La Giostra Segreta

Nella profondità del bosco, nascosta tra rami intrecciati e  petali di fiori selvatici, esisteva una radura segreta dove solo la fata Lilli sapeva arrivare. Lì, tra le ombre delicate delle foglie, sorgeva una giostra incantata: i suoi cavalli erano scolpiti nell’avorio della luna, i fiori che la decoravano sbocciavano di notte e la musica che la faceva girare era il canto delle stelle.

Era il rifugio di Lilli, il posto dove si ritirava quando il suo cuore si faceva pesante, quando la malinconia sussurrava tra le ali e il vento le ricordava che anche i sogni più belli, a volte, svaniscono. Quella sera, la Fata era salita sulla giostra con passo lieve, lasciandosi cullare dal movimento lento, mentre il suono dolce e antico delle note l’accompagnava nei suoi pensieri.

Ad ogni giro, i suoi occhi si riempivano di ricordi: persone che aveva amato, che avevano condiviso con lei il vento e la luce, che avevano riso accanto a lei su quei cavalli di sogno… ma che adesso non c’erano più. Il suo cuore batteva piano… la giostra della vita, che gira, gira, fino a che un giorno tutti devono scendere.

Ma proprio mentre la tristezza la avvolgeva come un velo di nebbia, Lilli avvertì una presenza. Tra i fiori, nascosto come una foglia tra le altre, c’era il poeta. Non parlava, non si muoveva, ma i suoi occhi brillavano, carichi d’amore e di lacrime. Guardava Lilli con un’intensità che trapassava il tempo, come se in quello sguardo volesse donarle tutta la bellezza che esisteva, tutta la speranza che il suo cuore poteva contenere.

Lilli se ne accorse. Scese dalla giostra con la grazia di un petalo nel vento, lo raggiunse e, senza dire nulla, gli tese le braccia. Lo prese per mano e lo condusse al centro della radura, dove un trono d’oro e velluto attendeva chi sapeva vedere oltre il dolore. Il poeta si sedette, stupito, e Lilli, con un battito d’ali, accese tutte le luci della giostra.

Le lanterne si accesero come stelle, i fiori si aprirono in un’esplosione di colori, la musica cambiò. Non era più malinconica, ma luminosa, dolce, vibrante. I cavalli iniziarono a muoversi con più leggerezza, come se danzassero sulle nuvole.

Il poeta prese la mano di Lilli e la guardò negli occhi.

“L’amore non finisce, nemmeno quando qualcuno scende dalla giostra — sussurrò. — Rimane nelle luci che continuano a brillare, nella musica che non smette mai di suonare.”

E con quelle parole, gli strinse la mano e salì con lei. Insieme, girarono e girarono, mentre la notte si riempiva di stelle e il bosco si accendeva di magia.
Da allora, ogni volta che Lilli sentiva il peso della tristezza, sapeva che in quella radura, tra i cavalli di luce e i fiori danzanti, ci sarebbe sempre stato un giro in più da fare, una nuova musica da ascoltare, e … un poeta pronto a stringerle la mano e a ricordarle che nulla, nell’Amore vero, si perde.

ENERGIE E CORRENTI…


Pensieri, battiti di cuore e relazioni tra le cellule.

Mentre viviamo siamo energia, costantemente.
Che si allontana nello spazio e sfugge da noi alla velocità che ha l’energia, ovvero a quella della luce.
Quanti anni fa siete nati? 20, 40, 60 anni fa?
C’è un punto dallo spazio a 20, 40, 60 anni luce dalla Terra dove adesso il cuore sta dando il primo sangue ai polmoni e il fiato lancia il primo vagito. Il cervello è dapprima spaventato dal ritrovarsi in un posto sconosciuto e poi consolato dall’odore, dalla voce e dal battito della madre.

Il mio primo giorno di scuola materna lo stanno vedendo dal Alfa Centauri, con la mano di papà che mi accompagnava, dalla Stella di Barnard stanno guardando le mie fatiche dell’imparare a leggere, scrivere e far di conto.
Dal Cigno si stanno crogiolando del mio primo amore e aspettano con ansia il primo bacio.
Su Altair sono arrivati gli anni dell’Università, le giornate sui libri e le sere con gli amici…

Allora ogni tempo viaggia nello spazio e Noi, io e te, che oramai quaggiù ci siamo persi, in qualche punto dell’Universo che non sappiamo neppure immaginare ci siamo appena conosciuti, ci stiamo abbracciando e ci stiamo cercando. Ancora.