Uno studio su due donatori documenta l’organizzazione del muscolo sternale e contribuisce a comprendere una variante anatomica di interesse per radiologi e chirurghi.
Belviso I, Guarnieri G, Venzi A, Precilios H, Oxilia G, Branca JJV, Fagni N, Cacciola A, Paternostro F.
Two unilateral sternalis muscles with distinct fascial compartmentalization: anatomical evidence and
potential surgical implications. Folia Morphologica. 2026;85:e01726188. DOI: 10.5603/fm.113168.
Immaginiamo di osservare un esame del torace e di trovare, parallela allo sterno, una piccola e inattesa struttura. Una formazione allungata, proprio dove di solito non compare. Prima di attribuirle un significato patologico, occorre considerare una possibilità: quella persona potrebbe avere un muscolo in più.
Si chiama muscolo sternale. È una variante anatomica descritta da secoli, presente solo in una parte della popolazione. Chi lo possiede può trascorrere tutta la vita senza saperlo. Per il medico che lo incontra durante un esame radiologico o un intervento, invece, riconoscerlo può fare una concreta differenza.
A questo muscolo è dedicato uno studio pubblicato su Folia Morphologica, firmato da Immacolata Belviso e colleghi. Il lavoro descrive due casi osservati durante dissezioni anatomiche e approfondisce un aspetto particolarmente interessante: il rapporto fra lo sternale e il grande pettorale, il muscolo che occupa gran parte della superficie anteriore del torace.
Nei due donatori, uomini di 75 e 39 anni, lo sternale si trovava a destra, vicino allo sterno. Le sue fibre correvano longitudinalmente, sopra il grande pettorale. Le dimensioni erano molto diverse: nel primo caso misurava circa sette centimetri di lunghezza, nel secondo poco più di tredici. Anche la larghezza variava sensibilmente.
Il particolare più significativo, però, emergeva osservando ciò che separava i due muscoli.
Tra lo sternale e il grande pettorale, i ricercatori hanno individuato un piano fasciale ben riconoscibile, lungo il quale era possibile separarli delicatamente. Le fasce sono lamine di tessuto connettivo che avvolgono e separano molte strutture del corpo. Durante una dissezione, seguirne il decorso permette di capire come i tessuti siano organizzati e quali rapporti intrattengano.
In entrambi i casi, quel piano di separazione forniva un’indicazione precisa: lo sternale aveva una propria individualità anatomica. Era distinguibile dal muscolo sottostante per la sua organizzazione, oltre che per la direzione delle fibre.
Perché questo dettaglio dovrebbe interessare anche chi non studia anatomia?
La prima risposta riguarda la diagnosi. Nelle immagini della mammella e del torace, il muscolo sternale può simulare una formazione sospetta. Conoscerne la posizione e l’aspetto aiuta a riconoscere una variante normale, riducendo il rischio di interpretazioni errate.
La seconda risposta riguarda la chirurgia. Durante un intervento sulla mammella o sulla parete toracica, l’incontro con un muscolo inatteso può rendere meno immediato l’orientamento tra i tessuti. Sapere che quella struttura esiste, e comprendere come si separa dal grande pettorale, aiuta il chirurgo a interpretare ciò che vede.
Nel secondo caso sono stati osservati anche piccoli vasi provenienti dal sistema toracico interno che raggiungevano il muscolo. È un dato di potenziale interesse per la chirurgia ricostruttiva, nella quale la conservazione dell’apporto di sangue ai tessuti è essenziale. Lo studio, tuttavia, non dimostra una nuova applicazione chirurgica: offre informazioni anatomiche da approfondire.
Resta aperta anche la domanda sull’origine dello sternale. Durante lo sviluppo, da quale abbozzo muscolare deriva? Sono state proposte diverse spiegazioni, ma le osservazioni disponibili non consentono una risposta definitiva. Probabilmente il muscolo sternale, che congiunge lo sternocleidomastoideo con il muscolo retto, nella posizione quadrupedica consentiva un valido sostegno al torace.
Il valore del lavoro sta nella precisione con cui documenta una piccola differenza fra corpi umani. È anche questo il contributo della dissezione alla medicina: grazie alle persone che donano il proprio corpo alla scienza, possiamo conoscere meglio le variazioni dell’anatomia e imparare a interpretarle nei pazienti.

La freccia bianca indica il muscolo sternale. PM = Pectoralis major (muscolo grande pettorale)











