L’Anatomia che sorprende ancora: perché una variante rara può salvare una vita

Fagni, N.; Livi, L.; Bucciarelli, F.; Giardino, F.R.; Cuomo, R.; Paternostro, F.; Belviso, I.; Branca, J.J.V.
The Superior Trajectory of the Lingual Artery over the Hypoglossal Nerve: A Morphological Case Report and Focused Review of Neurovascular Inversion in the Carotid Triangle
J. Vasc. Dis. 20265, 4. https://doi.org/10.3390/jvd5010004

Per molti, l’Anatomia è una scienza conclusa, già interamente descritta e fissata nei manuali. Eppure, chi lavora davvero sul corpo umano, in sala operatoria o in laboratorio di dissezione, sa che l’Anatomia continua a parlare, a sorprendere, a mettere in discussione certezze apparentemente consolidate. È proprio da una di queste sorprese che nasce una recente ricerca anatomica di grande valore scientifico e clinico.

Lo studio documenta una variante estremamente rara del decorso dell’arteria linguale, che, in questo caso, incrocia superiormente il nervo ipoglosso all’interno del triangolo carotideo. Si tratta di una vera e propria inversione neurovascolare che modifica relazioni considerate classiche e affidabili nella chirurgia del collo e del pavimento orale.

Nella pratica clinica l’Anatomia non è mai un sapere teorico, ma una mappa di sicurezza. Chirurghi otorinolaringoiatri, maxillo-facciali, vascolari, plastici, radiologi interventisti e odontoiatri si affidano quotidianamente a rapporti anatomici ben definiti per orientarsi nello spazio operatorio, evitare sanguinamenti e proteggere nervi fondamentali per funzioni delicate come la parola e la deglutizione. Questa ricerca dimostra chiaramente che anche i punti di riferimento più consolidati possono, in rari casi, non essere affidabili.

In condizioni normali, l’arteria linguale decorre inferiormente al nervo ipoglosso. Nel caso descritto, invece, questa relazione è completamente invertita. Il risultato è la creazione di una zona anatomica in cui un gesto chirurgico abituale può diventare improvvisamente rischioso, esponendo il paziente a sanguinamenti inattesi, difficili da controllare, o a danni del nervo ipoglosso con possibili conseguenze sulla motilità della lingua.

Il valore dello studio non è soltanto descrittivo. Il messaggio che emerge è forte e attuale: non esiste un’Anatomia standard valida per tutti. In un’epoca in cui la chirurgia tende sempre più verso approcci mini-invasivi, transorali e robotici, con campi operatori limitati e margini di errore ridotti, la variabilità anatomica diventa un fattore critico per la sicurezza. Una variante non riconosciuta può trasformare una procedura routinaria in una complicanza evitabile.

Questa ricerca richiama l’attenzione sulla necessità di mantenere uno sguardo anatomico critico anche nell’interpretazione degli esami di imaging e di non affidarsi automaticamente a schemi prefissati. La conoscenza tridimensionale dei rapporti tra vasi, nervi e piani muscolari rimane uno strumento insostituibile per una chirurgia davvero consapevole.

Un altro elemento di grande rilievo riguarda il metodo. Questa variante non è stata individuata grazie a una sofisticata tecnologia di imaging, bensì attraverso un’accurata dissezione cadaverica, svolta in ambito didattico. È una dimostrazione concreta di come i laboratori di Anatomia non siano soltanto luoghi di formazione, ma anche spazi autentici di scoperta scientifica. La dissezione permette di cogliere rapporti sottili, contatti neurovascolari e dettagli topografici che spesso sfuggono anche alle migliori indagini radiologiche.

In definitiva, questa ricerca ci ricorda che l’Anatomia non è una disciplina statica né un sapere del passato. È una scienza viva, profondamente intrecciata con la sicurezza del paziente e la qualità dell’atto medico. Ogni variante descritta non rappresenta una semplice curiosità accademica, ma un potenziale strumento di prevenzione del rischio, un passo in più verso una medicina più attenta, consapevole e rispettosa della complessità del corpo umano.

Fagni, N.; Livi, L.; Bucciarelli, F.; Giardino, F.R.; Cuomo, R.; Paternostro, F.; Belviso, I.; Branca, J.J.V.
The Superior Trajectory of the Lingual Artery over the Hypoglossal Nerve: A Morphological Case Report and Focused Review of Neurovascular Inversion in the Carotid Triangle
J. Vasc. Dis. 20265, 4. https://doi.org/10.3390/jvd5010004

Quando l’arte apre il corpo: un miracolo, una dissezione, una lezione di Anatomia

Zucchini, E., Ribatti, D., Paternostro, F., Belviso, I., & Lippi, D. (2025).
An anatomical interpretation of Pesellino’s Miracle of St. Anthony of Padua.
Italian Journal of Anatomy and Embryology 129(2): 29-31. doi: 10.36253/ijae-16623


Ci sono opere d’arte che non si limitano a essere guardate: chiedono di essere lette. Letta è, in questo caso, la predella dipinta da Francesco di Stefano detto Pesellino, raffigurante il Miracolo del cuore dell’avaro di Sant’Antonio da Padova, oggi conservata alla Galleria degli Uffizi. Ma letta non solo con gli occhi dello storico dell’arte: con quelli dell’anatomista, del medico, dello storico della scienza.

L’articolo An anatomical interpretation of Pesellino’s Miracle of St. Anthony of Padua, pubblicato sull’Italian Journal of Anatomy and Embryology, nasce proprio da questa esigenza: restituire profondità a un’immagine che, dietro la veste agiografica, cela una rappresentazione sorprendentemente precisa di una pratica medica medievale: la dissezione anatomica.

Un miracolo che parla il linguaggio della medicina

Il racconto è noto: Sant’Antonio da Padova afferma che il cuore di un uomo avaro non si trova nel petto, ma là dove egli ha posto il suo tesoro. Il miracolo si compie quando, aperto il torace, il cuore non c’è. Pesellino sceglie però di soffermarsi non sul prodigio in sé, bensì sul gesto che lo rende visibile: l’apertura del corpo, l’ispezione della cavità toracica, lo sguardo concentrato del medico.

È qui che l’interpretazione anatomica diventa rivelatrice. Il pittore non improvvisa: mette in scena una vera e propria autopsia “testimoniale”, con figure, ruoli e posture coerenti con la prassi universitaria tardo-medievale. Il medico indossa il lucco rosso, simbolo di rango e di sapere; i presenti assistono come a una lezione; il santo, elevato sul pulpito, assume il ruolo del lector che guida e legittima l’atto conoscitivo.

Anatomia prima di Vesalio

L’articolo mostra con chiarezza come questa scena si collochi in un momento cruciale della storia dell’Anatomia: quando la dissezione è praticata, ma non ancora emancipata dal dogma dei testi antichi. Il corpo viene aperto, ma per verificare un segno, non per esplorare sistematicamente la struttura umana. È l’anatomia prima della rivoluzione vesaliana, prima che Andreas Vesalius scenda dalla cattedra e unisca in sé le figure di Lector, Ostensor e Sector (Professore, Tutor e Dissettore).

Pesellino documenta così una fase intermedia, spesso trascurata: quella in cui l’Anatomia è già visibile, già praticata, ma ancora sospesa tra l’autorità religiosa, la tradizione galenica e l’osservazione diretta nascente.

Perché questo articolo è importante

Il valore del lavoro non sta solo nell’analisi iconografica, ma anche nel metodo. Storici dell’arte, anatomisti e storici della medicina dialogano sullo stesso oggetto, mostrando come un dipinto del Quattrocento possa diventare una fonte per la storia delle pratiche mediche. È un esempio virtuoso di didattica interdisciplinare, nato anche dall’esperienza diretta delle visite museali con studenti di medicina, in cui l’opera d’arte diventa un atlante anatomico “altro”, ma non meno rigoroso.

In un’epoca in cui l’Anatomia rischia di essere percepita come pura tecnica o come immagine digitale, questo studio ci ricorda che il corpo umano è sempre stato anche un fatto culturale, simbolico, narrativo. E che talvolta, per capire davvero la storia della medicina, bisogna tornare davanti a un dipinto e chiedersi non solo che cosa rappresenta, ma anche come e perché lo rappresenta così.

Un cuore mancante, un torace aperto, uno sguardo medico concentrato: nel silenzio della tavola di Pesellino, l’Anatomia comincia già a parlare.

L’Anatomia del Tempo: quando il corpo diventa storia

di Immacolata Belviso, Ferdinando Paternostro, Dario Saguto, Anna Venzi, Giorgio Zinno

L’Anatomia del Tempo propone un cambio di prospettiva nel modo di osservare e studiare il corpo umano.
Non si tratta di un atlante tradizionale, né di un manuale di anatomia descrittiva in senso classico, ma di un’opera che pone una domanda radicale: che cosa accade se il corpo viene letto non come una forma statica, ma come un processo che si sviluppa, si adatta e conserva memoria nel tempo?

Per secoli l’anatomia ha privilegiato la descrizione della struttura “normale”, isolata dal suo divenire. Questo approccio ha prodotto una conoscenza rigorosa, ma ha spesso lasciato in ombra una dimensione essenziale della biologia: il tempo. I tessuti non sono entità immutabili; cambiano in risposta a carichi, posture, funzioni, ormoni, infiammazione, malattia e condizioni ambientali. Ogni organo attraversa il tempo secondo modalità proprie, spesso disallineate rispetto all’età cronologica dell’individuo.

Il testo esplora questa complessità attraversando il corpo umano: dagli apparati e dai sistemi, dall’osso al sistema nervoso, dal muscolo alla fascia, dagli organi interni alla cute, fino al dolore e ai biomarcatori dell’età biologica. L’invecchiamento non è descritto come un declino lineare e uniforme, bensì come un processo discontinuo, caratterizzato da adattamenti, compensazioni e soglie. In questa prospettiva, il corpo non “consuma” semplicemente il tempo, ma lo integra nella propria struttura.

Un asse centrale dell’opera è la distinzione tra età cronologica ed età biologica. Il libro mostra come non esista un’unica età del corpo, ma una pluralità di età tissutali: un sistema può conservare una notevole capacità adattativa mentre un altro ha già ridotto la propria riserva funzionale. Questa asincronia è uno dei tratti più caratteristici del corpo umano e rappresenta una chiave di lettura fondamentale per comprendere la variabilità individuale, la fragilità tardiva e la comparsa di sintomi.

Particolare attenzione è dedicata alle fasi della vita. Il neonato non è considerato un adulto incompleto, bensì un organismo con una geometria e una distribuzione degli organi coerenti con esigenze funzionali specifiche. Allo stesso modo, l’adolescenza, la maturità, la gravidanza, la menopausa e la senescenza vengono lette come fasi biologiche dotate di una propria logica anatomica.

L’opera integra anatomia macroscopica, istologia, fisiologia e biologia dell’invecchiamento, mantenendo uno stile discorsivo e riflessivo che rende il testo accessibile anche oltre l’ambito strettamente specialistico. L’Anatomia del Tempo si rivolge a chi studia, insegna o cura il corpo umano, ma anche a chi desidera comprenderlo in modo meno semplificato e più fedele alla realtà biologica.

In un panorama editoriale dominato da descrizioni statiche, questo libro propone un’Anatomia che accetta il cambiamento come regola e non come eccezione. Studiare il corpo, includendo il tempo, significa riconoscere che ogni struttura è il frutto di una storia. Ed è proprio questa storia che l’opera invita a leggere.

Anatomia del Tempo

Immacolata Belviso, Ferdinando Paternostro, Dario Saguto, Anna Venzi, Giorgio Zinno
YOUCANPRINT 2026 Ebook (pdf)
ISBN: 9791224057987

Dove il corpo prende forma: Anatomia del dorso e del torace

Scrivere questo libro ha significato raccontare un percorso di conoscenza costruito nel tempo, tra studio, dissezione, insegnamento e confronto continuo.
Dorso e Torace: Anatomia, Dissezione, Biomeccanica e Movimento è nato come un progetto didattico condiviso con Phisiovit, ma si è poi trasformato in qualcosa di più profondo: una narrazione anatomica capace di unire rigore, esperienza e visione.

Ho avuto il privilegio di realizzare quest’opera insieme alla Professoressa Immacolata Belviso, collega di grande competenza e sensibilità scientifica. Il suo contributo è stato essenziale nel conferire equilibrio, chiarezza e profondità al testo. La stima professionale che nutro nei suoi confronti si riflette in ogni capitolo, nel metodo condiviso e nella cura con cui abbiamo costruito l’intero percorso didattico.

L’Anatomia del dorso e del torace rappresenta uno dei cardini fondamentali per comprendere la postura, la respirazione e la protezione degli organi vitali. In questo lavoro abbiamo voluto restituire al lettore una visione integrata del tronco umano, capace di connettere forma e funzione, struttura e movimento, superficie e profondità. Il nostro intento è stato guidare chi studia attraverso un percorso coerente e progressivo, che partisse dalla cute per giungere alle strutture ossee, muscolari e viscerali, senza mai perdere il legame con la dimensione clinica e funzionale.

Il volume ha accompagnato il lettore nel percorso di studio della colonna vertebrale, analizzata nelle sue componenti ossee, articolari e legamentose, per poi approfondirne i movimenti nei diversi segmenti. La dissezione del dorso è stata descritta in modo sistematico, seguendo i piani anatomici e valorizzando ogni passaggio come momento di comprensione tridimensionale. Ampio spazio è stato dedicato alla muscolatura posteriore del tronco, organizzata in strati funzionali, e allo studio del torace, dalla parete muscolo-scheletrica alla biomeccanica respiratoria.

La trattazione degli organi toracici – mediastino, cuore e polmoni – ha completato il percorso, offrendo una base solida per la pratica clinica, riabilitativa e chirurgica. L’integrazione di contenuti multimediali e video di dissezione ha reso l’esperienza formativa ancora più immersiva, consentendo di osservare ciò che spesso resta solo immaginato.

Questo e-book ECM è stato pensato per studenti di Medicina, Fisioterapisti, Osteopati, Chinesiologi e professionisti del movimento, ma anche per tutti coloro che desiderano comprendere il corpo umano in modo profondo, strutturato e consapevole. Non si è trattato soltanto di trasmettere nozioni, ma di costruire un metodo di lettura del corpo, capace di unire osservazione, interpretazione e applicazione clinica.

Ogni pagina riflette il desiderio di comprendere il corpo come una struttura viva, dinamica e profondamente relazionale.
Dorso e Torace: Anatomia, Dissezione, Biomeccanica e Movimento non intende solo trasmettere conoscenze, ma offrire anche un metodo di lettura consapevole della forma e della funzione; un percorso pensato per accompagnare lo studio dell’Anatomia come atto di conoscenza, di responsabilità e di rispetto per la vita.

Ferdinando Paternostro, Immacolata Belviso
Dorso e Torace: Anatomia, Dissezione, Biomeccanica e Movimento
PhisioVit Srl 2025
ISBN: 9791224315339
Pagine: 141

Il corpo umano come l’Universo: la sorprendente architettura frattale della vita

Dalle galassie ai vasi sanguigni, dalle nebulose agli alveoli polmonari: la stessa geometria governa il cosmo e il nostro corpo. È la geometria frattale, una firma nascosta dell’organizzazione della natura.

Quando osserviamo il cielo stellato, vediamo un ordine che nasce dal caos: galassie che si ripetono in strutture sempre più grandi, filamenti cosmici che si intrecciano come una gigantesca ragnatela. Ma lo stesso tipo di organizzazione esiste anche dentro di noi. Il corpo umano, a ogni livello — macroscopico, microscopico e molecolare — obbedisce alle stesse leggi di autosimilarità e di complessità organizzata che regolano l’Universo.

Questa legge ha un nome: frattalità.

Che cos’è un frattale?

Un frattale è una struttura geometrica che ripete la propria forma su scale diverse. In altre parole, osservando un frattale da lontano o da vicino, ritroviamo lo stesso schema. Una costa marina, una felce, una nuvola, una galassia: tutte queste strutture appaiono irregolari, ma seguono regole matematiche precise.

Nel 1975 il matematico Benoît Mandelbrot dimostrò che la natura non ama le forme perfettamente euclidee (sfere, cubi, cilindri), bensì quelle frattali, capaci di ottimizzare lo spazio, gli scambi energetici e la resistenza meccanica.

Ed è proprio questa geometria che ritroviamo nel corpo umano.

Il corpo umano: una perfetta macchina frattale

1. Sistema vascolare: il fiume dentro di noi

Le arterie si ramificano in arteriole, che a loro volta si ramificano in capillari, con una struttura che si ripete sempre uguale. Questo permette di:

  • Massimizzare la superficie di scambio.
  • Ridurre il consumo energetico del cuore.
  • Distribuire uniformemente ossigeno e nutrienti.

È lo stesso principio con cui un grande fiume si divide in affluenti sempre più piccoli, oppure con cui i filamenti dell’Universo trasportano materia tra le galassie.

2. Alberi respiratori e alveoli: l’aria come una galassia

I bronchi si dividono in bronchioli, che a loro volta si dividono in dotti alveolari, fino agli alveoli: minuscole “stelle” biologiche dove avviene lo scambio gassoso.

Se gli alveoli fossero disposti in modo regolare, non basterebbero mai a garantire l’ossigenazione. Grazie alla struttura frattale, invece:

  • La superficie respiratoria dell’uomo è compresa tra 70 e 100 m².
  • Il flusso dell’aria resta efficiente anche a bassi volumi.

Un’espansione cosmica in miniatura.

3. Sistema nervoso: una rete come l’Universo

I neuroni si ramificano con dendriti sempre più piccoli, secondo un’architettura frattale che consente:

  • Massima connettività con minimo volume.
  • Velocità di trasmissione ottimizzata.
  • Grande resilienza ai danni localizzati.

La rete neuronale ricorda sorprendentemente la struttura a filamenti del cosmo, in cui vuoti e nodi si alternano in un equilibrio dinamico.

4. Ossa e muscoli: frattali anche nella biomeccanica

Non solo vasi e nervi: anche osso e muscolo sono frattali.

  • La trabecolatura ossea segue linee di forza che si ripetono a diverse scale.
  • I fascicoli muscolari si organizzano in unità autosimili che conferiscono forza, elasticità e precisione.

Dal punto di vista biomeccanico, questa geometria consente:

  • Distribuzione uniforme dei carichi.
  • Assorbimento ottimale degli stress.
  • Adattamento continuo agli stimoli meccanici.

È la stessa logica con cui le galassie distribuiscono masse enormi mantenendo la stabilità.

A conferma scientifica di questa visione, una recente e autorevole revisione pubblicata su Clinical Anatomy da Belviso, Branca, Guarnieri, Morelli, Pacini, Della Posta, Ribatti e Paternostro (2025, DOI: 10.1002/ca.70052) ha dimostrato che l’organizzazione frattale è una caratteristica costante di numerosi organi umani — dai polmoni al cuore, dal cervello ai reni, dal fegato alla pelle. Analizzando decenni di letteratura internazionale, gli autori mostrano che la “dimensione frattale” non è solo una curiosità matematica, ma un vero indicatore quantitativo di funzione e malattia: per esempio, nei polmoni è collegata alla gravità dell’ostruzione respiratoria, nei vasi della retina riflette lo stato della microcircolazione sistemica, nel cervello è associata alle capacità cognitive e alla progressione delle malattie neurodegenerative, mentre nell’intestino diminuisce nei processi infiammatori e tumorali. Grazie alle moderne tecniche di imaging e di analisi computazionale, la frattalità emerge oggi come un nuovo linguaggio per descrivere in modo oggettivo la complessità anatomica, aprendo scenari concreti per la diagnosi, il monitoraggio clinico e la medicina del futuro.

Il principio universale: massima efficienza con minimo dispendio

Il frattale non è solo una “forma bella”: è una soluzione funzionale. In biologia esso serve a:

  • Ridurre il consumo energetico.
  • Aumentare la superficie di scambio.
  • Garantire ridondanza e sicurezza.
  • Favorire l’adattamento e la riparazione.

Lo stesso principio governa:

  • Le leggi dell’idrodinamica nei fiumi.
  • I flussi magnetici solari.
  • La distribuzione della materia nell’Universo.

Il corpo umano, dunque, non è un’eccezione alla legge cosmica: ne è una raffinata espressione.

Frattali e malattia: quando l’ordine si spezza

Oggi la medicina studia la frattalità anche come biomarker diagnostico:

  • La perdita di frattalità nel battito cardiaco è indice di scompenso.
  • L’alterazione frattale del tessuto polmonare indica fibrosi.
  • Nei tumori, il grado di crescita frattale correla con l’aggressività.

La salute, in fondo, è un’armonia frattale. La malattia è una rottura dell’autosimilarità.

Un essere umano fatto della stessa geometria delle stelle

L’idea più affascinante è questa:
non siamo separati dall’Universo. Ne siamo una piccola replica geometrica.

Le stesse leggi matematiche che organizzano:

  • Ammassi di galassie,
  • Nuvole cosmiche,
  • Filamenti di materia oscura,

organizzano anche:

  • I nostri polmoni,
  • Il nostro cuore,
  • Il nostro cervello.

Ogni respiro è una piccola espansione cosmica. Ogni impulso nervoso è un viaggio attraverso una galassia invisibile.

L’uomo, un frattale vivente dell’Universo

Il corpo umano non è una somma di organi, ma una struttura frattale dinamica, in cui ogni parte riflette il tutto. La moderna anatomia, integrata con la biomeccanica, la fisiologia e la matematica, ci mostra che siamo costruiti secondo le stesse leggi che governano le stelle.

Studiare la frattalità significa quindi non solo capire meglio la medicina, ma anche riscoprire il nostro posto nel cosmo: non come spettatori dell’Universo, ma come una sua intima, straordinaria ripetizione.

La Scienza del Suono Umano: perché “Anatomia della Voce” è il libro che mancava

Anatomia della Voce (Struttura, Funzione e Neurobiologia del Linguaggio) non è un semplice manuale, ma un’opera che restituisce alla voce umana la complessità e la dignità di un fenomeno biologico, culturale e identitario.

Fin dalle prime pagine è chiaro che non ci troviamo di fronte a un trattato tecnico. La voce viene presentata come una vibrazione incarnata, un ponte tra corpo e mente, tra respiro e pensiero. La laringe non è soltanto un organo, ma una struttura dinamica capace di trasformare l’aria in significato. È un modo nuovo di raccontare un sistema antico e di farci vedere ciò che normalmente diamo per scontato.

Una scelta pedagogica: niente immagini

In un’epoca dominata dall’immagine, sorprende la decisione degli autori di non includere illustrazioni. Una scelta radicale che invita chi legge a riattivare la propria capacità di immaginare, orientarsi, ricostruire mentalmente lo spazio anatomico.
Questo approccio, lontano dalla passività visiva, rimette al centro l’intelligenza del lettore e la relazione viva tra testo e atlante.

Un’opera che tiene insieme tutto ciò che la scienza spesso separa

La forza del libro sta nella sua struttura enciclopedica ma leggibile:

  • L’Anatomia della laringe viene descritta con precisione millimetrica, dalle cartilagini alle pliche vocali;
  • la Biomeccanica della fonazione si intreccia con la fisiologia del respiro;
  • le Neuroscienze del linguaggio mostrano una rete di controllo molto più complessa del vecchio modello “area di Broca–area di Wernicke”;
  • la Clinica vocale viene presentata come un campo integrato, dove Anatomia, risonanza, postura e funzione si influenzano reciprocamente;
  • la Voce, infine, diventa un fenomeno psicofisiologico profondo, un luogo dove emozione, identità e cultura si esprimono.

Questo incrocio disciplinare crea un racconto unitario, in cui il corpo fonatore è descritto non a pezzi, ma come un unico gesto complesso che attraversa muscoli, nervi, respiro, percezione, intenzione.

La voce come territorio culturale

Uno dei meriti più notevoli del libro è la sua capacità di far emergere la voce al di là del perimetro medico.
La voce viene letta come segno evolutivo, come strumento di relazione, come espressione emotiva e persino come “impronta sonora” della nostra identità. È un fenomeno anatomico, sì, ma è anche un frammento di antropologia, di psicologia, di linguistica e d’arte.

Questa visione ampia dà al testo un respiro raro nei manuali scientifici: è un libro che rispetta la complessità del corpo e, al tempo stesso, quella dell’essere umano che quel corpo abita.

Chi dovrebbe leggerlo

Chi usa la voce per professione – cantanti, attori, logopedisti, insegnanti, terapeuti – troverà un quadro chiaro, completo e moderno.
Chi la studia – studenti di medicina, di neuroscienze, di scienze della comunicazione – scoprirà un modello integrato che supera i vecchi schemi.
E chi semplicemente vuole capire come nasce ciò che ci rende presenti nel mondo potrà finalmente leggere un testo che unisce rigore e profondità.

Anatomia della Voce è un’opera importante: colta, necessaria, capace di tenere insieme scienza e vita.
È un libro che mancava, ed è destinato a diventare un riferimento non solo per chi lavora con la voce, ma per chiunque voglia comprenderla davvero.



ANATOMIA DELLA VOCE. Struttura, Funzione e Neurobiologia del Linguaggio.

Immacolata Belviso, Jacopo Junio Valerio Branca, Glauco Cristofaro, Niccolò Fagni, Giulia Guarnieri, Giulia Mezzadimi, Ferdinando Paternostro, Francesco Potenza
ISBN: 9791224044468
EBOOK YOUCANPRINT 2025

LA VOCE

IL CERVELLO CHE MUOVE E CHE SENTE

Un viaggio nel sistema nervoso tra scienza, coscienza e meraviglia

C’è un momento, nella vita di ogni studente di medicina o di chiunque si avvicini all’Anatomia, in cui il cervello smette di essere un organo e diventa un universo. Il cervello che muove e che sente è la guida perfetta per attraversarlo.
Scritto con rigore accademico ma con una voce  narrativa, questo volume conduce il lettore lungo le vie nervose che uniscono moto e sensibilità, le autostrade invisibili che fanno di ogni gesto e di ogni percezione un atto di pensiero incarnato.

Dalle decussazioni delle vie piramidali alla plasticità sinaptica, dalla propriocezione al dolore, fino ai neuroni specchio e al sistema limbico, il testo non è solo un compendio di neuroanatomia ma una vera mappa del rapporto tra corpo e mente.
La scrittura appassionata evita il tono arido dei manuali e restituisce al linguaggio anatomico una dimensione poetica e profondamente umana. Gli autori invitano a non “guardare” soltanto il cervello, ma a pensarlo come un sistema vivo di relazioni, dove ogni fibra racconta una storia di integrazione e di adattamento.

Originale e coraggiosa la scelta didattica di rinunciare alle immagini: il lettore è spinto a costruire nella mente le proprie rappresentazioni, intrecciando parola e immaginazione, descrizione e atlante. In un’epoca di ipervisualizzazione, questo approccio restituisce al testo scritto la sua funzione più nobile: educare al pensiero profondo, non alla semplice osservazione.

È un libro che parla a chi, mosso da curiosità e meraviglia, desidera capire come il cervello traduca in movimento la volontà, e in emozione la percezione.
Ogni pagina trasmette la sensazione che studiare anatomia sia, prima di tutto, un atto d’amore per la complessità del corpo umano.

IL CERVELLO CHE MUOVE E CHE SENTE
Immacolata Belviso, Jacopo Junio Valerio Branca, Alberto Cacciola, Giulia Guarnieri, Ferdinando Paternostro
YOUCANPRINT 2025 E-book (pdf)
ISBN: 9791224034728 Pagine: 132

IL COLLO

Anatomia topografica, Clinica e Chirurgica della regione cervicale

Il collo è un territorio sospeso, un ponte fragile e possente al tempo stesso. È il tratto che unisce la testa al corpo, il cervello al cuore, il respiro alla voce. In esso confluiscono funzioni vitali e segni identitari: qui passano le arterie che irrorano il pensiero, le vene che restituiscono al cuore il sangue ossigenato, i nervi che modulano parola e movimento, gli organi che custodiscono il respiro e il canto. Il collo non è dunque soltanto una regione anatomica: è un crocevia di vita, dove il ritmo del battito e quello della parola si incontrano.

Raccontare il collo significa entrare in un labirinto di piani, fasce e logge, apparentemente complesso ma governato da un ordine nascosto. Questo volume si propone come guida in tale viaggio, adottando uno sguardo topografico e clinico insieme. La descrizione procede dall’esterno all’interno: dalla superficie palpabile, con i suoi reperi ossei e muscolari, fino alle profondità invisibili, dove gli spazi fasciali nascondono percorsi segreti di diffusione patologica. Ogni strato è descritto con attenzione al dettaglio anatomico ma anche alle sue implicazioni pratiche, chirurgiche e radiologiche.

La chirurgia trova qui una mappa sicura: dai piani per una tracheotomia alle dissezioni linfonodali in oncologia testa-collo, dagli accessi vascolari per le endoarteriectomie alle delicate operazioni sulla tiroide e sulle paratiroidi. La radiologia aggiunge un linguaggio complementare: ecografia, TAC e RMN vengono presentate come strumenti di lettura in vivo degli stessi piani anatomici descritti in sala settoria.
Ne emerge un vero e proprio atlante narrato, capace di accompagnare il lettore dal tavolo anatomico allo schermo radiologico, senza soluzione di continuità.

Accanto alla precisione scientifica, il testo conserva un respiro più ampio. L’anatomia del collo non è solo una mappa di strutture: è anche la chiave per comprendere il valore umano di una regione che porta in sé voce, respiro, sguardo e identità. Ogni fascia che avvolge, ogni muscolo che sostiene, ogni nervo che innerva è parte di una sinfonia sottile, che rende possibile la parola, il canto, il gesto di voltare la testa verso l’altro.

Il libro è pensato per studenti e professionisti ma anche per chiunque desideri comprendere in profondità una delle regioni più delicate e affascinanti del corpo umano. È un invito a guardare il collo con occhi nuovi: non solo come sede di patologie e di gesti operatori, ma come luogo dell’incontro tra Anatomia e umanità, tra funzione e significato.

IL COLLO
Immacolata Belviso, Niccolò Fagni, Marco Mandalà, Ferdinando Paternostro
YOUCANPRINT 2025 E-book (pdf)
ISBN: 9791224029083
https://store.youcanprint.it/il-collo/b/8de137e9-9851-5424-9f14-1a1ad407eefd

Il Pene: un viaggio sorprendente tra corpo e immaginario

Il pene è uno degli organi più studiati e al tempo stesso più fraintesi del corpo. Apparentemente semplice nella forma, racchiude in realtà una complessità strutturale e funzionale che ha consentito alla specie umana di perpetuarsi e, al contempo, di costruire un immaginario simbolico senza pari. La sua funzione primaria – permettere la riproduzione attraverso il coito – è inscindibile dalla possibilità di trasmettere la vita, rendendolo protagonista assoluto di un processo biologico universale.
Ma il pene non è solo strumento della procreazione: è anche organo dell’escrezione urinaria, sede di meccanismi neurovascolari finemente orchestrati e bersaglio di patologie che spaziano dalle malformazioni congenite alle disfunzioni acquisite, fino alle neoplasie.
A queste dimensioni fisiologiche e cliniche si affianca un’altra, non meno potente: il valore culturale. Nessun altro elemento anatomico ha ispirato, turbato e affascinato così a lungo la mente umana. Dal culto fallico delle civiltà antiche alle rappresentazioni idealizzate dell’arte classica, fino alle tensioni iconografiche della modernità, il pene ha attraversato millenni come simbolo di virilità, forza e fertilità.

Un organo, dunque, complesso crocevia di biologia, simbolismo e cultura: questo è il punto di partenza dell’ e-book Il Pene. Anatomia, mito, scienza, arte e cultura (Youcanprint, 2025), firmato da Immacolata Belviso, Raffaele Pastore, Ferdinando Paternostro, Maria Paternostro e Andrea Romano.

Il libro affronta il pene nella sua interezza: struttura anatomica e fisiologia, patologie e chirurgia, ma anche storia delle idee, rappresentazioni artistiche e linguaggi popolari. Un approccio multidisciplinare che unisce la precisione della scienza alla libertà dell’immaginario collettivo.

Dalla spermatogenesi alla dinamica dell’erezione, dalla disfunzione erettile ai tumori, passando per la circoncisione, i trapianti e le questioni di bioetica, il testo guida il lettore attraverso un percorso che non si limita alla medicina. Ampio spazio è infatti dedicato al simbolismo antico, all’arte rinascimentale, alla cultura popolare e persino ai cento modi di dire “pene” nella tradizione italiana.

Gli autori hanno scelto una didattica particolare: quasi totale assenza di immagini, per stimolare lo studio parallelo con atlanti anatomici e sviluppare così un atteggiamento critico e attivo. Una sfida contro l’ipervisualizzazione contemporanea, che restituisce valore al testo scritto e invita a un dialogo più profondo con la conoscenza.

Il Pene si rivolge non solo a studenti e professionisti della salute, ma anche a chiunque voglia comprendere come un organo biologico sia diventato, nei secoli, potente icona sociale, artistica e culturale.

Un’opera capace di intrecciare medicina e umanesimo, scienza e mito, clinica e filosofia, restituendo al lettore una visione completa di uno dei temi più affascinanti e controversi dell’esperienza umana.

Gli Autori

Immacolata Belviso
Professoressa Associata di Anatomia Umana, Università Telematica Pegaso
Raffaele Pastore
Ricercatore, Università del Molise, Campobasso
Ferdinando Paternostro
Professore Associato di Anatomia Umana, Università degli Studi di Firenze
Maria Paternostro
Giornalista, Direttore Informacittà Firenze
Andrea Romano
Specializzando in Urologia, Università degli Studi di Firenze

IL PENE. ANATOMIA, MITO, SCIENZA, ARTE E CULTURA
ISBN | 9791224030140 Prima edizione digitale: 2025
https://store.youcanprint.it/il-pene-anatomia-mito-scienza-arte-e-cultura/b/ba9fb6b2-b5b3-5297-a126-4d0f561ed334

ANATOMIA per le Scienze Motorie …(ma non solo)

F. Bucchieri – G. Gobbi – G. Musumeci, et al., F. Paternostro
ISBN: 9788836232161 EDISES 2025

Questa nuova edizione rappresenta l’evoluzione del volume Anatomia dell’Apparato Locomotore, curato da Felicia Farina, e si propone come strumento di studio aggiornato e completo per gli studenti delle scienze motorie e per chi si occupa professionalmente di movimento e riabilitazione.

A differenza del testo originario, che limitava l’analisi all’apparato locomotore, questa versione estende la trattazione a tutti gli apparati e sistemi del corpo umano, integrando costantemente la dimensione funzionale e pratica. L’Anatomia non è quindi presentata come semplice descrizione morfologica, ma come base indispensabile per comprendere il movimento, l’attività fisica e la performance.

La prima parte del volume conserva l’impianto sistematico dedicato all’apparato locomotore, mentre la principale innovazione è costituita dall’inserimento di capitoli dedicati alla Biomeccanica e agli altri apparati corporei, con particolare attenzione ai risvolti motori e clinici. In questo contesto, ho contribuito alla stesura del capitolo sulla Biomeccanica e dell’approfondimento relativo all’arto superiore, ambiti fondamentali per il legame tra teoria anatomica e applicazione pratica.

L’apparato iconografico, già punto di forza dell’opera originale, è stato arricchito con nuove illustrazioni pensate per facilitare la comprensione immediata delle strutture e dei rapporti funzionali.

Si tratta quindi di un testo utile non solo per gli studenti di Scienze motorie, ma anche per i Fisioterapisti, che troveranno in queste pagine un supporto concreto alla loro formazione e pratica professionale.

Felice ed orgoglioso di aver contribuito alla realizzazione di questa Opera insieme a tanti, stimatissimi Colleghi.

ANATOMIA PER LE SCIENZE MOTORIE
F. Bucchieri – G. Gobbi – G. Musumeci, et al., F. Paternostro
ISBN: 9788836232161 EDISES 2025
https://www.edises.it/default/f-bucchieri-anatomia-per-le-scienze-motorie-i-ed.html