppi clinici esaminati.
I risultati hanno identificato marcatori quantitativi significativi per la diagnosi precoce e il trattamento personalizzato dei disturbi dell’ATM.
Questo approccio interdisciplinare porta a una comprensione più approfondita delle disfunzioni dell’ATM e offre un contributo significativo alla pratica clinica, fornendo strumenti più precisi per la gestione e il trattamento di questa complessa condizione.

Chronic mastitis or breast cancer in The Charity by Francesco Salviati? An educational discussion

In questo articolo, il dipinto La Carità di Francesco de Rossi, noto come Salviati (1510-1563), viene studiato attraverso una prospettiva multidisciplinare che unisce Anatomia umana, Paleopatologia e Storia dell’Arte.
Sebbene non sia possibile formulare una diagnosi definitiva a causa della natura artistica dell’opera, le anomalie anatomiche rappresentate nel dipinto sono esaminate considerando due ipotesi principali: mastite cronica o tumore al seno.
Questo studio evidenzia ancora una volta come l’incontro tra Medicina e Arte possa offrire un prezioso contributo sia alla comprensione delle malattie del passato sia all’educazione dei futuri Medici, aiutandoli a sviluppare un più attento occhio clinico.

Paternostro, F., Lippi, D., Zucchini, E., Nori, J., Galassi, F.M., Nerlich, A.G., & Bianucci, R. (2024).
Italian Journal of Anatomy and Embryology 128(2): 55-60.
https://doi.org/10.36253/ijae-15580

Upper Eyelid Ptosis During Neuromodulator Injections. An Exploratory Injection and Dissection Study

Ferdinando Paternostro, Wei-Jin Hong, Guo-Sheng Zhu, Jeremy B. Green, Milan Milisavljevic,
Mikaela V. Cotofana, Michael Alfertshofer, S. Benoit Hendrickx, Sebastian Cotofana

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jocd.16631

Aesthetic neuromodulator injections of the upper face are frequently performed to temporarily block muscular actions of the periorbital muscles to ultimately reduce skin rhytids. However, the adverse event rate in the literature for toxin-induced blepharoptosis ranges from 0.51% to 5.4%.

To identify access pathways by which injected neuromodulator product can travel from extra-to
intra-orbital and therefore affect the levator palpebrae superioris muscle.

Nine non-embalmed human body donors were investigated in this study with a mean age at death of 72.8 (16.1) years. The 18 supraorbital regions were injected in 28 times (14 for supratrochlear and 14 for supraorbital) with 0.5 cc, whereas eight cases (four for supratrochlear and four supraorbital) were injected with 0.1 cc of colored product. Anatomic dissections were conducted to identify structures stained by the injected color.

The results of this injection-and dissection-based study revealed that both the supratrochlear and the supraorbital neurovascular bundles are access pathways for injected neuromodulator products to reach the intra-orbital space and affect the levator palpebrea superioris muscle. Out of 36 conducted injection passes, seven (19.44%) resulted in affection of the sole elevator of the eyelid of which 100% occurred only at an injection volume of 0.5 cc and not at 0.1 cc.

Clinically, the results indicate that a low injection volume, a superficial injection for the supraorbital location, and angling the needle tip away from the supratrochlear foramen (toward the contralateral temple) when targeting the corrugator supercilii muscles, can increase the safety profile of an aesthetic toxin glabellar treatment.


Paternostro, F., Hong, J., Zhu, S., Green, J. B., Milisavljevic, M., Cotofana, M. V., Alfertshofer, M., Hendrickx, S. B., & Cotofana, S. Simulating
Upper Eyelid Ptosis During Neuromodulator Injections—An Exploratory Injection and Dissection Study.
Journal of Cosmetic Dermatology. https://doi.org/10.1111/jocd.16631


https://www.instagram.com/professorsebastiancotofana

https://www.cotofanaanatomy.com/

Fate l’amore, non la guerra… se potete

L’erezione: vita, slancio e futuro

Il pene è costituito da tre strutture principali cilindriche di tessuto erettile. I due corpi cavernosi sono strutture parallele che si estendono lungo la maggior parte dell’organo e sono fondamentali per l’erezione. Sono costituiti da un tessuto spugnoso che contiene numerosi spazi cavi, detti sinusoidi. Quando il pene è flaccido, i sinusoidi sono vuoti, ma durante l’eccitazione sessuale si riempiono di sangue grazie alla dilatazione delle arterie. Questa espansione dei sinusoidi permette l’ingrossamento e l’irrigidimento del pene. I corpi cavernosi sono rivestiti da una membrana resistente chiamata tunica albuginea, che svolge un ruolo importante nel mantenere la rigidità dell’erezione grazie alla sua elasticità limitata, assicurando che la pressione interna rimanga alta e mantenendo l’erezione.

Il corpo spongioso, un terzo cilindro situato nella parte inferiore del pene, circonda l’uretra, il canale attraverso cui viene espulsa sia l’urina che lo sperma. Il corpo spongioso è più morbido rispetto ai corpi cavernosi e non si espande allo stesso modo durante l’erezione, il che evita una compressione eccessiva dell’uretra, garantendo il passaggio dello sperma durante l’eiaculazione. Nella parte terminale, il corpo spongioso si espande per formare il glande, la parte arrotondata e sensibile all’estremità del pene.

L’erezione dipende dalla coordinazione tra il sistema vascolare, il tessuto erettile e il sistema nervoso. Queste strutture lavorano in sinergia per consentire l’afflusso e il mantenimento del sangue nei corpi cavernosi. Il tessuto dei corpi cavernosi e del corpo spongioso è altamente vascolarizzato e costituito da sinusoidi (spazi vascolari) circondati da muscolatura liscia. Durante l’erezione, questi sinusoidi si riempiono di sangue e la pressione interna aumenta, causando la dilatazione e l’inturgidimento del pene.

Le arterie principali sono le arterie cavernose, che si trovano all’interno dei corpi cavernosi, e le arterie dorsali, situate lungo la parte superiore del pene. L’ossido nitrico (NO), rilasciato in seguito alla stimolazione sessuale, provoca il rilassamento della muscolatura liscia delle arterie cavernose, permettendo un maggiore afflusso di sangue. Inoltre, le vene che normalmente permettono il ritorno del sangue vengono compresse dal rigonfiamento del tessuto erettile, riducendo il deflusso e mantenendo l’erezione.

La funzione erettile è regolata dal sistema nervoso autonomo, che include sia il sistema parasimpatico sia il sistema ortosimpatico. Il sistema parasimpatico è principalmente responsabile dell’inizio dell’erezione attraverso il rilascio di ossido nitrico e la conseguente dilatazione delle arterie. Il sistema ortosimpatico, al contrario, modula l’erezione e provoca la detumescenza, cioè il ritorno allo stato flaccido. Quando lo stimolo sessuale diminuisce o interviene il sistema ortosimpatico (ad esempio, a causa di stress o paura), la muscolatura liscia delle arterie si contrae, il flusso di sangue diminuisce, le vene si riaprono e il pene ritorna allo stato flaccido.

Terminazioni nervose somatiche mediano le sensazioni tattili, particolarmente nella zona del glande, contribuendo al piacere sessuale. La muscolatura del pavimento pelvico, in particolare i muscoli ischiocavernosi e il muscolo bulbospongioso, ha un ruolo nell’intensificare l’erezione. I muscoli ischiocavernosi si contraggono durante l’erezione, comprimendo la base dei corpi cavernosi e contribuendo a mantenere alta la pressione interna. Il muscolo bulbospongioso avvolge la base del pene e aiuta durante l’eiaculazione a spingere lo sperma lungo l’uretra.

L’erezione è un fenomeno straordinariamente complesso che coinvolge un’ampia gamma di strutture anatomiche e processi fisiologici. Dalla regolazione vascolare alla stimolazione nervosa, ogni elemento contribuisce a garantire che l’afflusso di sangue nei corpi cavernosi avvenga in modo efficiente e sicuro. Questo meccanismo riflette un equilibrio perfetto tra rilassamento e tensione, un delicato gioco tra i sistemi parasimpatico e ortosimpatico, e rappresenta la nostra capacità di rispondere in modo coordinato a uno degli impulsi più fondamentali della vita.

Il Testosterone: l’ormone del desiderio e del progresso

Dietro il complesso meccanismo dell’erezione si trova il testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, simbolo di forza, vitalità, ambizione e desiderio. Ma la funzione del testosterone non si limita alla sfera della sessualità: è anche un potente motore del comportamento umano, un propulsore che spinge l’individuo non solo verso il piacere fisico, ma anche verso il raggiungimento degli obiettivi, il superamento delle sfide e la continua ricerca di nuove conquiste. Il testosterone alimenta il desiderio e la determinazione, rappresentando la scintilla che accende la volontà di azione, l’ambizione e la spinta verso l’ignoto.

L’erezione è solo una delle molteplici manifestazioni dell’energia generata dal testosterone: la stessa forza che rende possibile l’erezione si trasforma in uno slancio vitale, un bisogno profondo di esplorare e di lasciare un segno. È l’energia primordiale che ha portato l’uomo a solcare mari sconosciuti, esplorare nuove terre e sfidare pericoli apparentemente insormontabili. L’irrequietezza tipica dell’adolescenza maschile, caratterizzata da curiosità inesauribile e voglia di mettersi alla prova, è un riflesso di questo potente ormone che, nel suo picco, plasma la personalità e la determinazione.

Il testosterone è infatti l’impulso che ci ha condotti a costruire città, innalzare monumenti e, in tempi moderni, lanciare razzi verso la Luna e i pianeti. Questa tensione verticale dell’erezione rappresenta il desiderio di superare i limiti e guardare verso l’alto, spingendoci a esplorare l’ignoto e sfidare l’impossibile.

Il testosterone non conferisce solo forza muscolare, resistenza fisica e capacità riproduttiva, ma alimenta costantemente la nostra sete di sapere e il bisogno di vincere nuove sfide. La competizione, sia essa sportiva, lavorativa o intellettuale, è profondamente legata alla presenza di questo ormone, che determina la nostra attitudine al rischio, la volontà di emergere e la capacità di affrontare gli ostacoli. Il testosterone ha dato forma a molte delle più grandi imprese umane: le piramidi, i grattacieli, le spedizioni oltre oceano e persino le missioni nello spazio sono tutte espressioni tangibili di questa energia creativa.

Il bisogno di costruire, erigere e creare qualcosa che superi l’individuo e lasci un’impronta duratura è un riflesso di questa energia vitale. L’erezione, simbolo di fertilità e vita, è una delle manifestazioni più concrete di questa energia creatrice: una tensione verso l’unione e, allo stesso tempo, un gesto di sfida all’incompiutezza dell’esistenza. Questa visione ci permette di comprendere l’essenza dell’umanità: una costante ricerca di nuovi traguardi, una volontà di superare i propri limiti e lasciare il proprio segno.

I missili: succedaneo dell’erezione ed espressione di declino

I missili, a differenza dei razzi spaziali, metafora di esplorazione e sete di conoscenza, sono strumenti di distruzione, emblemi di un impulso distorto. Se i razzi incarnano il desiderio di scoprire e di espandere le proprie frontiere, i missili rappresentano l’opposto: una deviazione verso il dominio e la negazione della vita. In un certo senso, l’impulso che porta alla creazione e alla costruzione trova il suo contrappeso nell’impulso alla distruzione, quando l’energia creatrice viene meno. Questo fenomeno è strettamente legato al testosterone, l’ormone del desiderio e della creazione. Quando, con gli anni, i livelli di testosterone iniziano a diminuire, l’impulso vitale si affievolisce e la tensione verso la creazione può trasformarsi in una tensione verso il controllo e, in casi estremi, verso la distruzione. I missili, in questo contesto, appaiono come una compensazione per la perdita di vitalità, un tentativo di affermare potere e dominio in un momento della vita in cui la capacità di creare e generare è in declino.

I missili sono un succedaneo dell’erezione, un simbolo esterno di forza che cerca di compensare la perdita di quella forza interna, vitale e creativa. Tuttavia, il risultato non è lo stesso: mentre l’erezione è il preludio alla creazione, alla vita e alla continuità, i missili portano solo distruzione, morte e vuoto. Quando il testosterone cala, molti cercano di compensare con un potere esteriore che non ha nulla a che vedere con la vera potenza, che è la capacità di generare, creare e costruire qualcosa di duraturo e significativo. D’altra parte la guerra non è più neppere una competizione fisica e virile, un confronto corpo a corpo tra soldati, ma uno scontro a distanza, privo di contatto e mediato da strumenti distruttivi che surrogano un’energia creativa ormai spenta.

E se ci fossero più Donne nei luoghi di comando…?

…si potrebbe forse sperare in una società caratterizzata da un maggiore approccio empatico e orientata al bene collettivo. Magari Donne che nella loro vita hanno avuto la gioia della maternità.

La maternità porta con sé una prospettiva diversa sulla cura, l’educazione e la protezione, con una forte attenzione alla crescita e al sostegno reciproco.

Speriamo che anche stavolta ci salvino le Donne, come nella storia hanno sempre implicitamente o esplicitamente fatto… mentre noi continueremo a gigionare nel cambio di una sola consonante tra razzo e…

Prognosis and Chances of Recovery in Bell’s Palsy

Niccolò Fagni, Ferdinando Paternostro, Jacopo Junio Valerio Branca, Lorenzo Salerni, Marco Mandalà.

The Bell’s palsy was firstly described about two century ago by the neuroanatomist Charles Bell. This paralysis affects the VII cranial nerve and, up to date, the aetiology of the disease appears to be multifactorial.

In the present manuscript, focusing on the anatomical structures related to the VII nerve, such as its the stapedial muscle innervation, we highlight the role of impedance testing as a helpful examination for the facial nerve function, together with its role as effective and safe prognosis in Bell’s palsy by the stapedial reflex.

Vol. 3 No. 2 (2024): evolution of vascular access. Infermieristica Journal

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ANATOMIA FOTOGRAFICA

Le foto che potrete sfogliare in questo libro derivano da miei laboratori di Anatomia settoria (Anatomy Lab) realizzati a Verona presso ICLO, Teaching and Research Center.
Qui è possibile studiare su preparati anatomici fresh frozen grazie al supporto della Nicola’s Foundation Onlus, che da sempre incentiva lo studio e la formazione in ambito medico scientifico.

Sono profondamente grato a tutto lo staff ICLO per la fondamentale ed efficiente disponibilità tecnica, amministrativa e logistica e al Dott. Gianni Sereni che, fin dal suo nascere e con lungimirante intuito, ha esaltato un progetto di formazione nazionale hands on, di alta qualità ma dai costi contenuti, poiché fondamentalmente rivolto a studenti universitari di indirizzo medico-sanitario.

Le immagini immortalate dal Dott. Carlo Benedini sono state realizzate, in questo ambito, con il supporto essenziale della dr.ssa Cristiana Veltro e del dott. Francesco Potenza competenti, appassionati e abili dissettori, che hanno condiviso con me l’esperienza delle prime edizioni di un progetto oggi fecondo anche grazie alla loro bravura e dedizione.

Durante le mie lezioni al tavolo cerco sempre di incrociare ed esplicitare ai discenti concetti di Anatomia palpatoria, topografica e sistematica con quanto il preparato “autonomamente” descrive. Molto spesso, poi, abbiamo la sorte di imbatterci in varianti anatomiche; tale esperienza è di grande valore per l’operatività nelle discipline chirurgiche, unitamente alla dimostrazione delle principali vie di accesso alle singole strutture e agli organi.

Le più moderne tecniche di imaging e le sofisticate metodiche operatorie illustrano con precisione e perizia tanti aspetti dell’Anatomia, ma non possono sostituire l’esperienza diretta sul cadavere, pratica antica ma fondamentale anche oggi nella formazione di studenti, specializzandi, specialisti.

Carlo, egregio fotografo e appassionato anatomista, è riuscito con i suoi scatti a mescolare meraviglia, arte e rigore didattico, che ho provato a chiosare con le didascalie che completano le 516 pagine del libro.

Grazie al Prof. Alessandro Palazzolo per la preziosa e affettuosa presentazione e per gli incoraggiamenti che non sono mai mancati in corso d’opera.
Grazie al Dott. Nicola Piccin che ha creduto nella originalità del nostro lavoro e a tutti coloro che hanno seguito il non semplice iter della realizzazione tipografica.

Felice, orgoglioso e grato per aver realizzato, con Carlo, questo esclusivo e originale volume.


ANATOMIA FOTOGRAFICA
Benedini, Paternostro
2024 Piccin, Padova


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ANATOMIA … Fotografica e per Tutti… a VARESE!

Sciatic Nerve and Its Anatomical Variations: In-Depth Understanding Acquired During Dissection Classes

Jacopo Junio Valerio Branca1, Giulia Guarnieri1, Annamaria Morelli1 , Carlo Benedini2 , Niccolò Fagni 3, Massimo Gulisano1 , Alessandra Pacini1, Ferdinando Paternostro1

  1. Experimental and Clinical Medicine, University of Firenze, Firenze, ITA
  2. Physical Medicine and Rehabilitation, ICLO Teaching and Research Center, Verona, ITA
  3. Otorinolaringoiatry, Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese (UOSA), Siena, ITA

Knowledge of anatomical variability is extremely important in order to better understand the etiology of pain, if present, or to avoid iatrogenic consequences. Sometimes the anatomical “anomalies” have the same anamnesis but different causes. For example, sciatic neuralgia may be caused by a herniated disc or it may have a different origin. The sciatic nerve (SN), also known as the ischial nerve, is the widest in the human body. This huge peripheral nerve originates from the roots of the lumbosacral plexus (L4-S3) and passes through the great sciatic foramen, under the piriformis muscle (PM). However, there is much variability in the pattern of SNs about the muscle, which has been known since the first half of the 20th century. In the present study, we describe six different case reports of anatomical variations of the SN and its interplay with the PM. The observations were made during dissection classes at the ICLO Teaching and Research Centre (Verona, Italy), on both male and female cadavers aged between 58 and 84 years. The SN was reported as a single and divided nerve into the tibial nerve (TN) and the common peroneal nerve (CPN), passing alone above, below, or between the PM. However, the two parts of the SN may also interact with the PM in different ways, adding to the anatomical variability. A thorough knowledge of the anatomical variations in any part of the human body is extremely important. The various techniques used, from imaging to autopsy or surgery, are also useful in the SN pathway. Thus, the anatomical features and the understanding of each variation are useful for a correct approach that can lead to an effective and correct treatment with a favorable outcome.

Acknowledgements
We are extremely grateful to Dr. Alessandro Palazzolo, Dr. Daniele Pignatelli, Dr. Cristiana Veltro, Anna Venzi, and Aurora Baroni for their skills and dedication demonstrated during the dissection classes performed together with the ICLO staff and Prof. Ferdinando Paternostro.

Branca J, Guarnieri G, Morelli A, et al. (May 11, 2024) Sciatic Nerve and Its Anatomical Variations: In-Depth Understanding Acquired During Dissection Classes.
Cureus 16(5): e60083. doi:10.7759/cureus.60083

ANATOMIA … Fotografica e per Tutti… a VARESE!

Lo scorso 19 gennaio sono stato ospite del Dipartimento di Medicina dell’Università Insubria di Varese.
L’occasione era l’inaugurazione di una mostra permanente realizzata con una serie di splendide fotografie dell’Amico Dott. Carlo Benedini.
Carlo, mosso da comune passione per l’Anatomia, ha avuto la pazienza di seguirmi in numerose dissezioni svolte presso ICLO, Verona (Anatomy Lab), durante le quali ha realizzato un numero infinito di bellissimi scatti. Da questa immensa mole di immagini ha distillato quelle più significative, che sono diventate prima la colonna portante di una pagina Instagram di successo (Anatomia Fotografica), la mostra di Varese e infine un volume di oltre duecentoquaranta tavole commentate che uscirà, con la prefazione del Prof. Alessandro Palazzolo, per i tipi di Piccin.

Voglio di cuore ringraziare la Prof.ssa Marina Protasoni, appassionata Docente e fine Anatomista, che ha voluto fortemente l’esposizione e ha organizzato la giornata di presentazione della stessa.

Grazie al Prof. Giulio Carcano, Direttore DIMIT (Dipartimento di Medicina e Innovazione Tecnologica) e al Prof. Alberto Passi, Presidente della Scuola di Medicina, ai Colleghi presenti, Prof. ssa Marcella Reguzzoni, il Prof. Pier Antonio Zecca. Grazie ai numerosi, attenti e partecipi Studenti del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, ai quali ho raccontato di come l’evoluzione ha modellato il nostro corpo e in particolare Sistema Nervoso Centrale.
Il titolo della relazione era “L’uomo è un animale addomesticato?” La risposta è “sì…” ma se volete sapere da chi venite a scoprirlo ai prossimi appuntamenti con Anatomia per Tutti!

NEURONI, SOCIETA’, INTERNET E MEDICINA

Il cervello umano è l’entità più complessa mai conosciuta. Ha la forma e le dimensioni di un cavolfiore, pesa poco meno di un kilo e mezzo, è costituito da 90-100 miliardi di neuroni, ciascuno dei quali è un raffinato dispositivo di elaborazione che si rapporta e interagisce anche con migliaia di altre cellule neuronali grazie a strutture specializzate, le sinapsi.
Ogni millimetro cubo si materia grigia cerebrale ha circa 4 Km di connessioni neuronali, che sono alla base dell’intricatissimo e affascinante “connettoma”, oggetto dei più moderni studi sull’encefalo che cercano oggi di mappare le oltre 600 trilioni di connessioni interneuronali.
Le molteplicità delle funzioni cerebrali, da quelle sensitive alle motorie, dall’apprendimento alla memoria, fino al pensiero e all’immaginazione dipendono da precise aree specializzate, costantemente collaboranti. Queste regioni specializzate costituiscono centri nevralgici all’interno di un complesso collegamento dinamico di reti diffuse, che coinvolgono turbinosamente, ma con logiche funzionali rigorose, aree differenti dell’encefalo.


Le molteplicità delle funzioni cerebrali, da quelle sensitive alle motorie, dall’apprendimento alla memoria, fino al pensiero e all’immaginazione dipendono da precise aree specializzate, costantemente collaboranti. Queste regioni specializzate costituiscono centri nevralgici all’interno di un complesso collegamento dinamico di reti diffuse, che coinvolgono turbinosamente, ma con logiche funzionali rigorose, aree differenti dell’encefalo.


Specializzazione e collaborazione sono i due termini che estrapolo da quello che ho capito negli anni sul nostro Sistema nervoso: mi piace pensare alla nostra Società come ad un insieme di neuroni-individui, specializzati ma sinergicamente collaboranti per un fine comune, che è quello del progresso e dell’evoluzione.


Non è sempre così, evidentemente e purtroppo, perché talvolta le singolarità prevalgono sulle orchestrazioni e molte “monadi” si convincono di essere detentori dell’onniscienza forse perché, non ritenendosi sufficientemente “appagati” della loro “specializzazione”, faticano a riconoscere quella altrui, ugualmente figlia di studio, di fatica, di esperienza, di approfondimento o riflessione lungamente distillata.


La Medicina, in particolare, è oggi quella parte dello scibile umano in cui tutti pretendono di poter dire la loro, non solo senza il rispetto delle competenze altrui ma anche senza quell’ “etica di società” (che poi diventa “economia di gruppo”) che accetta come naturale la ripartizione di compiti e ruoli, tutti diversamente ed ugualmente importanti.
Su Internet non ci sono ancora strumenti in grado di fare un ragionamento diagnostico (alcuni software lo fanno, ma per fortuna sono ancora gestiti da addetti ai lavori) o uno studio randomizzato, ma il passa parola mediatico riesce ad amplificare casi singoli, esperienze parcellari o fonti poco verificabili . Così, per esempio, chi sostiene, oggettivamente citando le fonti più accreditate, l’efficacia o la non efficacia di una certa terapia o pratica, ha lo stesso spazio e visibilità di chi argomenta, soggettivamente, il contrario.

Ecco perché condivido pienamente Isaac Asimov quando scriveva: “L’anti-intellettualismo è stato un costante tarlo che si è insinuato nella nostra vita politica e culturale, nutrito dall’idea sbagliata che democrazia significhi che la nostra ignoranza valga quanto l’altrui conoscenza.”