Il mollettone

Carissimo Jeff,
l’altra sera sono entrato nel tuo negozietto perché cercavo un telo copri tavolo, che in gergo ho imparato si chiama “mollettone”.


Di solito sei ben fornito, ma per il mio mollettone non avevi le dimensioni che cercavo.


A dire il vero sono uscito dalla tua bottega senza neanche salutare ed è forse per questo che i tuoi commessi elettronici, tutti i giorni da due settimane a questa parte sempre alle ore 9.15, mi ripropongono con una email  l’acquisto famigerato  mollettone.


D’altra parte non ho trovato sulle schermate che ho navigato il tasto “GRAZIE CI PENSO”, la frase di rito che si dice uscendo da un negozio vero nel quale non si è trovato l’oggetto o la convenienza cercata.
Siccome non ho altri modi per comunicare con te,  caro Jeffrey, volevo dirti che il mollettone l’ho comprato sotto casa ed è già disteso sul tavolo.

Entrando nel negozio di tessuti  ho respirato odori e colori antichi, che mi hanno riportato bambino quando accompagnavo  mamma o nonna alla Putía di Sampaulo… (rag. Nicola Cersosimo); la commessa mi ha spiegato come lavare il mollettone in lavatrice e mi ha accomiatato con un sorriso, forse formale ma assai gradito.


Caro Jeff, oltre al mollettone queste sono le altre cose che ti mancano e che sta a noi ritrovare.

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