Quando un pugile greco finì sotto i ferri?

Il mistero medico nascosto nelle orecchie del celebre “Pugile in Riposo”

A prima vista sembra soltanto una straordinaria statua antica. Un uomo siede stanco dopo il combattimento. Il volto è segnato da ferite, il naso appare deformato, i muscoli raccontano anni di allenamento e di dolore. Eppure, osservando con attenzione le sue orecchie, emerge un dettaglio sorprendente che potrebbe cambiare il modo in cui guardiamo alla medicina dell’antichità.

La celebre statua ellenistica nota come “Pugile in Riposo” (Boxer at Rest), conservata al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, rappresenta uno dei più realistici ritratti di un atleta dell’antichità. Realizzata tra il IV e il III secolo avanti Cristo, l’opera colpisce per il livello quasi anatomico con cui vengono raffigurate le conseguenze fisiche della pratica sportiva.

Da tempo gli studiosi hanno riconosciuto nelle sue orecchie i segni del cosiddetto “orecchio a cavolfiore“, una deformità tipica dei pugili, dei lottatori e degli atleti degli sport da contatto. Oggi sappiamo che questa condizione è la conseguenza di ripetuti ematomi auricolari: raccolte di sangue che si formano tra il pericondrio e la cartilagine del padiglione auricolare a seguito di traumi violenti. Se il sangue non viene evacuato rapidamente, la cartilagine perde il proprio nutrimento, si deforma e assume il caratteristico aspetto irregolare che ancora oggi si osserva nei praticanti di boxe, lotta e arti marziali.

Fin qui nulla di sorprendente. Il vero enigma emerge quando si osservano due piccole incisioni sulle orecchie della statua.

Gli autori dello studio hanno notato che entrambe le orecchie presentano una breve lesione lineare, di pochi millimetri, posizionata in modo quasi speculare. Ancora più interessante è il fatto che tali incisioni sono evidenziate da inserti di rame, utilizzati dall’artista per simulare il sangue che fuoriesce dalla ferita.

Perché rappresentare con tanta precisione proprio quei piccoli tagli?

Secondo l’interpretazione proposta dagli autori, queste lesioni potrebbero non essere semplici ferite traumatiche. La loro forma regolare, la disposizione bilaterale e la localizzazione anatomica ricordano sorprendentemente le incisioni che ancora oggi vengono utilizzate per drenare un ematoma auricolare.

Nella pratica medica moderna il trattamento dell’ematoma auricolare prevede infatti una piccola incisione lungo le pieghe naturali dell’orecchio. Attraverso questa apertura il sangue accumulato viene evacuato, riducendo la pressione sulla cartilagine e prevenendo la deformazione permanente. Successivamente viene applicata una compressione per impedire che il sangue si raccolga nuovamente.

È proprio questa somiglianza a portare gli autori a formulare una suggestiva ipotesi: il Pugile in Riposo potrebbe rappresentare non soltanto un atleta ferito, ma anche un atleta che ha ricevuto un trattamento medico.

L’idea non è così improbabile come potrebbe sembrare. La medicina greca e romana possedeva infatti una tradizione chirurgica sorprendentemente avanzata. I medici della scuola ippocratica praticavano incisioni, drenaggi di ascessi, evacuazioni di raccolte purulente e numerose altre procedure invasive. Sebbene nessun testo antico descriva esplicitamente il trattamento dell’ematoma auricolare, le conoscenze tecniche necessarie per eseguirlo erano certamente disponibili.

La statua potrebbe dunque testimoniare una conoscenza empirica maturata sul campo. Gli atleti, i loro allenatori o i medici dell’epoca potrebbero aver osservato che l’evacuazione precoce del sangue riduceva le deformità permanenti dell’orecchio. Una scoperta nata dall’esperienza pratica molto prima che la medicina moderna ne comprendesse pienamente i meccanismi biologici.

Naturalmente gli autori mantengono un atteggiamento prudente. Non esistono prove definitive. Le incisioni potrebbero rappresentare semplicemente una scelta artistica, un simbolo della durezza dei combattimenti o un dettaglio introdotto durante la lavorazione della statua. Tuttavia, la coincidenza anatomica rimane sorprendente.

Al di là della risposta definitiva, questo studio dimostra quanto l’arte possa diventare una fonte preziosa per la storia della medicina. Un’opera realizzata oltre duemila anni fa continua ancora oggi a porre domande ai medici contemporanei.

Guardando il volto segnato del pugile ellenistico non osserviamo soltanto un capolavoro dell’arte antica. Vediamo il racconto universale del trauma sportivo, della sofferenza fisica e del tentativo umano di curare le proprie ferite. È una storia che attraversa i secoli e unisce gli atleti dell’antica Grecia ai pugili di oggi.

Forse, nascosta in quelle piccole incisioni di pochi millimetri, si conserva una delle più antiche testimonianze visive di un gesto chirurgico praticato nella storia dello sport.

The American Journal of the Medical Sciences
Auricular hematoma in antiquity: Possible surgical drainage in the Hellenistic boxer at rest
Immacolata Belviso, Jacopo Junio Valerio Branca, Francesco Zappoli Thyrion, Antonio Sarno, Davide Orsini, Ludovica Livi,
Ferdinando Paternostro, Niccolò Fagni

Anatomia della Musica

Neuroscienze, movimento ed esperienza motoria
Immacolata Belviso, Jacopo Junio Valerio Branca, Francesco Cappello, Ferdinando Paternostro, Gregorio Oxilia, Antonino Marcello Pilia, Youcanprint 2026

C’è un momento, nella storia della conoscenza, in cui discipline lontane smettono di parlarsi da estranee e iniziano a riconoscersi come parti di un unico sistema. È in questo spazio, ancora poco esplorato, che nasce Anatomia della Musica: un’opera che porta la musica nel corpo e il corpo nella musica, fino a renderli inseparabili.

Per lungo tempo, la musica è stata interpretata come espressione estetica, linguaggio culturale, forma d’arte capace di attraversare epoche e civiltà. L’anatomia, al contrario, ha seguito il percorso della descrizione rigorosa delle strutture, dell’analisi morfologica, della comprensione funzionale del corpo umano. Due territori solidi, ricchi, ma raramente sovrapposti in modo sistematico. Questo libro introduce una prospettiva diversa: la musica come funzione biologica integrata, radicata nella struttura stessa dell’organismo umano.

Il punto di partenza appare semplice e, proprio per questo, rivoluzionario: ogni esperienza musicale prende forma nel corpo. L’ascolto, l’esecuzione, il canto attivano simultaneamente sistemi sensoriali, motori, cognitivi ed emotivi. Il suono emerge da una catena complessa di eventi che coinvolgono la respirazione, il movimento, la postura, la memoria e la previsione. In questa visione, il corpo assume il ruolo di protagonista assoluto, luogo originario in cui la musica si organizza e acquista significato.

L’originalità dell’opera risiede nella capacità di costruire una vera e propria architettura anatomico-funzionale della musica. Ogni capitolo guida il lettore attraverso un percorso coerente e progressivo: dalle basi dell’integrazione multisensoriale fino alle dinamiche neurofisiologiche più sofisticate. Gli strumenti musicali vengono riletti alla luce delle richieste che impongono al corpo: la mano che modula le corde, il respiro che diventa sorgente sonora, il ritmo che si incarna nel movimento globale, la dissociazione digitale che rende possibile la polifonia. In questo modo, la classificazione tradizionale degli strumenti lascia spazio a una nuova mappa, costruita a partire dalle strategie corporee necessarie alla loro esecuzione.

Questa prospettiva consente di osservare fenomeni noti con uno sguardo completamente rinnovato. Il violinista appare come un sistema di coordinazione fine tra le due mani, il pianista come un modello avanzato di dissociazione bimanuale e di anticipazione visuomotoria, il percussionista come espressione pura del tempo biologico, capace di trasformare il corpo in un metronomo vivente. Il cantante, infine, rappresenta la forma più intensa di integrazione: il corpo stesso diventa strumento, in perfetta continuità tra funzione vitale ed espressione sonora.

Uno degli aspetti più affascinanti del volume riguarda la dimensione predittiva del sistema nervoso. La musica viene descritta come un atto anticipatorio: il cervello costruisce modelli interni, prevede sequenze, organizza il gesto prima ancora che il suono si manifesti. Il tempo musicale si rivela profondamente legato ai meccanismi biologici del movimento e della percezione, offrendo una chiave di lettura privilegiata per comprendere la complessità del comportamento umano.

Accanto a questa ricchezza teorica, emerge una scelta didattica di grande forza: l’assenza di immagini. Il testo invita il lettore a un coinvolgimento attivo, stimola la costruzione mentale delle strutture, favorisce un dialogo continuo con l’atlante anatomico. In un contesto culturale dominato dalla sovrabbondanza visiva, questa impostazione restituisce centralità alla parola e al pensiero, trasformando la lettura in un esercizio di consapevolezza e rigore.

Il valore di Anatomia della Musica si misura anche nella sua capacità di parlare a pubblici diversi. Lo studente di medicina trova un terreno concreto in cui osservare l’anatomia in azione; il musicista scopre la dimensione biologica del proprio gesto; il ricercatore individua un modello integrato di straordinaria complessità; il lettore appassionato entra in contatto con una nuova visione del corpo e del suono. L’opera costruisce un ponte tra saperi, mostrando come la comprensione profonda della musica passi attraverso la conoscenza del corpo che la genera.

Nel panorama editoriale contemporaneo, questo libro si colloca come una proposta autenticamente originale. Introduce un linguaggio nuovo, capace di coniugare precisione scientifica e forza evocativa, e apre un campo di riflessione destinato a sviluppi futuri in ambito didattico, clinico e artistico. La musica emerge come una delle espressioni più complete della biologia umana, una funzione che integra sistemi diversi in un’unica esperienza dinamica.

Alla fine della lettura, resta una consapevolezza chiara e profonda: ogni suono porta con sé il segno del corpo che lo ha generato. Ogni gesto musicale racconta una struttura, una funzione, una relazione. In questa prospettiva, la musica si rivela per ciò che realmente è: una forma di anatomia vivente, capace di rendere visibile, attraverso il suono, la straordinaria complessità dell’essere umano.

Coopertina del libro Anatomia della Musica

ANATOMIA DELLA MUSICA
Immacolata Belviso, Jacopo Junio Valerio Branca, Francesco Cappello, Ferdinando Paternostro, Gregorio Oxilia, Antonino Marcello Pilia
EBOOK YOUCANPRINT 2026
ISBN: 9791224074137
Pagine: 84

Dove il corpo prende forma: Anatomia del dorso e del torace

Scrivere questo libro ha significato raccontare un percorso di conoscenza costruito nel tempo, tra studio, dissezione, insegnamento e confronto continuo.
Dorso e Torace: Anatomia, Dissezione, Biomeccanica e Movimento è nato come un progetto didattico condiviso con Phisiovit, ma si è poi trasformato in qualcosa di più profondo: una narrazione anatomica capace di unire rigore, esperienza e visione.

Ho avuto il privilegio di realizzare quest’opera insieme alla Professoressa Immacolata Belviso, collega di grande competenza e sensibilità scientifica. Il suo contributo è stato essenziale nel conferire equilibrio, chiarezza e profondità al testo. La stima professionale che nutro nei suoi confronti si riflette in ogni capitolo, nel metodo condiviso e nella cura con cui abbiamo costruito l’intero percorso didattico.

L’Anatomia del dorso e del torace rappresenta uno dei cardini fondamentali per comprendere la postura, la respirazione e la protezione degli organi vitali. In questo lavoro abbiamo voluto restituire al lettore una visione integrata del tronco umano, capace di connettere forma e funzione, struttura e movimento, superficie e profondità. Il nostro intento è stato guidare chi studia attraverso un percorso coerente e progressivo, che partisse dalla cute per giungere alle strutture ossee, muscolari e viscerali, senza mai perdere il legame con la dimensione clinica e funzionale.

Il volume ha accompagnato il lettore nel percorso di studio della colonna vertebrale, analizzata nelle sue componenti ossee, articolari e legamentose, per poi approfondirne i movimenti nei diversi segmenti. La dissezione del dorso è stata descritta in modo sistematico, seguendo i piani anatomici e valorizzando ogni passaggio come momento di comprensione tridimensionale. Ampio spazio è stato dedicato alla muscolatura posteriore del tronco, organizzata in strati funzionali, e allo studio del torace, dalla parete muscolo-scheletrica alla biomeccanica respiratoria.

La trattazione degli organi toracici – mediastino, cuore e polmoni – ha completato il percorso, offrendo una base solida per la pratica clinica, riabilitativa e chirurgica. L’integrazione di contenuti multimediali e video di dissezione ha reso l’esperienza formativa ancora più immersiva, consentendo di osservare ciò che spesso resta solo immaginato.

Questo e-book ECM è stato pensato per studenti di Medicina, Fisioterapisti, Osteopati, Chinesiologi e professionisti del movimento, ma anche per tutti coloro che desiderano comprendere il corpo umano in modo profondo, strutturato e consapevole. Non si è trattato soltanto di trasmettere nozioni, ma di costruire un metodo di lettura del corpo, capace di unire osservazione, interpretazione e applicazione clinica.

Ogni pagina riflette il desiderio di comprendere il corpo come una struttura viva, dinamica e profondamente relazionale.
Dorso e Torace: Anatomia, Dissezione, Biomeccanica e Movimento non intende solo trasmettere conoscenze, ma offrire anche un metodo di lettura consapevole della forma e della funzione; un percorso pensato per accompagnare lo studio dell’Anatomia come atto di conoscenza, di responsabilità e di rispetto per la vita.

Ferdinando Paternostro, Immacolata Belviso
Dorso e Torace: Anatomia, Dissezione, Biomeccanica e Movimento
PhisioVit Srl 2025
ISBN: 9791224315339
Pagine: 141

NEURONI, SOCIETA’, INTERNET E MEDICINA

Il cervello umano è l’entità più complessa mai conosciuta. Ha la forma e le dimensioni di un cavolfiore, pesa poco meno di un kilo e mezzo, è costituito da 90-100 miliardi di neuroni, ciascuno dei quali è un raffinato dispositivo di elaborazione che si rapporta e interagisce anche con migliaia di altre cellule neuronali grazie a strutture specializzate, le sinapsi.
Ogni millimetro cubo si materia grigia cerebrale ha circa 4 Km di connessioni neuronali, che sono alla base dell’intricatissimo e affascinante “connettoma”, oggetto dei più moderni studi sull’encefalo che cercano oggi di mappare le oltre 600 trilioni di connessioni interneuronali.
Le molteplicità delle funzioni cerebrali, da quelle sensitive alle motorie, dall’apprendimento alla memoria, fino al pensiero e all’immaginazione dipendono da precise aree specializzate, costantemente collaboranti. Queste regioni specializzate costituiscono centri nevralgici all’interno di un complesso collegamento dinamico di reti diffuse, che coinvolgono turbinosamente, ma con logiche funzionali rigorose, aree differenti dell’encefalo.


Le molteplicità delle funzioni cerebrali, da quelle sensitive alle motorie, dall’apprendimento alla memoria, fino al pensiero e all’immaginazione dipendono da precise aree specializzate, costantemente collaboranti. Queste regioni specializzate costituiscono centri nevralgici all’interno di un complesso collegamento dinamico di reti diffuse, che coinvolgono turbinosamente, ma con logiche funzionali rigorose, aree differenti dell’encefalo.


Specializzazione e collaborazione sono i due termini che estrapolo da quello che ho capito negli anni sul nostro Sistema nervoso: mi piace pensare alla nostra Società come ad un insieme di neuroni-individui, specializzati ma sinergicamente collaboranti per un fine comune, che è quello del progresso e dell’evoluzione.


Non è sempre così, evidentemente e purtroppo, perché talvolta le singolarità prevalgono sulle orchestrazioni e molte “monadi” si convincono di essere detentori dell’onniscienza forse perché, non ritenendosi sufficientemente “appagati” della loro “specializzazione”, faticano a riconoscere quella altrui, ugualmente figlia di studio, di fatica, di esperienza, di approfondimento o riflessione lungamente distillata.


La Medicina, in particolare, è oggi quella parte dello scibile umano in cui tutti pretendono di poter dire la loro, non solo senza il rispetto delle competenze altrui ma anche senza quell’ “etica di società” (che poi diventa “economia di gruppo”) che accetta come naturale la ripartizione di compiti e ruoli, tutti diversamente ed ugualmente importanti.
Su Internet non ci sono ancora strumenti in grado di fare un ragionamento diagnostico (alcuni software lo fanno, ma per fortuna sono ancora gestiti da addetti ai lavori) o uno studio randomizzato, ma il passa parola mediatico riesce ad amplificare casi singoli, esperienze parcellari o fonti poco verificabili . Così, per esempio, chi sostiene, oggettivamente citando le fonti più accreditate, l’efficacia o la non efficacia di una certa terapia o pratica, ha lo stesso spazio e visibilità di chi argomenta, soggettivamente, il contrario.

Ecco perché condivido pienamente Isaac Asimov quando scriveva: “L’anti-intellettualismo è stato un costante tarlo che si è insinuato nella nostra vita politica e culturale, nutrito dall’idea sbagliata che democrazia significhi che la nostra ignoranza valga quanto l’altrui conoscenza.”

Waist-to-height ratio (WHtR )

La misura raccomandata dall’OMS per la circonferenza del girovita è di un massimo di 80 cm per le donne e 94 cm per gli uomini . Per approfondire il il valore clinico della misurazione della circonferenza vita come marker di rischio di malattia cardiovascolare questo è un articolo estremanente utile.
Chi ha una circonferenza vita superiore a 88 cm (per le donne) o a 102 cm (per gli uomini) viene considerato obeso viscerale con un rischio cardiovascolare elevato.

L’indice di massa corporea (BMI), la circonferenza vita (WC), il rapporto vita-fianchi (WHR) e il rapporto vita-altezza (WHtR) sono diverse misure utilizzate per stimare il contenuto di grasso corporeo.

Il BMI o Indice dui Massa Corporea è facile da eseguire, ma non distingue le masse magre da quelle grasse. Il WC è fortemente correlato al BMI per quanto riguarda la previsione del rischio cardiovascolare e metabolico. L’utilità clinica della misurazione del WHR è diminuita negli ultimi anni a causa della sua più debole associazione con i fattori di rischio cardiovascolare e metabolico rispetto ad altre misure di adiposità clinica. I valori di riferimento universali per BMI, WC e WHR non sono adatti a essere utilizzati in tutto il mondo e ogni parametro dovrebbe essere adattato a livello etnico. Il waist-to-height ratio (WHtR) è l’indicatore di salute che misura la circonferenza della vita divisa per l’altezza di una persona, consentendo di utilizzare un cutoff unificato e dimostrandosi efficace come le misure precedenti, se non di più (Alaa Youssef Ahmed Ahmed Baioumi, Comparing Measures of Obesity: Waist Circumference, Waist-Hip, and Waist-Height Ratios, Ronald Ross Watson 2019).

Attualmente la misura del girovita in rapporto all’altezza viene considerato il metodo più preciso ed efficace nella pratica clinica per identificare le persone a rischio obesità. Secondo il protocollo dell’OMS la circonferenza della vita dovrebbe essere misurata nel punto medio tra l’ultima costa palpabile e la sommità della cresta iliaca, utilizzando un metro a nastro resistente all’allungamento. In pratica, le misure vengono solitamente appena sopra l’ombelico.

Il risultato del rapporto tra circonferenza addominale e altezza non dovrebbe superare 0,52 negli uomini e 0,48 nelle donne.

Un’alterazione del WHtR è fattore di rischio per malattie cardio vascolari, diabete mellito tipo 2, ipertensione arteriosa, steatosi epatica, aterosclerosi e indebolimento del sistema immunitario.

Tra gli altro, questo (www.omnicalculator.com/) è un ottimo sito per il calcolo di numerosissimi parametri antropometrici.
Diffidate dell’incerto “fai-da-te” !

CI VOLEVA IL RULLO


Lavori e lavoretti domestici, fai da te e bricolage: se fatti in clima vacanziero diventano piacevoli incombenze; se devono essere poi realizzati non dentro ma sull’uscio di casa, sono una fantastica occasione di socializzazione.

Le case della Costa si ripopolano d’estate e via Rossi ti si rianima.
La Costa.. si.. Mormanno pur a 840 m ha un Faro, il quartiere Costa e perfino via Marinella.
Se gli oceani si innalzeranno ancora la nostra toponomastica è già aggiornata.

Dicevo dei lavoretti fatti fuori dal portone. Chi passa e, attivando i neuroni specchio, si immedesima in un compito piacevolmente faticoso, si sente in obbligo di salutare (è il minimo) o di fermarsi a fare due chiacchiere.


Ve ne riporto alcune, in ordine sparso.

  • Attento, stai gocciolando (premuroso).
  • La lunghezza del pennello non fa la perizia del pittore (allusivo… ma vale anche al contrario?…).
  • Anch’io sto imbiancando casa… guarda ho ancora i segni della vernice sulle braccia (partecipe).
  • Quando finisci da te vieni anche a risistemare il miei stipiti (opportunista).
  • Mi hanno portato un cesto di zucchine, te ne lascio due (generoso).
  • Hai finito? Lavori anche oggi che è domenica (sindacalista).
  • Vado a mangiare … pasta e fagioli, se vuoi sei mio gradito commesale (ospitale).
  • Quando sei venuto..e quanto resti ? (la frase più pronunciata nella settimana di ferragosto).
  • Mi piace, potresti proseguire con gli stessi colori per i portoni della strada (esperto di decoro urbano)
  • Tu sei il Dott… Ti ho visto in televisione! (multimediale).
  • Bel lavoro ma qui si riconoscono le pennellate. Ci voleva il rullo…(definitivo e… tombale).

Legamento Crociato Anteriore. Dalle basi teoriche all’approccio evidence-based: un percorso guidato dall’infortunio al ritorno allo sport



Il primo libro italiano interamente dedicato al Legamento Crociato Anteriore.

Una panoramica completa sulla valutazione e sulla riabilitazione dei pazienti con esiti di lesione del LCA, che tiene conto degli aspetti riabilitativi in assenza di chirurgia e post-chirurgici e ne illustra i fattori di rischio, l’epidemiologia, le complicanze, l’esercizio terapeutico e, infine, le modalità di ritorno allo sport e alla performance.

Onorato di aver contribuito, con il capitolo dedicato all’Anatomia del ginocchio, a questo innovativo, corposo ed essenziale volume.


Edizioni Fisio Science 2023
https://www.fisioscience.it/shop/libri/libro-crociato-anteriore/

L’imprescindibile valore dell’Anatomia Palpatoria

Le Tecniche di riconoscimento topografico attraverso la Palpazione consentono di ricostruire sul vivente il complesso delle relazioni morfologiche tra macrostrutture dell’Apparato locomotore (ossa, muscoli, articolazioni, legamenti) vasi arteriosi, venosi e nervi.


Tali Tecniche sono fondamentali per tutte le figure Sanitarie, a maggior ragione quando la loro efficacia venga dimostrata e integrata con semplici riscontri ecografici.

Per Medici, Infermieri, Fisioterapisti, Chinesiologi, Osteopati l’Anatomia Palpatoria è intrinsecamente connessa a tutta la Semeiotica Manuale e Strumentale, costituendone la base fondante.
A ciò si aggiunga il valore della profonda analogia di tali manovre con quelle che misurano il ROM (range of motion) articolare e la Forza Muscolare. Per questo la loro conoscenza con la teoria ma soprattutto attraverso la pratica, è essenziale guida all’atto  dell’Anamnesi e della Valutazione Funzionale.

Come “vedere” il Triangolo Femorale

LOWER LIMB POSTURE AND JOINT MOBILITY IN YOUNG SOCCER PLAYERS

Piergiorgio Francia, Carlo Ferri Marini, Sonia Toni, Francesco Lucertini, Ario Federici, Giulia Iannone, Ferdinando Paternostro, Barbara Piccini

https://oajournals.fupress.net/…/article/view/12105/12701

Soccer practice can induce marked changes in the lower limbs with dreaded short and long term consequences. We evaluated the possible effects of sport practice on lower limb posture and their relationships with ankle joint mobility (AJM). In 61 male Soccer players mean age 11.6±1.8 years, and in 50 Volleyball and Basketball players matched for age, sex and body mass index, lower limb posture and AJM in both plantar flexion and dorsiflexion were evaluated on the sagittal plane in the supine position using, respectively, images analysis and an inclinometer.

A multivariate analysis of variance was carried out to assess if the practice of different sports affects the leg posture (FP: angle between foot and leg) and foot posture (LP: angle between the foot and the line perpendicular to the ground). The sport practiced showed a significant multi variate effect on the lower limb posture. Soccer players showed a greater LP angle (169.2±4.3°vs 164.9±4.5°; p<0.001) and a lesser FP angle in both Basketball and Volleyball players (298.0±12.6° vs 305.6±10.9°; p<0.002). These differences were not present between the Basketball and Volleyball players. Soccer players showed a reduced AJM (127.6±15.7° vs. 138.8±21.6 p<0.002) compared to the other subjects evaluated. The AJM was found directly correlated to the FP angle (p<0.005). The results of this study indicate that young Soccer players could show an altered posture of the leg and foot and a reduced AJM. The alterations of these parameters seem to be a consequence of the sport practice.

ANATOMIA E BIOMECCANICA DELLA VENTILAZIONE

La respirazione è uno degli atti più comuni che svolgiamo quasi sempre senza rendercene conto, come lo sbattere le palpebre o il deglutire. Tutti gesti automatici che svolgiamo fuori dal controllo cosciente ma che allo stesso tempo si possono realizzare anche in forma volontaria, gestendone alcuni aspetti come la frequenza, la forza, l’ampiezza.

Questa importante funzione è affidata ad un sistema meccanico che permette di amplificare il volume del torace; in tal modo nel suo interno si crea una depressione che richiama aria dall’esterno verso l’interno.

Il polmone di per sé non è in grado di contrarsi, ma essendo collegato attraverso le pleure al torace viene trascinato da esso nel suo movimento di espansione e riempito d’aria per depressione.

Nel filmato, spero utile per Studenti, Studiosi e Appassionati, si descrive l’Anatomia e la biomeccanica della gabbia toracica e di tutti i muscoli inspiratori ed espiratori. Buona visione

#diaframma #intercostali #torace #coste #sterno #torace #biomeccanica