ANATOMIA … Fotografica e per Tutti… a VARESE!

Lo scorso 19 gennaio sono stato ospite del Dipartimento di Medicina dell’Università Insubria di Varese.
L’occasione era l’inaugurazione di una mostra permanente realizzata con una serie di splendide fotografie dell’Amico Dott. Carlo Benedini.
Carlo, mosso da comune passione per l’Anatomia, ha avuto la pazienza di seguirmi in numerose dissezioni svolte presso ICLO, Verona (Anatomy Lab), durante le quali ha realizzato un numero infinito di bellissimi scatti. Da questa immensa mole di immagini ha distillato quelle più significative, che sono diventate prima la colonna portante di una pagina Instagram di successo (Anatomia Fotografica), la mostra di Varese e infine un volume di oltre duecentoquaranta tavole commentate che uscirà, con la prefazione del Prof. Alessandro Palazzolo, per i tipi di Piccin.

Voglio di cuore ringraziare la Prof.ssa Marina Protasoni, appassionata Docente e fine Anatomista, che ha voluto fortemente l’esposizione e ha organizzato la giornata di presentazione della stessa.

Grazie al Prof. Giulio Carcano, Direttore DIMIT (Dipartimento di Medicina e Innovazione Tecnologica) e al Prof. Alberto Passi, Presidente della Scuola di Medicina, ai Colleghi presenti, Prof. ssa Marcella Reguzzoni, il Prof. Pier Antonio Zecca. Grazie ai numerosi, attenti e partecipi Studenti del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, ai quali ho raccontato di come l’evoluzione ha modellato il nostro corpo e in particolare Sistema Nervoso Centrale.
Il titolo della relazione era “L’uomo è un animale addomesticato?” La risposta è “sì…” ma se volete sapere da chi venite a scoprirlo ai prossimi appuntamenti con Anatomia per Tutti!

NEURONI, SOCIETA’, INTERNET E MEDICINA

Il cervello umano è l’entità più complessa mai conosciuta. Ha la forma e le dimensioni di un cavolfiore, pesa poco meno di un kilo e mezzo, è costituito da 90-100 miliardi di neuroni, ciascuno dei quali è un raffinato dispositivo di elaborazione che si rapporta e interagisce anche con migliaia di altre cellule neuronali grazie a strutture specializzate, le sinapsi.
Ogni millimetro cubo si materia grigia cerebrale ha circa 4 Km di connessioni neuronali, che sono alla base dell’intricatissimo e affascinante “connettoma”, oggetto dei più moderni studi sull’encefalo che cercano oggi di mappare le oltre 600 trilioni di connessioni interneuronali.
Le molteplicità delle funzioni cerebrali, da quelle sensitive alle motorie, dall’apprendimento alla memoria, fino al pensiero e all’immaginazione dipendono da precise aree specializzate, costantemente collaboranti. Queste regioni specializzate costituiscono centri nevralgici all’interno di un complesso collegamento dinamico di reti diffuse, che coinvolgono turbinosamente, ma con logiche funzionali rigorose, aree differenti dell’encefalo.


Le molteplicità delle funzioni cerebrali, da quelle sensitive alle motorie, dall’apprendimento alla memoria, fino al pensiero e all’immaginazione dipendono da precise aree specializzate, costantemente collaboranti. Queste regioni specializzate costituiscono centri nevralgici all’interno di un complesso collegamento dinamico di reti diffuse, che coinvolgono turbinosamente, ma con logiche funzionali rigorose, aree differenti dell’encefalo.


Specializzazione e collaborazione sono i due termini che estrapolo da quello che ho capito negli anni sul nostro Sistema nervoso: mi piace pensare alla nostra Società come ad un insieme di neuroni-individui, specializzati ma sinergicamente collaboranti per un fine comune, che è quello del progresso e dell’evoluzione.


Non è sempre così, evidentemente e purtroppo, perché talvolta le singolarità prevalgono sulle orchestrazioni e molte “monadi” si convincono di essere detentori dell’onniscienza forse perché, non ritenendosi sufficientemente “appagati” della loro “specializzazione”, faticano a riconoscere quella altrui, ugualmente figlia di studio, di fatica, di esperienza, di approfondimento o riflessione lungamente distillata.


La Medicina, in particolare, è oggi quella parte dello scibile umano in cui tutti pretendono di poter dire la loro, non solo senza il rispetto delle competenze altrui ma anche senza quell’ “etica di società” (che poi diventa “economia di gruppo”) che accetta come naturale la ripartizione di compiti e ruoli, tutti diversamente ed ugualmente importanti.
Su Internet non ci sono ancora strumenti in grado di fare un ragionamento diagnostico (alcuni software lo fanno, ma per fortuna sono ancora gestiti da addetti ai lavori) o uno studio randomizzato, ma il passa parola mediatico riesce ad amplificare casi singoli, esperienze parcellari o fonti poco verificabili . Così, per esempio, chi sostiene, oggettivamente citando le fonti più accreditate, l’efficacia o la non efficacia di una certa terapia o pratica, ha lo stesso spazio e visibilità di chi argomenta, soggettivamente, il contrario.

Ecco perché condivido pienamente Isaac Asimov quando scriveva: “L’anti-intellettualismo è stato un costante tarlo che si è insinuato nella nostra vita politica e culturale, nutrito dall’idea sbagliata che democrazia significhi che la nostra ignoranza valga quanto l’altrui conoscenza.”

ENERGIE E CORRENTI…


Pensieri, battiti di cuore e relazioni tra le cellule.

Mentre viviamo siamo energia, costantemente.
Che si allontana nello spazio e sfugge da noi alla velocità che ha l’energia, ovvero a quella della luce.
Quanti anni fa siete nati? 20, 40, 60 anni fa?
C’è un punto dallo spazio a 20, 40, 60 anni luce dalla Terra dove adesso il cuore sta dando il primo sangue ai polmoni e il fiato lancia il primo vagito. Il cervello è dapprima spaventato dal ritrovarsi in un posto sconosciuto e poi consolato dall’odore, dalla voce e dal battito della madre.

Il mio primo giorno di scuola materna lo stanno vedendo dal Alfa Centauri, con la mano di papà che mi accompagnava, dalla Stella di Barnard stanno guardando le mie fatiche dell’imparare a leggere, scrivere e far di conto.
Dal Cigno si stanno crogiolando del mio primo amore e aspettano con ansia il primo bacio.
Su Altair sono arrivati gli anni dell’Università, le giornate sui libri e le sere con gli amici…

Allora ogni tempo viaggia nello spazio e Noi, io e te, che oramai quaggiù ci siamo persi, in qualche punto dell’Universo che non sappiamo neppure immaginare ci siamo appena conosciuti, ci stiamo abbracciando e ci stiamo cercando. Ancora.

CLOSE TO YOU

E’ dall’inizio che questa non mi è sembrata una serata normale: i due sassofonisti sono arrivati in teatro in perfetto orario e Paolo, il batterista, per la prima volta nella sua vita, è in scena con la cravatta annodata.
La sala è finalmente gremita e sul palco non c’è neanche più lo spiffero dell’altro ieri, anzi… fa quasi caldo.

Mentre canto la mente si svuota…meglio, se penso mi scordo le parole… la prossima è “Close to you”: due giri di batteria, poi entra il piano ed basso “Why do birds suddenly appear, ev’ry time you are near?”… il cuore pulsa sincrono al rullante. “That is why all the boys in town follow you all around. Just like me , they long to be close to you”.
Ecco la pausa, l’orchestra tace all’unisono, due battute a vuoto, anche la batteria si ferma e con lei…(cosa mi succede) i miei battiti!
Il tempo i m p r o v v i s a m e n t e s i d i l a t a.
E’ notte e giorno; inverno ed estate; sono bambino e vecchio, bianco e nero, uno e tanti, uomo e donna. Davanti a me il Maestro, immobile; la bacchetta vuole scendere, disegnare il gesto ma resta lì, ferma a mezz’aria…

Non ho paura .. sembra la fine ma tutto è così… profumato, armonioso…. tutto al posto giusto.
MI – FA, la tromba, poi la ritmica e il pianoforte; la bacchetta cala roteando con la solita sapienza “Just like me, they long to be close to you”… respiro a fondo…

SONO VIVO,

e questo, del Destino, è forse il mio regalo di Natale.

Alteration of Immunoregulatory Patterns and Survival Advantage of Key Cell Types in Food Allergic Children

Kamal Ivory, Rossella Angotti, Mario Messina, Denise Bonente, Ferdinando Paternostro,
Massimo Gulisano and Claudio Nicoletti

Ricerca sulle alterazioni del sistema immunitario di bambini affetti da allergie alimentari. Lo studio evidenzia che in soggetti allergici alcuni tipi cellulari importanti per le risposte immunitarie riescono a sopravvivere più a lungo evitando il fenomeno dell’apoptosi o morte cellulare. Questo grazie all’espressione del gene Bcl-2 che blocca l’apoptosi. La resistenza all’apoptosi è alla base di molte malattie; per la prima volta questo difetto viene associato anche alle reazioni allergiche.

https://www.mdpi.com/2073-4409/12/23/2736

All allergic responses to food indicate the failure of immunological tolerance, but it is unclear why cow’s milk and egg (CME) allergies resolve more readily than reactivity to peanuts (PN).
We sought to identify differences between PN and CME allergies through constitutive immune status and responses to cognate and non-cognate food antigens. Children with confirmed allergy to CME (n = 6) and PN (n = 18) and non-allergic (NA) (n = 8) controls were studied. Constitutive secretion of cytokines was tested in plasma and unstimulated mononuclear cell (PBMNC) cultures. Blood dendritic cell (DC) subsets were analyzed alongside changes in phenotypes and soluble molecules in allergen-stimulated MNC cultures with or without cytokine neutralization. We observed that in allergic children, constitutively high plasma levels IL-1, IL-2, IL-4, IL-5 and IL-10 but less IL-12p70 than in non-allergic children was accompanied by the spontaneous secretion of sCD23, IL-1, IL-2, IL-4, IL-5, IL-10, IL-12p70, IFN-and TNF- in MNC cultures. Furthermore, blood DC subset counts differed in food allergy. Antigen-presenting cell phenotypic abnormalities were accompanied by higher B and T cell percentages with more Bcl-2 within CD69+ subsets. Cells were generally refractory to antigenic stimulation in vitro, but IL-4 neutralization led to CD152 downregulation by CD4+ T cells from PN allergic children responding to PN allergens. Canonical discriminant analyses segregated non-allergic and allergic children by their cytokine secretion patterns, revealing differences and areas of overlap between PN and CME allergies. Despite an absence of recent allergen exposure, indication of in vivo activation, in vitro responses independent of challenging antigen and the presence of unusual costimulatory molecules suggest dysregulated immunity in food allergy. Most importantly, higher Bcl-2 content within key effector cells implies survival advantage with the potential to mount abnormal responses that may give rise to the manifestations of allergy. Here, we put forward the hypothesis that the lack of apoptosis of key immune cell types might be central to the development of food allergic reactions.

DOMANDE IMPOSSIBILI

D. …ma dimmi, quale parte del tuo lavoro ti piace di più, quale di meno?

F. Che domanda difficile, quasi come chiedere a novembre cosa farai a Capodanno … a proposito che facciamo a Capodanno?

D. Non cambiare argomento…troppo facile svicolare

F. Mi piace tutto, a dirti il vero… alcune cose sono più semplici, altre più complesse.  Fare lezione, dissecare, se ti prepari bene, alla fine sono semplici e di grande soddisfazione; la ricerca è più complessa perché la devi pensare, curare, negarla e riconoscerla di nuovo, accompagnarla nel suo sviluppo e renderla nota alla comunità scientifica, con coerenza, umiltà e onestà intellettuale

D. E la cosa più difficile di tutti?

F. Fare gli esami …

D. Ma dici? Se sei tu a fare le domande …

F. Vero, ma intanto le domande non devono essere mai uguali… l’Anatomia è così vasta che per fortuna c’è abbondanza di argomenti. Devi essere sempre attento a seguire l’esposizione di concetti, devi indurre al ragionamento e devi essere estremamente chiaro in quello che suggerisci o domandi, perché l’esame non è una gara di fioretto sul filo aguzzo dei tuoi pensieri, ma una nuotata fianco a fianco in un mare che spaventa per la sua immensità ma che dopo accoglie, incanta, meraviglia, rende lievi… e alla fine rende migliori entrambe le persone sedute dai due lati della cattedra.

D. Fammi una domanda difficile …

F. Aspetta, me la devo preparare

D. Non prendermi in giro …

F. No, te ne ho fatte tante oggi a cui non hai saputo rispondere e, siccome sono convinto che sei molto preparata, credo di aver sbagliato io, nel modo di porgerle o forse proprio a farle.

DYNAMIC CORRELATIONS AND DISORDER IN THE MASTICATORY MUSCULATURE NETWORK

Nuove scoperte nel campo dei disturbi dell’Articolazione Temporo Mandibolare con l’uso di un Modello di Rete Anatomica.

Molte persone in tutto il mondo soffrono di disturbi dell’articolazione temporomandibolare (TMJ), ma diagnosi accurate e trattamenti efficaci rimangono sfuggenti e talvolta dipendono da decisioni soggettive. Questo articolo presenta una nuova metodologia non invasiva per valutare lo stato fisiologico del sistema masticatorio e identificare indicatori di rischio per una diagnosi precoce dei disturbi TMJ.
Attraverso lo studio della biomeccanica e delle proprietà viscoelastiche, i risultati rivelano l’importanza del tono muscolare e delle connessioni tra nodi specifici nel modello di rete anatomica composto da 20 nodi e 17 collegamenti.
La ricerca offre un approccio sistemico e quantitativo che arricchisce la comprensione di questi disturbi, andando oltre le osservazioni cliniche e i sintomi dei pazienti.

Campi, G.; Ricci, A.; Costa, N.; Genovesi, F.; Branca, J.J.V.; Paternostro, F.; Della Posta, D. Dynamic Correlations and Disorder in the Masticatory Musculature Network. Life 2023, 13, 2107. https://doi.org/10.3390/life13112107

Abstract

Background: Temporomandibular joint (TMJ) disorders, which affect millions of people worldwide, have multiple etiological factors that make an accurate diagnosis and effective treatments difficult. As a consequence, the gold standard diagnostic criteria for TMJ disorders remain elusive and often depend on subjective decisions.
Aim: In this context, the lack of a non-invasive quantitative methodology capable of assessing the functional physiological state and, consequently, identifying risk indicators for the early diagnosis of TMJ disorders must be tackled and resolved. Methodology: In this work, we have studied the biomechanics and viscoelastic properties of the functional masticatory system by a non-invasive approach involving 52 healthy subjects, analysed by statistical–physics analysis applied to myotonic measurements on specific points of the masticatory system designing a TMJ network composed of 17 nodes and 20 links.
Results: We find that the muscle tone and viscoelasticity of a specific cycle linking frontal, temporal, and mandibular nodes of the network play a prominent role in the physiological functionality of the system. At the same time, the functional state is characterised by a landscape of nearly degenerated levels of elasticity in all links of the network, making this parameter critically distributed and deviating from normal behaviour.
Conclusions: Time evolution and dynamic correlations between biomechanics and viscoelastic parameters measured on the different cycles of the network provide a quantitative framework associated with the functional state of the masticatory system. Our results are expected to contribute to enriching the taxonomy of this system, primarily based on clinical observations, patient symptoms, and expert consensus.

OPEN ACCESS ARTICLE

LA LUNA SUI MURI

F.:  Allora stasera parliamo del nostro Amore..

D:  Ah ah ah ah ah ah

F.:  Perché ridi?

D:  Ma se ci siamo visti in tutto per due ore…

F.:  Quasi tre ..ma ci siamo baciati tutto il tempo !

D:  Si … lo spritz lo abbiamo trangugiato, ricordi il taxi ci aspettava… non sarà stato quello ?

F.:  Forse, ma non solo .. soprattutto da quella sera ci siamo pensati e, io nel tuo cuore e tu nel mio, abbiamo lasciato un pezzetto di noi…

D:  È vero e in questi giorni te l’ho sempre detto e scritto …

F.:  E con quel pezzetto dell’altro abbiamo continuato a parlare, non parlandoci addosso ma costruendo un dialogo vero, fatto però più di brividi e di occhi sbarrati all’improvviso che di parole che si possono ridire o scrivere…

D:  Va bene, mi hai convinta… parliamo del nostro amore..(sorridendo) .. cosa mi vorresti dire?

F.:  Una sera di tanto tempo fa con due amici nottambuli e razionali cercammo di farci uno schema delle differenze del modo di amare tra uomo e donna, per quel poco che nel frattempo avevamo capito …

D:  Come gli schemi e gli appunti per studiare …

F.:  Sì qualcosa del genere… non volevamo farci trovare impreparati!

D:  E cosa vi siete … schematizzati?

F.:  Per prima cosa semplificammo il modo di amare, maschile e femminile …. dicendo che il primo è concreto il secondo ideale.

D:  Cosa vuol dire?

F.:  L’uomo che ama vuol fare delle cose per l’amata. Regala fiori, oggetti, prima magari banali per non sbagliare, poi sempre più adatti alla persona che li riceve. Cerca di capire le situazioni. si prodiga per risolvere problemi… insomma c’è, concretamente.

D:  E per la donna?

F.:  L’amore, quando arriva, è un orgasmo irrefrenabile, un  knock down improvviso, quando lei sovrappone l’idea del suo principe azzurro con quello che vede o vuole vedere nella persona che ha di fronte.

D: E quindi è un tutto nulla… come l’eccitazione dei neuroni !

F.: I tuoi mi pare sono sempre attivi … sul TUTTO…

D:  (sorride)

F.:  Un tutto che resta tutto e dà l’idea dell’infinito, per tutto il tempo in cui la donna ama.

D:  È una semplificazione… lo sai ?

F.:  Lo so ma eravamo giovani e razionali… o meglio ci sforzavamo di esserlo

D:  Giovani?

F.:  Razionali… scema… guarda,  se immagini la cosa come un grafico, vedi per l’uomo una linea che cresce e per la donna una linea altissima e parallela all’asse delle x…

D:  Chiarissimo… ammettiamo che tutto ciò sia vero, tutto o in parte, dove vuoi andare a parare?

F.:  Aspetta, devo aggiungere la seconda considerazione… quella che a me Attilio e Giuseppe fu chiara verso le tre di notte … quando si alzò da est una palla di luna prima gialla di polenta, poi sempre più limpida e splendente….quando oramai ci era passato il sonno e potevamo parlare appoggiati ai muri delle nostre case senza timore di essere ascoltati dai “grandi”  … arrivammo alla conclusione  che  l’uomo quasi sempre ama con spirito paterno e protettivo … bada bene, non è una questione di eventuale differenza di età.
Questo è un modo istintivo, riflesso forse o emulato;  chi sentiamo di poter amare diventa quasi  nostra figlia… Non mi fraintendere, sto parlando soltanto di attributi di relazione, per altro assolutamente paritaria.

D:  Non parlare difficile… quindi vorresti dire, al contrario, che sotto sotto nell’amore di una donna per un uomo c’è una sorta di riflesso dell’amore verso il padre ?

F.:  Alla fine si, ed è anche per questo che vi fate meglio e prima una ragione per un amore che finisce… Perdere un padre è doloroso ma tutto sommato naturale, perdere una figlia non lo è affatto.

D:  E quelli che si invece amano come fratelli? E tra persone dello stesso sesso ?

F.:  I fratelli alla fine sono due amici, forse fin dall’inizio… e se si lasciano la cosa viene accettata, perché spesso è normale che crescendo i fratelli prendano strade diverse, ma il legame resta …
Invece alla tua seconda domanda non so rispondere bene… forse si creano le stesse dinamiche o forse no. Potrebbe esserci una alternanza dei “ruoli” e così ciascuno può vedere meglio il punto di vista dell’altro e dal  punto di vista dell’altro.

D:  È un ragionamento affascinante… Ma con noi che ci azzecca ?

F.:  Centra, perché quel bacio inaspettato e repentino ci ha messo subito su un livello di verità imprevisto, straordinario, su una strada senza maschere o inganni, su una meravigliosa alternanza di ruoli, insomma una situazione che sarebbe un vero peccato non poter vedere come continuerà a colorarsi; una storia che non era negli schemi di Attilio e Giuseppe, ai quali ti giuro, vorrei raccontarlo, quel bacio… se solo ci fossero i muri e la luna di allora.

D:  Non racconterai i fatti nostri in giro?

F.: No, ti giuro, non li saprà nessuno….

SOPRAFFATTI DAI DISTRATTORI

I Mass Media sono intrisi di notizie di scarso o scarsissimo interesse generale, che occupano la maggior parte degli spazi informativi; i Social media drogano di informazioni a spot il nostro cervello, attutendo la capacità alla concentrazione e alla fatica del pensiero; per questo non tolleriamo più nessuno sforzo mentale, che sta alla base di ogni operoso studio, progettazione o impegno, civile, politico, sociale.

I problemi veri e oramai non procrastinabili…. la natura violentata, il clima impazzito, le minacce nucleari, le ingiustizie sociali, le mani e gli occhi di chi ci chiede aiuto… diventano una poltiglia nel buonismo conformista e di facciata, o peggio problemi da dimenticare con facili slogan o battute ad effetto.

Abbiamo perso l’allenamento al pensare, delegandolo a chi, con concetti facili facili, inonda di nulla le nostre vite. Di questo mellifluo flusso di fandonie che chiamiamo “informazione” ci riempiamo le giornate e di questo (e solo di questo) desideriamo vivere e ragionare.

I Media rincorrono il pensiero comune per vendersi e per vendere. Il pensiero comune è plasmato dai Media… da molto tempo questa (con poche eccezioni) è una spirale al ribasso.

I politici populisti (quelli, a destra e a sinistra, che fanno i politici perché in ogni altro mestiere o professione avrebbero fallito) cavalcano e fomentano i Distrattori, dal momento che è più facile alzare polveroni per bazzecole o impegnarsi in problemi di poco conto, piuttosto che cercare nuove coesioni e sinergie transnazionali che finalmente mettano l’Uomo al centro e salvino il Pianeta.

Alla fine, perciò, nell’immaginario collettivo prevalgono i “distrattori”: gli echi di cronaca gialla, rosa e nera, gli amici degli amici della de Filippi, il derby, la Ferrari, i ceffoni tra gli attori, le pesche, il gossip più becero. Anche la Fede, che avrebbe potuto incidere positivamente per la sfera intima e essenziale nella quale vive, viene ridicolizzata da processioni e campagne contro l’uso del profilattico…. altri Distrattori.

La distruzione dell’ambiente, le guerre, il prevalere delle diseguaglianze dovrebbero essere per il mondo intero considerate alla stregua di una malattia. Prima occorre mettercela tutta per guarire, poi si può pensare ad altro (e magari di serio e costruttivo).

Allora mi chiedo (e Vi chiedo): chi si lascia facilmente “distrarre” è uno stolto, un succube oppure un complice?