Il perineo è una regione anatomica poco conosciuta, nonostante svolga funzioni essenziali. Contribuisce alla continenza, alla sessualità, alla postura e alla stabilità del tronco e assume un ruolo particolarmente importante durante la gravidanza e il parto. La sua rilevanza clinica e funzionale contrasta con la scarsa attenzione che generalmente riceve, anche a causa dell’imbarazzo e dei tabù culturali che ancora circondano questa parte del corpo.
Il primo merito di Perineo e pavimento pelvico. Anatomia, fisiopatologia, cultura e rappresentazioni, firmato da Immacolata Belviso, Jacopo Junio Valerio Branca, Giulia Guarnieri, Alessandra Pacini, Ferdinando Paternostro e Giuseppe Vergilio, consiste nel sottrarre questa regione del corpo alla doppia condanna dell’invisibilità scientifica e del tabù culturale. Il libro non si limita a descrivere una struttura anatomica: mostra come, in un territorio corporeo relativamente piccolo, convergano alcune delle più importanti funzioni biologiche e alcune delle esperienze più profonde dell’esistenza umana.
L’opera possiede l’architettura di un trattato, ma cerca il respiro di un racconto scientifico. I suoi trentuno capitoli, seguiti da un’appendice antropologica, accompagnano il lettore dalla morfologia alla funzione, dalla patologia alla cura, dall’evoluzione biologica alla rappresentazione artistica. Questa ampiezza non è un’aggiunta ornamentale: è la tesi stessa del volume. Il corpo umano può essere compreso pienamente solo quando anatomia, storia, esperienza individuale e cultura tornano a dialogare.

La prima parte costruisce con metodo le fondamenta. Limiti topografici, fasce, spazi perineali, diaframma pelvico, muscolo elevatore dell’ano, innervazione pudenda, plessi autonomici, vasi sanguigni e reti linfatiche vengono presentati non come un catalogo di nomi, ma come elementi di un sistema integrato. È una scelta didattica importante: il pavimento pelvico non appare come una lastra immobile posta alla base del bacino, bensì come un’architettura dinamica di muscoli, connettivo, nervi e vasi, capace di adattarsi continuamente alle pressioni addominali e ai cambiamenti posturali.
Uno dei punti di forza del libro è proprio il passaggio costante dalla forma alla funzione. L’anatomia degli organi erettili conduce alla fisiologia della risposta sessuale; lo studio degli sfinteri introduce ai meccanismi della minzione e della defecazione; la descrizione dei muscoli diventa la spiegazione della continenza e della stabilità. Il lettore comprende così che sostenere i visceri, urinare, evacuare, respirare, camminare, avere rapporti sessuali e partorire non sono attività isolate. Richiedono una concertazione neuromuscolare finissima, paragonabile a un’orchestra in cui ogni elemento deve intervenire con la giusta intensità e al momento opportuno.
Particolarmente riusciti sono i capitoli dedicati alla gravidanza e al parto. Qui il pavimento pelvico rivela uno dei paradossi più affascinanti della sua biomeccanica: deve essere abbastanza resistente da sostenere gli organi e preservare la continenza, ma anche sufficientemente elastico da consentire la nascita. È una struttura chiamata, per così dire, a custodire e ad aprirsi. Il parto emerge quindi non soltanto come evento ostetrico, ma anche come una straordinaria prova di adattamento dei tessuti, delle fasce e dei muscoli.
La prospettiva evolutiva allarga ulteriormente l’orizzonte. Il volume ricorda opportunamente che l’evoluzione non progetta organismi perfetti: modifica strutture preesistenti, raggiungendo compromessi. Nel caso umano, la stazione eretta, l’aumento del volume cerebrale del neonato e la trasformazione del bacino hanno imposto al pavimento pelvico esigenze contrastanti. La sua efficienza è dunque anche la sua vulnerabilità. Prolassi, incontinenza e difficoltà del parto non appaiono più come inconvenienti inspiegabili, ma come il possibile prezzo della nostra storia biologica.
Ugualmente preziosa è l’attenzione all’intero arco della vita. Embriologia, differenziazione sessuale, maturazione, gravidanza, invecchiamento e trasformazioni ormonali restituiscono l’immagine di una regione tutt’altro che immutabile. Il corpo viene descritto come un processo, non come un oggetto fissato una volta per tutte. Anche il dimorfismo sessuale è affrontato, evidenziando le differenze anatomiche e funzionali, senza perdere di vista la profonda matrice comune dello sviluppo maschile e femminile.
Il capitolo sul “core” rappresenta uno dei collegamenti più utili per il lettore contemporaneo. Il diaframma respiratorio, la parete addominale, i muscoli profondi della colonna vertebrale e il pavimento pelvico formano un sistema coordinato di regolazione delle pressioni e di stabilizzazione del tronco. È una prospettiva che corregge l’idea, ancora diffusa, secondo cui il perineo riguarderebbe soltanto la ginecologia o l’urologia. Questa regione interessa invece anche la postura, il movimento, l’attività sportiva e la respirazione.
Il passaggio alla clinica è prudente e concreto. Malformazioni congenite, incontinenza urinaria e fecale, prolasso, dolore pelvico, disfunzioni sessuali, traumi ostetrici e conseguenze degli interventi chirurgici sono ricondotti alle strutture e ai meccanismi descritti in precedenza. La patologia non diventa così un elenco allarmante, ma la dimostrazione di ciò che accade quando l’equilibrio anatomico e neuromotorio si altera.
La sezione sulla riabilitazione completa efficacemente questo percorso. Esercizio terapeutico, controllo neuromuscolare, biofeedback, elettrostimolazione e modificazione delle abitudini sono integrati in un progetto individualizzato. Il messaggio più convincente è che la riabilitazione non coincide semplicemente con il “rafforzamento” muscolare: talvolta occorre recuperare la forza, altre volte il rilassamento, la sensibilità o la coordinazione. Curare significa, anzitutto, comprendere quale componente del sistema abbia perso il proprio equilibrio.
A circa due terzi del volume avviene un cambio di prospettiva coraggioso. Dopo aver osservato il perineo con gli strumenti della dissezione, dell’imaging e della biomeccanica, gli autori lo seguono attraverso le civiltà antiche, il Medioevo, il Rinascimento, l’età moderna e la contemporaneità. È qui che il libro rivela la sua originalità più evidente. La storia delle conoscenze anatomiche diventa anche storia dello sguardo: ciò che un’epoca mostra, nasconde, idealizza o considera sconveniente racconta il suo modo di concepire il corpo.
Il capitolo rinascimentale evidenzia bene l’incontro fra arte e osservazione scientifica, quando la dissezione e il disegno anatomico cominciarono a trasformare il corpo da territorio simbolico in realtà direttamente indagabile. I capitoli successivi affrontano l’affermazione dell’anatomia topografica, dell’ostetricia, della chirurgia, della diagnostica per immagini e delle ricostruzioni tridimensionali. Il progresso non è raccontato come una semplice marcia trionfale, ma come una conquista progressiva di visibilità.
Letteratura, pittura, scultura, cinema e media contemporanei consentono poi di misurare la distanza tra l’importanza biologica e la presenza pubblica. Il perineo compare raramente in modo esplicito, ma è implicato ogni volta che l’arte parla di nascita, desiderio, maternità, dolore, pudore, malattia o identità corporea. È una presenza indiretta e, proprio per questo, rivelatrice. Il corpo, ci ricorda il libro, non è mai soltanto una realtà biologica: è anche il risultato delle parole e delle immagini con cui impariamo a riconoscerlo.
L’appendice dedicata alla clitoride e all’evoluzione del legame di coppia costituisce una chiusura stimolante. Partendo dalla riscoperta della reale estensione anatomica dell’organo, il testo esplora l’ipotesi che il piacere femminile abbia avuto conseguenze non soltanto sessuali, ma anche relazionali ed evolutive. Il confronto con altri primati, in particolare con i bonobo, solleva interrogativi sul ruolo della sessualità nella coesione sociale e nella costruzione dei legami. Le ipotesi sono presentate come prospettive interpretative, non come verità definitive: una cautela essenziale quando si passa dal dato anatomico alla ricostruzione evoluzionistica.
Il volume nasce da una competenza collettiva chiaramente definita. Immacolata Belviso, professoressa associata di Anatomia umana presso UniCamillus a Roma, contribuisce al solido profilo anatomico dell’opera. Jacopo Junio Valerio Branca, ricercatore dell’Università di Firenze, partecipa a un lavoro che collega la ricerca morfologica all’applicazione clinica. Giulia Guarnieri, ricercatrice nello stesso ateneo, è parte di una squadra che rende accessibili relazioni anatomiche complesse senza impoverirle. Alessandra Pacini, professoressa associata di Anatomia umana a Firenze, rappresenta una competenza disciplinare riconoscibile per l’attenzione alla struttura, alla variabilità e alla funzione. Ferdinando Paternostro, professore associato di Anatomia umana presso l’Università di Firenze, concorre all’impostazione ampia che unisce la scienza del corpo e la storia delle sue rappresentazioni. Giuseppe Vergilio, biologo e ricercatore post-dottorato dell’Università di Palermo, completa il gruppo con una formazione biomedica inserita fra anatomia, neuroscienze e diagnostica avanzata.
Non essendo indicata nel volume una ripartizione nominativa dei capitoli, sarebbe arbitrario attribuire a ciascun autore singole sezioni. È invece l’identità corale del gruppo a costituire uno dei punti di forza dell’opera: sei studiosi e studiose, provenienti da tre istituzioni universitarie, costruiscono una voce comune e una visione coerente.
L’ambizione enciclopedica comporta inevitabilmente qualche rischio. Nelle sezioni storico-artistiche e antropologiche alcuni temi avrebbero potuto essere sostenuti da un dialogo ancora più ravvicinato con opere, autori e casi specifici; in un libro tanto vasto, inoltre, taluni passaggi assumono necessariamente un carattere introduttivo. Ma è anche questa apertura a rendere il volume insolito e utile: non pretende di chiudere ogni discussione, bensì di mostrare quante discipline possano incontrarsi intorno a una regione corporea a lungo trascurata.
Il glossario finale, la bibliografia generale e la sitografia rafforzano la vocazione didattica del lavoro, offrendo al lettore strumenti per orientarsi nella terminologia e proseguire l’approfondimento.
Perineo e pavimento pelvico riesce dunque in un’operazione culturale prima ancora che editoriale: rende visibile ciò che normalmente rimane nascosto. E mostra che conoscere il corpo non significa soltanto imparare il nome dei suoi componenti, ma comprendere le relazioni che li rendono vivi.
Il perineo sostiene il peso dei visceri e accompagna gesti quotidiani di cui raramente siamo consapevoli; custodisce la continenza, partecipa al piacere e permette la nascita. È insieme sostegno e passaggio, chiusura e apertura, struttura anatomica ed esperienza biografica. Studiarlo significa osservare, da un punto di vista apparentemente periferico, questioni poste al centro della condizione umana: come restiamo in piedi, come invecchiamo, come ci prendiamo cura del corpo, come entriamo in relazione e come veniamo al mondo.
Perineo e pavimento pelvico. Anatomia, fisiopatologia, cultura e rappresentazioni
Youcanprint, 2026. 228 pp. ISBN 9791224098416.
Si ringrazia BioLab Divulga per il contributo alla realizzazione di alcune delle immagini presenti in questo volume.








































































































